E il multiplo scosse l’aura

Abbiamo intervistato Germano Celant, curatore della mostra. Abbiamo partecipato al Fluxdinner orchestrato da Simonetti, fra le tante iniziative collaterali della rassegna. E ora vi parliamo del catalogo. Perché The Small Utopia è una esposizione piuttosto completa e articolata.

The Small Utopia. Ars Multiplicata

È la mostra da vedere in questi mesi a Venezia. La ragione? Beh, si potrebbe dire, fra i tantissimi esempi, che racchiusi in una teca a Ca’ Corner della Regina stanno ben quattro – quattro! – esemplari della Boîte-en-valise di Marcel Duchamp. E già questo dovrebbe bastare.
Che si tratti di una mostra “storica” lo dimostra anche il catalogo. Come di consueto per le pubblicazioni edite dal Progetto Prada Arte, si tratta di un volume corposo e complementare all’esposizione, assai curato dal punto di vista grafico e concepito per avere una vita lunga, di contro alla maggior parte delle pubblicazioni legate a mostre, destinate sostanzialmente a esaurire la propria utilità insieme alla chiusura della mostra stessa.
The Small Utopia. Ars Multiplicata (pagg. 348, € 100) contiene infatti, oltre all’introduzione firmata da Germano Celant, ben diciotto saggi in inglese scritti per l’occasione, oltre a una preziosa cronologia curata da Chiara Costa, relativa al periodo 1901-1975, punteggiata da stralci di manifesti e testi capitali per la comprensione della storia dell’arte che si è dipanata in quegli anni.

Fluxdinner – Simonetti mentre esegue Variation III – Fondazione Prada, Venezia 2012

Fra gli autori dei saggi, anche i curatori delle singole sezioni della mostra: così, per citare un paio di casi, si legge della Fluxus Island attraverso le parole di Gianni Emilio Simonetti, fra i rari italiani accreditati da George Maciunas nella “mappa” del movimento; nonché della questione della registrazione dei suoni fra 1922 e 1930 dalla penna di Antonio Somaini.
Si tratta in fondo di una storia dell’arte scritta dal punto di vista del multiplo e, come tutte le ottiche ellittiche, permette di leggere con maggior chiarezza la storia dell’arte in senso generale, poiché la arricchisce di elementi che sono nient’affatto aneddotici ma (quasi) strutturali. E il discorso vale, con diversi pesi specifici, per tutto il periodo preso in esame, dalla ceramica suprematista al Nouveau Réalisme, dai libri e dalle riviste d’artista degli Anni Sessanta alle “edizioni” minimaliste.

Marco Enrico Giacomelli

Venezia // fino al 25 novembre 2012
The Small Utopia. Ars Multiplicata
a cura di Germano Celant
Catalogo Progetto Prada Arte
FONDAZIONE PRADA – CA’ CORNER DELLA REGINA
Calle de Ca’ Corner – Santa Croce 2215
041 8109161
[email protected]
www.fondazioneprada.org

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #9

CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Jane Austen

    Perché una mostra così bella e importante limitata da didascalie illeggibili e un catalogo prestigioso e costoso, solo in inglese ?