Gauguin, anzi Goghen

Un romanzo che in realtà sono due. È quello, d’esordio, scritto da Giuseppe Sforza, giovane barese (classe 1980) che vive a Trieste e lassù lavora per una compagnia di assicurazioni. Perfetto dunque per la collana Rimmel dell’editore Laurana, poiché lì si pubblica narrativa italiana emergente.

Giuseppe Sforza - Inseguendo Gauguin

La copertina di Inseguendo Gauguin non reca traccia del pittore francese (definito “artista che amava spassarsela in Polinesia e frequentava olandesi con problemi mentali e capacità artistiche sovrumane”). E in effetti significherebbe sviare il lettore. Bene ha quindi fatto Dario Rossi, responsabile del progetto grafico, a scegliere uno scatto di Dean Terry che raffigura una delle auto del celeberrimo Cadillac Ranch di Amarillo, in Texas (meglio ancora avrebbe fatto a inserire una breve didascalia in guisa di “aiutino”).
Di cosa si tratta dunque? Di un (due) romanzo d’azione che si svolge prevalentemente in Italia, fra ambientazioni metropolitane e provincia che più provincia non si può. Un po’ giallo un po’ thriller, il pretesto è il presunto furto di un presunto Gauguin, che dovrà essere recuperato da un imberbe ragazzetto su commissione di un futuro suocero mafioso. E quindi scatta anche la dimensione Bildung, per cui quel ragazzetto impacciato si trasformerà in un uomo provato dalla vita, sicuro di sé, deciso e decisionista (oltre che fiancheggiatore di un gruppo “terroristico”). E si circonderà da una truppa insolita e piuttosto scalcagnata di “spalle” più o meno riuscite nella loro caratterizzazione talora esasperata. Per capire il tono e l’ambiente e le vicende: siamo tra i vecchietti di Malvaldi e la coppia Hap & Leonard di Lansdale.

Paul Gauguin - Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? - 1897-98 - Museum of Fine Arts, Boston
Paul Gauguin – Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? – 1897-98 – Museum of Fine Arts, Boston

Se in Italia esistesse la figura dell’editor, con ogni probabilità avrebbe consigliato a Giuseppe Sforza di pubblicare soltanto la prima parte, in sé conclusa e più curata. Ché per pubblicare un seguito c’è sempre tempo, tempo durante il quale si può aggiustare il tiro. In ogni caso, lettura d’evasione di ottimo livello (imperdibile la scenetta in galleria col curatore dalla “testa calva troppo lunga, infilata in un paio di occhiali rettangolari dalla montatura spessa”) e speranze che si possono riporre nell’autore senza timore di aver fatto un investimento a rischio troppo alto.

Marco Enrico Giacomelli

Giuseppe Sforza – Inseguendo Gauguin
Laurana, Milano 2013
Pagg. 456, € 17,50
ISBN 9788896999592
http://www.laurana.it/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #16

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.