Adrian Paci – The Encounter

Scicli - 21/08/2011 : 21/08/2011

Laveronica arte contemporanea presenta The Encounter, una performance di Adrian Paci. Il 21 agosto 2011, a partire dalle ore 17.00, sul sagrato della chiesa barocca di San Bartolomeo a Scicli, l’artista albanese incontra alcune centinaia di persone per stringergli in maniera simbolica la mano.

Informazioni

  • Luogo: CHIESA DI SAN BARTOLOMEO
  • Indirizzo: Piazza San Bartolomeo Scicli - Scicli - Sicilia
  • Quando: dal 21/08/2011 - al 21/08/2011
  • Vernissage: 21/08/2011 ore 18.30
  • Autori: Adrian Paci
  • Generi: performance – happening

Comunicato stampa

Laveronica arte contemporanea è lieta di presentare The Encounter, una performance di Adrian Paci.
Il 21 agosto 2011, a partire dalle ore 17.00, sul sagrato della chiesa barocca di San Bartolomeo a Scicli, l’artista albanese incontrerà alcune centinaia di persone per stringergli in maniera simbolica la mano. Un gesto semplice ma estremamente metaforico, ripetuto in maniera ossessiva fino a diventare rituale. Durante la performance gli spettatori-attori aspetteranno ai margini della piazza vuota al centro della quale sarà posta una sedia

L’artista, lasciato l’ingresso di un’abitazione, percorrerà la piazza e si siederà aspettando finché ad una ad una le persone non cominceranno a raggiungerlo per stringergli la mano e proseguire lasciandoselo alle spalle. Come in una processione laica, una lunga fila lascerà il gruppo per comporre una barriera fitta e sottile di individui in movimento. La moltiplicazione di un gesto consueto come la stretta di mano che, sancendo un accordo o l’incontro di due individui pone la conoscenza e gli scambi fra le persone oltre l’irresolutezza che li precede, determinerà l’unione o la tensione fra l’autore e il contesto culturale e urbano del luogo. L’azione replicata amplifica il gesto, caricandolo di un’importanza che nella consuetudine del suo ordinario sviluppo non è percepibile e il segno, ripetuto come parte di un rito che ne celebra lo svolgersi, si fa esclusivo in virtù della sua separazione dal contesto in cui il suo senso appare irrimediabilmente univoco e fine a sé stesso. Il corpo dell’artista, nello svolgersi della performance, diventa così soglia di identità sconosciute i cui limiti cessano o si fondono in prossimità della propria. E lo scambio, oltre il singolo gesto, si fa condivisione di esperienze, apertura verso realtà nuove e sconosciute. Anche la piazza, luogo deputato in cui si esprimono e si sviluppano i caratteri di una comunità, è intesa come spazio privilegiato di incontro in cui produrre un evento che accomuni la performance con un luogo fortemente connotato con le proprie tradizioni. Scicli, città iblea affacciata sul Mediterraneo, dove la bellezza dell’arte barocca incrocia tradizioni antiche e di differenti provenienze in un coacervo di culture e civiltà, diventa il teatro di nuovi incontri tra identità diverse.


Adrian Paci è nato a Shkoder (Albania) nel 1969. Vive e lavora a Milano.
Ha esposto nelle più importanti kermesse internazionali, da Manifesta alla Biennale di Venezia, e all’interno di prestigiosi musei e spazi pubblici di tutto il mondo. Tra le mostre personali più importanti ricordiamo quella alla Kunsthaus Zurich, a cura di Mirjam Varadinis (2010), Villa Medici, Roma (2009), Center for Contemporary Art, Tel Aviv; Kunstverein Stuk, Leuven, Belgium; Kunstverein Hannover, Hannover; Bonnier Konsthall, Stockholm (2008), Milton Keynes Gallery, Milton Keynes, UK; Museum Am Ostwall, Dortmund (2007), Galleria Civica di Modena, Modena (2006) e PS1, MOMA, New York (2005). Tra le collettive ricordiamo The Mediterranean Approach, Palazzo Zenobio, Venice, a cura di Adelina von Fürstenberg (2011), l’International Biennale of Contemporary Art di Poznan nel (2010), le Biennali di Tirana, Lione e Atene (2009), la Quadriennale di Roma (2008), la Biennale di Praga (2007), la Biennale di Busan, Korea e la Biennale di Sydney (2006), la Biennale di Venezia (2005), EXit, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino e Nuovo Spazio Italiano, Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento, Mart Rovereto (2002)