Adrian Tranquilli – All is violent. All is bright

Roma - 24/06/2011 : 30/10/2011

In mostra il nuovo progetto di Adrian Tranquilli pensato appositamente per gli spazi architettonici del MACRO. Una narrazione espositiva composta da due momenti nodali, due grandi installazioni in cui il pubblico potrà confrontarsi con situazioni spaziali molteplici, secondo rapporti attivi e dinamici con le opere.

Informazioni

  • Luogo: MACRO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA
  • Indirizzo: Via Nizza, 138 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 24/06/2011 - al 30/10/2011
  • Vernissage: 24/06/2011 ore 19
  • Autori: Adrian Tranquilli
  • Curatori: Gianluca Marziani
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Martedì-domenica ore 11.00-22.00; chiuso lunedì La biglietteria chiude un'ora prima
  • Biglietti: MACRO - Intero: € 11,00 - Ridotto: € 9,00 Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): - Intero € 10,00 - Ridotto € 8,00
  • Email: macro@comune.roma.it
  • Patrocini: Promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali
  • Uffici stampa: ZETEMA

Comunicato stampa

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma presenta “All is violent, all is bright”, il nuovo progetto di Adrian Tranquilli pensato appositamente per gli spazi architettonici del MACRO. Una narrazione espositiva composta da due momenti nodali, due grandi installazioni in cui il pubblico potrà confrontarsi con situazioni spaziali molteplici, secondo rapporti attivi e dinamici con le opere.

Adrian Tranquilli (Melbourne, Australia, 1966) trasforma il MACRO in uno stage a più livelli per la presentazione di due installazioni monumentali che sintetizzano la visione filosofica del suo universo iconografico

Lo spazio architettonico diviene teatro di una lotta dinamica tra ambivalenze estetiche e morali, qui rappresentate da Batman e Joker, personaggi archetipici che occupano due aree caratterizzanti del Museo e invitano il pubblico ad una scoperta avvincente, ricca di sorprese e spiazzamenti. Non è casuale che le due installazioni vivano tra esterno ed interno, tra la luce solare delle terrazze e il buio notturno dei nuovi spazi: il mondo dei supereroi americani (provenienti dalle scuole Marvel e DC Comics), da anni il principale spunto antropologico dell’artista, assume al MACRO la valenza del gigantismo urbano su polarità opposte. Ecco il nero che vibra negli spazi esterni, un moloch scultoreo che si staglia tra luci zenitali e camminamenti inquieti; ecco il bianco delle carte da gioco che, invece, elettrizza l’aria sospesa del tetto sopra la sala conferenze, secondo traiettorie spaziali che innalzano la basilica verso il cielo, verso le trasparenze del tetto che lascia entrare le luci naturali. Esterno e interno si appartengono in una sospensione temporale che ricrea sensazioni ataviche, ritualità misteriose, rivelazioni e sconfinamenti. Una visione scultorea attorno ai temi del Sacro e dei valori universali che caratterizzano la natura umana. Un viaggio plastico che guarda ai codici morali con attitudine laica e profonda spiritualità, cercando quell’impatto iconografico che evoca il dubbio attraverso il misticismo del simbolo.
La figura di Batman, visibile già dall’esterno perché collocata nel punto più alto e in vista della terrazza del Museo, sopra il nuovo ingresso di via Nizza, si staglia sulle superfici astratte e discontinue dell’architettura di Odile Decq, mostrandosi come una presenza misteriosa nell’anfiteatro dei palazzi circostanti. Figura eroica e superumana, legata agli ideali etici di giustizia e salvezza, Batman diventa il fulcro di un viaggio rivelatorio in cui ciascun visitatore si scoprirà protagonista inconsapevole. Il tentativo di raggiungere e avvicinarsi all’opera è punteggiato di insidie e sorprese, caratterizzato da continui rovesciamenti di prospettiva in cui i ruoli definiti di osservatore e osservato si confondono inaspettatamente. In maniera paradossale le difficoltà del percorso percettivo diventano funzionali all’effettiva fruizione dell’opera, che assume in questo dispositivo spaziale nuovi valori comunicativi e potenzialità espressive. “Gli eroi - afferma l’artista - rappresentano le proiezioni del nostro essere uomini, le immagini con le quali gran parte degli individui tendono a conformarsi ed a confrontarsi. Il senso del mito e, più in particolare, le diverse mitologie che hanno accompagnato la storia delle civiltà, trovano proprio in tali proiezioni i loro elementi fondanti e generativi. Non ultime le generazioni contemporanee, per le quali, a ben vedere, i supereroi rappresentano la perfetta trasposizione di una delle strutture fondanti del nostro modello: quella, appunto, del maschio Salvatore e detentore del Bene”.
L’opera di Tranquilli si dissemina negli spazi del MACRO, riemergendo in maniera inattesa in un altro luogo cardine dell’architettura: il tetto della sala conferenze, cuore rosso del foyer museale. In questo spazio, allo stesso tempo raccolto e aperto, l’artista allestisce l’altro momento della sua “narrazione” espositiva: una struttura architettonica, edificio nell’edificio, realizzata con migliaia di carte da gioco raffiguranti un’immagine carica di valori simbolici: diverse “facce” del Joker, scelte tra le sue molteplici rappresentazioni nel corso dei secoli, ripetute e alternate fino all’ossessione per creare un effetto quasi ipnotico. Ulteriore elemento di spiazzamento è rappresentato dalla forma di questo castello di carte, che simula le proporzioni e gli andamenti monumentali della Basilica di San Pietro. Luogo simbolo della città di Roma e non solo, cardine della cultura occidentale, l’edificio della cristianità si trasforma in qualcosa di differente e definitivo. L’abbraccio del colonnato berniniano, l’equilibrio armonico del corpo della basilica e della cupola mostrano un aspetto inedito, insieme delicato e minaccioso. La figura del giullare, sospesa per definizione tra certezza e dubbio, tra “violenza” e “luminosità” è capace così di stravolgere le percezioni e le sicurezze, spingendo ancora una volta l’osservatore a una riflessione critica e dialettica sui modelli culturali e le convinzioni consolidate.

Adrian Tranquilli è nato a Melbourne nel 1966, vive e lavora e Roma. Tra le sue principali esposizioni personali: Don’t forget the Joker (Palazzo Reale, Milano 2010), All is violent, all is bright (Mimmo Scogmamiglio arte contemporanea, Milano 2009), Don’t’ forget the Joker, Evidence, Future imperfect (Studio Stefania Miscetti, Roma 2006, 2001,1998),The Age of Chance (Mimmo Scognamiglio arte contemporanea, Napoli 2005),These imaginary boys, (Parkhouse, Düsseldorf, Marella Arte Contemporanea, Milano 2004),Believe (Palazzo delle Esposizioni, Roma 2001). Ha preso parte a importanti esposizioni collettive presso istituzioni artistiche di rilevanza internazionale tra le quali: La Maison Rouge, Fondation Antoine de Galbert, Parigi 2009, Sala de Exposiciones, Madrid 2008, PAN – Palazzo delle Arti Napoli, Napoli 2007, Botkyrka Konsthall, Stoccolma 2007, Kunsthalle, Vienna 2006, GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma 2005, MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma , Roma 2003, Palazzo delle Papesse – Centro Arte Contemporanea, Siena 2003, Castel dell’Ovo, Napoli 2002, IASPIS - The Swedish Arts Grants Committee's International Programme for Visual Artists, Stoccolma 2002, Dalì Museum, St. Petersburg (Florida) 2001.

La mostra “Adrian Tranquilli. All is violent, all Is bright” è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali.