Fantagraphic. Born To Lose, diario a fumetti di una mamma-artista

Vittorie, fallimenti, amori persi, amori ritrovati. E poi una vita da riorganizzare, o da reinventare, scandita giorno dopo giorno su un diario di cronache quotidiane. “Born To Lose” è un divertente e tenero graphic mémoir, che racconta le vicende di una giovane mamma alla ricerca del suo posto nel mondo.

Nicoz Balboa, Born To Lose, Coconino Press, 2017, bozza
Nicoz Balboa, Born To Lose, Coconino Press, 2017, bozza

Siamo nel 2011. Nicoz Balboa, giovane artista romana espatriata in Francia, decide di iniziare a disegnare sulla sua Moleskine le giornate passate insieme a Mina, figlia di due anni, compagna di vita e di avventure; ogni pagina racconta di pensieri, viaggi, amori e delusioni, tutto riportato con umorismo e profonda onestà su carta, per poi essere condiviso quotidianamente col mondo, in una pagina online dal titolo MOMeskine.
Il blog, che raccoglie ogni singolo foglio dell’agenda, diventa presto apprezzato e seguito, non solo da mamme e artiste che condividono la stessa condizione, ma anche da illustratori e appassionati di fumetto tout court, che ne ammirano il taglio punk, diretto, efficacissimo, e pure divertente.
Tra gli addetti ai lavori che ne scorgono potenziale c’è Igort, al secolo Igor Tuveri (Cagliari, 1958), attento e lungimirante come lo è sempre stato; al tempo direttore della Coconico Press, Igort lancia la palla a Nicoz, proponendole di raccogliere gli episodi più rappresentativi del blog riorganizzandoli in un diario a fumetti da pubblicare.
Affare fatto: con calma, molta pazienza e un gran lavoro di scrematura, oggi, nel 2017, il blog diventa libro, e si chiama Born To Lose.

L’INCONTRO CON IGORT

“Born To Lose nasce da un’idea di diario grafico”, racconta Nicoz Balboa. “Nel dicembre 2010 ho comprato un’agenda Moleskine con l’idea di iniziare un progetto intitolato Un autoritratto al giorno, ovvero come imparare ad amare me stessa per trovare un altro marito. Volevo disegnare un autoritratto al giorno, uno per pagina, e invece da subito non sono riuscita a combattere l’horror vacui e ho cominciato a raccontare minuziosamente le mie giornate. Postavo tutto su un blog. Su questo blog, dal nome MOMeskine, ho continuato a postare per oltre due anni, fin quando Igort, dopo diversi commenti positivi, mi scrisse che adorava questi diari e dovevo farne qualcosa. Era quasi Natale 2013 e io stavo tornando in Italia, così gli chiesi (sfacciatamente) se potevamo incontrarci.
Mi invitò a passare due giorni in Sardegna all’inizio di gennaio, nella sua casa insieme a sua moglie e sua figlia. Fu un momento magico trovarmi nello studio del maestro! Ci mettemmo a lavoro sui miei diari (ce ne erano tre finiti e stavo iniziando il quarto, quello del 2014) e a un certo punto, me lo ricorderò per sempre, mentre stava sfogliando, si fermò. Si tolse gli occhiali girandosi verso di me e disse: “Nicoz qui dobbiamo selezionare e fare un libro per Coconino. Te la senti di lavorarci per fare un libro con noi?” Non si dice di no a Igort San, così inghiottii la paura e risposi: ok”.

Nicoz Balboa, Born To Lose, Coconino Press, 2017
Nicoz Balboa, Born To Lose, Coconino Press, 2017

IL DIARIO COME TERAPIA

Il libro si presenta come un viaggio ruvido, spontaneo e soprattutto crudo, per la schiettezza con cui gli eventi, dolci o amari che siano, vengono esposti dall’autrice, aperta e coraggiosa nel mettere a nudo le proprie giornate. Passioni, pulsioni, sorrisi e insicurezze vengono presentati al lettore come in una sorta di flusso di coscienza terapeutico e liberatorio, valvola di sfogo di una donna/mamma/artista in cerca della sua posizione del mondo.
Quella di affrontare il diario in maniera spontanea e sincera è stata una necessità, e lo capisco solo adesso; l’idea di disegnare autoritratti giornalieri era motivata dalla volontà di imparare ad amarmi e, di conseguenza, uscire da una storia con una persona che mi faceva soffrire”, dice l’autrice. “Adesso, dopo sei anni, capisco che nessuno può farti soffrire perché “non ti ama” se ami te stesso. La chiave della felicità è l’accettazione della realtà, e l’unico modo che ho trovato per accettarla è stato raccontarla e, di conseguenza, vederla da fuori come uno spettatore”.
Ogni giorno, con tanto di data, diventa in questo modo un referto sulla vita dell’autrice: i pic-nic con gli amici, le feste a sorpresa e le crisi di panico; e poi le giornate serene, ma anche quelle tempestose, comprese le liti furibonde, i fiumi di lacrime e, per finire, la rottura di una storia d’amore lunga e complicata. Tutto è concentrato in queste pagine, che diventano preziose testimonianze di malesseri e incontenibili felicità di una donna che si incontra/scontra con la vita, e ha una sola arma a disposizione: l’ironia.

Nicoz Balboa, Born To Lose, Coconino Press, 2017
Nicoz Balboa, Born To Lose, Coconino Press, 2017

UN DIARIO DISEGNATO MALE

Il tratto dei disegni è barcollante e graffiato, con i colori che riempiono di pugno le sagome spesso stilizzate dei personaggi coinvolti nei disegni; lo stile scelto dall’autrice è dunque quello infantile, le pagine sono “disegnate male”, piene di segni e scarabocchi, in linea con lo spirito schietto e viscerale del libro.
Nonostante l’aspetto volutamente naive non mancano tuttavia episodi anche notevoli a livello grafico, tavole in cui Nicoz Balboa ricorda al lettore la sua solida base di artista pop-surrealista.
Scorrendo giorno dopo giorno, inoltre, il diario assume anche a livello visuale l’idea di un work in progress, nel quale l’illustratrice prova tecniche e stili, fino ad arrivare a una soluzione più uniforme nella seconda parte del testo, fatta meno di matite e pastelli, e più di pennarelli e marcatori.
Nel complesso il diario viaggia leggero e divertente, piacevolissimo nonostante a essere osservata (o spiata) sia la vita privata di una perfetta sconosciuta. Il lettore, voyeur tra i paradisi e gli inferni dell’esperienza di Nicoz, non potrà che sorridere – o sospirare amaramente – di fronte alle tragiche (e tragicomiche) avventure dell’artista. Perché tra gli alti e i bassi, tra i picchi e le discese nella mirabolante impresa di diventare noi stessi, Born To Lose è un almanacco di sorrisi e di lamenti che in parte riguarda ognuno di noi.

Alex Urso

Nicoz Balboa – Born To Lose
Coconino Press, Bologna 2017
Pagg. 192, colore, € 19
ISBN 9788876183270
www.fandangoeditore.it

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Alex Urso
Artista e curatore indipendente. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso l'Università di Macerata. Collabora con riviste di settore, scrivendo di arte, musica e cultura contemporanea. Vive a Milano e Varsavia.