Adrien Missika – Tropical Prospects

Pistoia - 30/04/2011 : 29/07/2011

Alla sua prima mostra personale da SpazioA, Adrien Missika si occupa del sogno tropicale e di quanto esso permanga nell’immaginazione delle nostre menti moderne. L’artista stesso si abbandona deliberatamente alla seduzione di un tale richiamo. Guardare quei luoghi attraverso gli occhiali da sole di Missika significa immergersi insieme a lui in una doppia visione, dove ad affermazione e seduzione corrisponde una sottile malinconia.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIOA GALLERY
  • Indirizzo: Via Amati 13 - Pistoia - Toscana
  • Quando: dal 30/04/2011 - al 29/07/2011
  • Vernissage: 30/04/2011 ore 18
  • Autori: Adrien Missika
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato, dalle 15.30 alle 19.30 e su appuntamento

Comunicato stampa

Alla sua prima mostra personale da SpazioA, Adrien Missika si occupa del sogno tropicale e di quanto esso permanga nell’immaginazione delle nostre menti moderne. L’artista stesso si abbandona deliberatamente alla seduzione di un tale richiamo. Guardare quei luoghi attraverso gli occhiali da sole di Missika significa immergersi insieme a lui in una doppia visione, dove ad affermazione e seduzione corrisponde una sottile malinconia. Con ironia, le sue opere riciclano i cliché della nostra cultura visiva pop, mantenendo al contempo una certa distanza analitica nei confronti del soggetto


All’entrata della galleria riceviamo un caldo benvenuto da All sunset postcards available in Hawaii prima di incontrare le due opere centrali della mostra. Tra estetica pubblicitaria e rimandi alla op e alla pop art, Ultimate Thrill è una gigantesca carta da parati prodotta a partire da due fotografie di grandi onde tagliate a strisce. La sovrapposizione visiva rimanda al fenomeno fisico delle “standing waves”, che si verifica con la collisione di onde aventi diversa direzione. La carta da parati funziona come fondale decorativo, in estremo contrasto formale, per la serie fotografica-concettuale A Dying Generation. Quest’opera rivisita l’iconica prima generazione di palme di Los Angeles quarant’anni dopo la pubblicazione del libro d’artista di Ed Ruscha A few Palm Trees. Cresciute fino ad una dimensione monumentale, quelle palme si trovano ora nei loro ultimi anni prima della morte. Attraverso di esse Missika ci presenta una tipologia di biosfera urbana fragile e temporanea come le rovine industriali di Bernd e Hilla Bechers.
Ugualmente malinconico è l’inizio del video Black Sand Beach. Una grande radice di un albero arenato si staglia davanti all’orizzonte marino facendo da set per la comparsa di bizzarri e anacronistici protagonisti che abitano oggi le isole Hawaii. Ibrido tra la tradizione musicale hawaiana e le influenze americane, la canzone Sweet Lei Mokihana di Hui Ohana fa da colonna sonora. E il cerchio si chiude con Oahu, un’eliografia creata dall’artista addirittura prima di partire per il suo viaggio. Immaginazione e ricerca in situ, fatti e fiction sono gli agganci per il ponte sospeso di Missika. O è forse un’amaca?
Se i tropici sono solari o tristi – per citatare Levi-Strauss – anche questo non ci è dato sapere.
Adrien Missika (1981, vive tra Berlino e Ginevra) ha studiato presso l’ECAL (Università di arte e design di Losanna). È co-fondatore di 1m3 Gallery di Losanna. Il suo lavoro è stato recentemente esposto nelle mostre: Veduta, curata da Patrick Gosatti, la Rada, Locarno 2010; Fabriques, curata da Denis Pernet, Centre d’Art Contemporain, Ginevra; Present Future, curata da Simone Menegoi, Artssima 16, Torino; HMI, curata da Julien Fronsacq, Palais de Tokyo, 2009; A Stone is a Stone, curata da Jeanne Graff, Instituto Svizzero di Roma, Milano; Swiss Art Awards 2010, Art 41 Basel, Halle 3.2, Basilea.
Adrien Missika
Tropical Prospects
opening: Saturday, April 30th, 2011
via Amati 13, Pistoia, 6.00 pm
until June 30th, 2011,
Tuesday to Saturday, 3.30 – 7.30 pm
and on appointment
>> Press release
In his first solo show at SpazioA, Adrien Missika ventures into the permanence of the tropical dream in the imagination of our modern minds. The artist’s working process implies following such seductive calls himself. Seeing those places through Missika’s sunglasses means joining his double vision: affirmation and seduction are paired with a subtle melancholia. With irony his works recycle clichés of our visual pop culture, while at the same time maintaining an analytic distance to his subject.
Upon entering the gallery space we receive a warm welcome by All sunset postcards available in Hawaii before encountering the two central works of the show.
Playing with the aesthetics of advertising and those of op and pop, the work Ultimate Thrill is mixing two sliced photographs of big waves into a giant wallpaper. The visual overlapping pays homage to the physical phenomena of “standing waves” which appear when waves of two different directions collide.
The wallpaper serves as decorative backdrop for the formally extremely contrasting conceptual photographic series A Dying Generation. The work revisits the iconic 1st generation palm trees of Los Angeles 40 years after Ed Ruscha released his artist book A few palm trees. Having grown to an almost monumental size, those palm trees are now in their last years before finally dying. Through them Missika presents us a typology of urban biosphere as fragile and temporary as Bernd and Hilla Bechers industrial ruins.
Equally melancholic is the beginning of the video work Black Sand Beach. A large root of a washed out tree in front of the sea’s horizon is setting the stage for the appearance of bizarre and anachronistic protagonists inhabiting today’s Hawaiian islands. As a hybrid between traditional Hawaiian music and American influences the song Sweet Lei Mokihana by Hui Ohana serves as the exotic soundtrack for the piece.
The circle is closing with the heliogravure Oahu, a work Missika created before even departing to his tropical journey. Imagination and research insitu, fact and fiction are the two attaching points of Missika’s hanging bridge. Or his hammock?
If the tropical prospects are sunny or - speaking with Levi-Strauss - sad we won’t know either.
Adrien Missika (1981, lives between Berlin and Geneva ) graduated from ECAL (University of arts and design Lausanne). He cofounded the 1m3 Gallery in Lausanne. Recent shows include: Veduta, curated by Patrick Gosatti, la Rada, Locarno; Fabriques, curated by Denis Pernet, Centre d’Art Contemporain, Geneva; Present Future, curated by Simone Menegoi, Artssima 16, Turin; HMI, curated by Julien Fronsacq, Palais de Tokyo; A Stone is a Stone, curated by Jeanne Graff, Instituto Svizzero di Roma, Milan; Swiss Art Awards 2010, Art 41 Basel, Halle 3.2, Basel