fortunato

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Scarabelli e Norese pensano all’unisono e partoriscono un’idea semplice, ma straordinariamente efficace. Raccolgono foto di lavori fatti in principio di carriera, e le mettono al muro. Girandole, però. In un impulso iconoclasta negano l’immagine e con violenza ti costringono a ripensare quello che non sai, a immaginare una storia che non t’appartiene. Memorie appese  a un chiodo o con un po’ scotch, perché qualcun altro se ne appropri e non smetta di tenerle in vita. L’opera, sempre aperta e fluida, continua ad avanzare attraverso mille significati possibili.

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