Basel week. Le 15 mostre da non perdere

Della fiera – anzi, delle tante fiere – che stanno per aprire a Basilea vi parleremo domani. Intanto però pensiamo alle mostre nei musei e nelle fondazioni della cittadina e dei suoi dintorni. Perché, già così, c’è parecchio per divertirsi.

Yngve Holen - VERTICALSEAT - installation view at Kunsthalle Basel, 2016
Yngve Holen - VERTICALSEAT - installation view at Kunsthalle Basel, 2016

GITE (LEGGERMENTE) FUORI PORTA
Partiamo, come al solito nei nostri consigli basilesi, da due istituzioni che a Basilea non sono, anche se distano pochi chilometri e sono facilmente raggiungibili, complice la straordinaria rete di trasporto pubblico che vige da quelle parti d’Europa.
Alla Fondazione Beyeler ha da poco inaugurato una mostra che mette a confronto Alexander Calder, con il quale l’istituzione di Riehen ha un rapporto consolidato, con la coppia svizzera Fischli & Weiss. A breve distanza dal confine, ma già in terra tedesca, il campus Vitra ha invece terminato all’allestimento del suo ultimo edificio: firmato da Herzog & de Meuron, il Vitra Schaudepot ospita la collezione permanente e mostre temporanee come quella inaugurale, dal titolo Radical Design, che ha aperto ai primi di giugno.
Inedito è però – come se tutto questo non fosse già abbastanza – il collegamento fra le due istituzioni, che distano cinque chilometri e sono separate da un grande parco. A unirle sarà, a partire dal 12 giugno, un percorso in 24 tappe, un sentiero, che in tedesco è Weg, progettato da Tobias Rehberger.

Katharina Fritsch & Alexej Koschkarow, Zita, 2016 - Schaulager, Münchenstein
Katharina Fritsch & Alexej Koschkarow, Zita, 2016 – Schaulager, Münchenstein

Sempre per restare appena fuori dalla municipalità di Basilea, c’è Münchenstein con lo Schaulager, sede della Laurenz Foundation. Che quest’anno presenta Zita, una “chamber piece” realizzata a quattro mani da Katharina Fritsch (il cui Rattenkönig del 1993 è installato in permanenza nello stesso edificio) e Alexej Koschkarov. Ancora a Münchenstein, da non scordare una visita a HEK – House of Electronics Arts, che dal 9 giugno propone la prima personale svizzera di Rafael Lozano-Hemmer, con undici lavori che risalgono nella sua produzione fino a dieci anni fa. Nello stesso cluster, la recentissima sede dell’Institut Kunst ospita invece la personale di Mathilde Rosier curata da Chus Martínez.
Infine, nella sede di Muttenz dalla quale fra non molto si sposterà, la Kunsthaus Baselland propone tre personali, tutte in chiusura il 17 luglio. Si comincia dall’alto con le delicate sculture e i disegni di Christiane Löhr; si prosegue con Jonathan Monk che, in conseguenza di un budget evidentemente non enorme, dichiara di aver realizzato “an exhibition made up of images of some of my previous exhibition – a 2D installation of installations”; infine Jan van der Ploeg, che è intervenuto nella lunga ala vetrata del museo con 18 colori fluo.

I MUSEI DA NON PERDERE
Partiamo dal Kunstmusem, che ad aprile ha finalmente riaperto la sua sede principale (che risale al 1936) insieme a un nuovo edificio firmato da Christ & Gantenbein, in maniera tale da giungere a tre location – contando il Museum für Gegenwartskunst inaugurato nel 1980. Bouquet ricchissimo di mostre: disegni e stampe di Barnett Newman e disegni e xilografie di Tobias Stimmer nell’Hauptbau; la personale di Reinhard Mucha al Gegenwart; e infine, suddivisa fra Gegenwart e Neubau, la rassegna principale, Sculpture on the Move 1946-2016, che fa eco alla omologa mostra del 2002 dedicata alla pittura.
Al Museum Tinguely c’è invece un’antologica dell’ex Young British Artist Michael Landy. Promette di stupire e divertire, e fare anche un po’ riflettere, con un percorso volto a enucleare le contraddizioni della società consumistica in cui siamo immersi. Da segnalare che il giorno del vernissage coincide con il 20esimo compleanno del museo, che sarà festeggiato con un Out Of Order Day.
Consueta doppia personale invece alla Kunsthalle, dove le sale sono suddivise tra Yngve Holen, artista norvegese-tedesca classe 1982 (la “sua” Porsche Panamera sezionata grida vendetta, è innegabile), e Anne Imhof, che invece presenta il primo atto di Angst, sorta di opera d’arte totale che spazia dalla performance alla scultura alla pittura: per i tenaci, il giorno migliore è il 15 giugno, quando dalle 19 a mezzanotte si potrà godere del lavoro nella sua completezza.

Marco Enrico Giacomelli

Riehen // fino al 4 settembre 2016
Alexander Calder & Fischli/Weiss
FONDATION BEYELER
Baselstrasse 101
www.beyeler.com
www.24stops.info

Weil am Rhein // fino al 22 settembre 2016
Radical Design
VITRA DESIGN MUSEUM
Charles-Eames-Strasse 2
www.design-museum.de
www.24stops.info

Münchenstein // fino al 31 gennaio 2016
Katharina Fritsch & Alexej Koschkarov – Zita
SCHAULAGER
Ruchfeldstrasse 19
www.schaulager.org

Münchenstein // fino al 28 agosto 2016
Rafael Lozano-Hemmer – Preabsence
HEK – HOUSE OF ELECTRONICS ARTS
 
Freilager-Platz 9
www.hek.ch

Münchenstein // fino al 24 giugno 2016
Mathilde Rosier – In Revolution
INSTITUT KUNST – DER TANK
Freilager-Platz 13
http://institut-kunst.ch/der-tank/

Muttenz // fino al 17 luglio 2016
Christiane Löhr | Jonathan Monk | Jan van der Ploeg
KUNSTHAUS BASELLAND
St. Jakob-Strasse 170
www.kunsthausbaselland.ch

Basel // fino al 18 settembre 2016
Sculpture on the Move 1946-2016

Basel // fino al 16 ottobre 2016
Reinhard Mucha

Basel // fino al 7 agosto 2016
Barnett Newman – Drawings and Prints

Basel // fino al 7 agosto 2016
Tobias Stimmer – Drawings and Woodcuts
KUNSTMUSEUM
St. Alban-Graben 16 / 20
MUSEUM FÜR GEGENWARTSKUNST

St. Alban-Rheinweg 60
www.kunstmuseumbasel.ch

Basel // fino al 25 settembre 2016
Michael Landy – Out Of Order

MUSEUM TINGUELY
Paul Sacher-Anlage 2
www.tinguely.ch

Basel // fino al 14 agosto 2016
Yngve Holen – VERTICALSEAT

Basel // fino al 21 agosto 2016
Anne Imhof – Angst
KUNSTHALLE BASEL
Steinenberg 7
www.kunsthallebasel.ch

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Franco Broccardi

    Preso nota, grazie