Una mostra celebra Dylan Dog. L’intervista ai curatori e il punto sul Treviso Comic Book Festival

In occasione dell’apertura della mostra Dylan Dog negli incubi di Alberto Martini, fino al 27 maggio a Palazzo Foscolo ad Oderzo, abbiamo incontrato Nicola Ferrarese e Alberto Polita, i curatori della mostra nonché organizzatori del Treviso Comic Book Festival per una panoramica sul fumetto e sull’editoria indipendente in Italia.

Dylan Dog
Dylan Dog

La storia del Festival: come è nato il festival e cosa lo muove?
Il Treviso Comic Book Festival nasce nel 2009 per proseguire l’esperienza di Fumetti in TV, una fiera del fumetto creata da Massimo Bragaggia che stava crescendo. Noi volevamo provare a dare una svolta e mettere in piedi un festival internazionale, un evento capace di interessare un pubblico trasversale e far dialogare, allo stesso modo, il fumetto con le altre forme d’espressione: l’illustrazione in primis, poi la musica, il design, persino la calligrafia… Il primo anno abbiamo messo in piedi 6 mostre, col primo ospite francese. Nell’ultima edizione (conclusasi a fine settembre) le mostre erano 25 e gli ospiti 200, dei quali 20 dall’estero. Siamo mossi dalla voglia di contaminare, valorizzando gli aspetti della nostra città che più amiamo: per questo il TCBF è un festival diffuso che fa entrare mostre, tavole originali, artisti e performance in tantissimi luoghi, dai musei alle gallerie private sino ai locali pubblici. Senza dimenticare gli autori, veri protagonisti: sia negli stand della piccola mostra mercato incentrata sulle case editrici che nella self area, l’area autoproduzioni, che vanta ben 100 partecipanti. Stimolare il pubblico con contaminazioni continue e “sporcare” il fumetto con altri linguaggi. Alla luce dei risultati ottenuti in pochi anni crediamo che una giusta dose di “provocazioni” sia stata quanto mai salutare non solo per il nostro Festival ma per tutto il panorama fumettistico nazionale.

Come è andata l’ultima edizione?
Siamo davvero soddisfatti. Il numero dei visitatori, oltre 30.000, è rimasto costante nonostante la domenica di pioggia nella mostra mercato. Il livello delle mostre è cresciuto e, come ci auspicavamo, anche la loro frequentazione, che quest’anno non è più stata relegata al weekend ma durante tutti i giorni della settimana. Abbiamo avuto la fortuna di ospitare un grandissimo dell’arte contemporanea come Luigi Serafini, di celebrare i 50 anni di carriera del più grande autore Disney vivente, Giorgio Cavazzano, oppure mostrare all’Italia l’arte di uno dei migliori talenti del fumetto “alternativo” mondiale: il canadese Jesse Jacobs.

E l’edizione 2018 come sarà?
Siamo felici che la formula funzioni e, proprio per questo, non mancheremo di apportare novità anche nell’edizione 2018. La linea tracciata è quella giusta: dopo aver osato e proposto moltissime novità nelle scorse edizioni abbiamo, da due anni a questa parte, a consolidare la proposta in termini qualitativi: sia in termini di proposta artistica sia in termini di curatela e qualità espositiva, la linea è tracciata e l’edizione 2018 sarà la conferma di questo nostro orientamento. Se proprio dobbiamo farci autocritica forse abbiamo esagerato nella proposta artistica, troppa generosità e voglia di stupire delle volte cozza con la qualità dei dettagli, ma è stata un’ottima bussola per le prossime edizioni.

Cosa vi piacerebbe realizzare in futuro?
Credo che continueremo nell’accostamento del fumetto con i grandi artisti dei secoli precedenti: abbiamo in passato accostato l’arte di un vedutista dell’800 come Ippolito Caffi ai fumetti di Emanuele Fior, ora stiamo presentando una mostra in cui faremo dialogare un incisore e illustratore dei primi del 900 come Alberto Martini ai grandi autori che hanno interpretato Dylan Dog. Non so a quali lidi approderemo ma sicuramente l’accostamento degli autori di fumetto contemporanei ai grandi del passato ci riserverà, ancora grandi sorprese. Di sicuro continueremo la nostra opera di ricerca, sia a livello internazionale che nel sottobosco dell’autoproduzione italiana. Ci interessa proporre e lanciare chi il fumetto lo sta cambiando.

Ma com’è il panorama del fumetto in Italia? E la produzione indipendente?
Al TCBF ci piace definire l’autoproduzione la “linfa del fumetto italiano”. Un’esplosione che è rinata nel 2005 con l’esperienza di Self Comics che ha fatto ripartire il mondo del self publishing, allora neppure considerato dai grandi festival, che ha generato poi una vera e propria scena nei 10 anni successivi. Il mondo dell’autoproduzione è florido e molti prodotti sono di altissima qualità, alcuni quasi migliori di alcuni prodotti di editori veri. Ci sono realtà diversissime, alcune nate a margine di un corso di studi, altre lanciate grazie al crowdfunding, altre pionieristiche e punk. Ma se si vuole capire dove andrà il fumetto del futuro o da dove saltano fuori i nuovi autori, è bene guardare anche lì. Siamo orgogliosi di avere una self area tra le più grandi in Italia.

Come è nato invece il progetto Dylan Dog negli incubi di Alberto Martini?
L’idea è nata da Fondazione Oderzo Cultura che ha riscontrato la possibilità di far dialogare un artista del ‘900 e un indagatore dell’incubo: Dylan Dog. Da lì è stato facile mettere in piedi una mostra che possa mostrare le tavole dei migliori autori che hanno rappresentato il personaggio di casa Bonelli e il disegnatore e incisore opitergino dal segno scuro e simbolico. La mostra avrà dunque tre sezioni: una dedicata a Dylan Dog, la Pinacoteca Alberto Martini permanente e una mostra “ponte” con 15 omaggi a Martini realizzati da autori di fumetto e graphic novel.

Alcuni nomi chiamati ad interpretare il maestro dell’incubo?
Nella sezione dedicata a Dylan Dog saranno esposti sia i classici, come Stano, Casertano, Roi, Mari… ma anche le “nuove visioni”, cioè il Dylan di Ausonia, Marco Galli, Akab, Gipi e altri autori di graphic novel. Inoltre, una sezione dedicata al colore organizzata insieme al Be Comics di Padova.

Eleonora Milner

Oderzo// fino al 27 maggio 2018
Dylan Dog negli incubi di Alberto Martini
Palazzo Foscolo, Oderzo

http://www.trevisocomicbookfestival.it/

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Eleonora Milner
Eleonora Milner è nata e vive a Venezia. Laureata al DAMS Arte di Bologna e in Fotografia dei Beni Culturali all'ISIA di Urbino, si occupa di fotografia e arte contemporanea, con particolare interesse all'arte partecipativa. Scrittrice e fotografa, si occupa di progetti fotografici sul paesaggio contemporaneo. Ha esposto in mostre collettive a Venezia, Padova, Savignano sul Rubicone (SI fest #22), Pesaro, Treviso, Bologna.