Kathe Burkhart, artista e narratrice. Una nuova raccolta di racconti

Amici, nemici, amanti? Kathe Burkhart ha criteri di classificazione un po’ diversi per i tipi maschili della sua raccolta di racconti, “Dudes”, e li ritrae senza scrupoli di sorta, come farebbe su tela. A pubblicarli è Participant Press, piccolo editore newyorchese per gli artisti che lavorano sia con le immagini che con le parole.

Kathe Burkhart, Dudes

Caro lettore”, avverte la voce narrante a introduzione dell’ultimo racconto, “stai attento. Questa non è una gag post-moderna, e non è nemmeno una favola per bambini […]. Alla mia età, ho vissuto abbastanza per raccontare qualche storia: eccotene una”. L’avvertenza, che ci si aspetterebbe di trovare nella prefazione, è comunque superflua per chi conosce il lavoro di Kathe Burkhart (Martinsburg, 1958; vive a New York e Amsterdam): nella sua opera pittorica non c’è traccia di sofisticazione intellettuale e la cura della forma è sempre secondaria alla presentazione nuda e cruda del contenuto. Il suo approccio, alla vita e all’arte, non prevede distanza né cautele rispetto al vissuto/narrato, e nelle pagine autobiografiche di Dudes tutto è ancora più in chiaro.
I racconti sono suddivisi in tre categorie (Mountain Men, Sensitive Artists, Perverts), che da una parte tracciano l’ideale proseguimento di Tortures (ritratti di ex amanti sotto forma di strumento di tortura), dall’altra fanno da pendant a Liz Taylor (la serie iniziata negli Anni Ottanta, e tuttora in corso, su di sé e sul femminile, polimorfico e contraddittorio come la sua controparte). Ma il libro non è soltanto una carrellata di personaggi maschili, quanto un lucido spaccato su varie forme di relazione che, a lettura conclusa, sembrerà più anacronistico che ipocrita definire matrimoniali, familiari, sentimentali o professionali: sono rapporti di forza che le parti in causa dominano o subiscono con diverso grado di consapevolezza, a ruoli alterni e con alterna fortuna.
Di certo la narratrice ha le idee piuttosto chiare su come utilizzare le risorse del suo temperamento dominante: sa rendere utile un marito maniaco-depressivo, punire memorabilmente un amante inaffidabile, nonché capitalizzare, prima come cameriera-pusher poi come mistress in un locale sadomaso, un notevole campionario di dipendenze e devianze, proprie e altrui. Insomma, gestisce a modo suo la libertà che deriva dal desiderio, “al di là della sventura della riproduzione”, condivisa con tutti i “gender nonconforming freaks” ai quali Burkhart dà forma e voce da oltre trent’anni.

Kathe Burkhart, Liz Taylor  series (1984)
Kathe Burkhart, Liz Taylor series (1984)

Dudes, non tradotto in italiano, vale la lettura in lingua con tutto il suo slang e le coloriture colloquiali (il contesto chiarisce anche le più oscure). Il programma editoriale di Participant Press ha inaugurato nel 2005 con The Double Standard, sempre di Burkhart, ed è un’estensione di Participant Inc, spazio espositivo non profit fondato e diretto da Lia Gangitano.
L’idea di creare una collana editoriale solo per artisti, spiega Lia, nasce dal fatto che “la maggior parte degli artisti che collaborano con Participant fanno performance, film, video: per loro la scrittura è parte integrante del processo creativo. Nel caso di Kathe, l’espressione letteraria va di pari passo con quella figurativa. E il fine in ogni caso è quello di dare risalto alla loro produzione scritta, che si tratti di racconti, romanzi, sceneggiature o altro”. I titoli finora pubblicati “sono il risultato di un rapporto di lunga data con artisti che conosciamo bene. In quanto organizzazione non profit, fa parte della nostra mission sviluppare solo progetti di cui condividiamo senso e significato”.
Participant Inc esiste da tredici anni anche grazie a un gran numero di supporter devoti (tra cui Antony & the Johnson, che qui si è esibito per fare fundraising, oltre a vestire i panni di curatore). La formula interdisciplinare ad alto tasso di contenuto, a quanto pare, funziona.

Sara Boggio

Kathe Burkhart – Dudes
Participant Press, New York 2014
Pagg. 174, € 20
ISBN 9780980232462
www.participantinc.org

 

 

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Sara Boggio
Dopo la laurea in Lettere Moderne ha lavorato come writer, redattrice e traduttrice per diverse case editrici, in Italia e in Australia, dopo quella in Pittura è stata tutor di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Torino, ha curato una rassegna sulla graphic novel insieme al Circolo dei Lettori e alla Scuola Holden, numerose mostre per la galleria In Arco, e una serie di incontri e workshop dedicati al rapporto tra autismo ed espressione grafica. Collabora con la start-up Maieutical Labs per una piattaforma di e-learning multimediale sulla storia dell'arte e, nell’ambito dell’Università di Torino, con il gruppo di ricerca Remedia, che indaga il linguaggio psicopatologico con gli strumenti della linguistica. Traduzioni e contributi critici, in ambito linguistico e per la critica d’arte, sono stati pubblicati da «Italian Poetry Review», Ponte Alle Grazie, «Rivista di Estetica», Rizzoli, Skira.