L’estate del 1945. In un libro d’artista firmato Andrea Botto

Due mesi per raggiungere l’Italia a partire da Süderbrarup. È il viaggio compiuto nel 1945 da Primo Benedetti, prigioniero in Germania. Ora la sua storia è raccontata, senza testi, dal nipote Andrea Botto.

Andrea Botto, 19.06_26.08.1945 - Danilo Montanari Editore, 2014

19.06-26.08 1945 è il titolo di un libro d’artista e segna le date di un viaggio: la lunga marcia che riporta a casa Primo Benedetti, un contadino della Lunigiana, in Toscana, da Süderbrarup, nel nord della Germania, dove era stato prigioniero per quasi due anni. Era uno degli 800mila IMI – Italiani Militari Internati, fatti prigionieri dalla Wermacht con l’operazione Achse, liberati a guerra finita dagli americani.
Per il resto della sua vita, che si conclude nel giorno della memoria, il 27 gennaio del 2010, Primo aveva parlato di questo drammatico episodio della sua vita. In particolare ne aveva parlato al nipote Andrea, al quale affida carte e documenti relativi a quella storia. Il nipote è Andrea Botto (Rapallo, 1973), un artista intelligente, che nel corso degli anni ha lavorato più volte sul tema della memoria e che “usa la fotografia come sezione
 del mondo, per metterne a nudo le stratificazioni. La sua ricerca si concentra sull’‘estetica della distruzione’, attraverso i segni della natura e dell’uomo nel paesaggio”, come lui stesso afferma.
Decidere come utilizzare questi materiali non è stata una scelta immediata. Tuttavia il pensiero che la memoria del proprio nonno fosse in realtà una memoria collettiva di quasi un milione di persone, la cui tragedia era stata riconosciuta dallo Stato italiano solo nel 1997, quando assegna la Medaglia d’oro al Valor Militare all’Internato Ignoto.

Andrea Botto, 19.06_26.08.1945 - Danilo Montanari Editore, 2014
Andrea Botto, 19.06_26.08.1945 – Danilo Montanari Editore, 2014

Dopo la scomparsa del nonno, Botto prepara il menabò del libro, che viene premiato con il terzo premio al Photobook Festival. Gli estimatori sono molti, ma a pubblicarlo, con un certo coraggio, è Danilo Montanari. Si tratta di un lavoro complesso, che ha richiesto buone capacità artigianali. Alcuni dei documenti di Primo sono stati stampati in anastatica e quindi invecchiati da Botto, per poi essere incollati manualmente tra una pagina e l’altra del volume, stampato in un primo tempo in 250 copie, alle quali ne sono seguite altre 150 che portano qualche aggiunta. La prima edizione, infatti, è già andata esaurita nel ristretto mondo dei bibliofili d’arte, in particolare stranieri.
Il libro non ha testi, è costituito da immagini scaricate da Internet. Botto ha ripercorso le varie tappe del viaggio del nonno, risultanti nei suoi taccuini, ha cliccato sul motore di ricerca il nome del luogo seguito dalla data 1945. In questo modo è emerso di tutto: paesaggi, automobili, il ritratto di Hermann Göring e quello di Anna Frank e molto altro ancora. La sua è una riflessione sul senso della memoria, che cattura e cancella: alcuni dei link, scaricati solo un paio di anni fa, infatti, non sono più consultabili. Il riferimento è ai diversi procedimenti mnemonici di quanto abbiamo vissuto, ma anche di quanto non abbiamo vissuto di cui diveniamo latori appassionati, come nel suo caso.

Angela Madesani

Andrea Botto – 19.06-26.08 1945
Danilo Montanari, Ravenna 2014
Pagg. 80, € 90 (extra edition)
www.danilomontanari.com
www.andreabotto.it

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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.