Morto Jirō Taniguchi. Il fumettista giapponese aveva solo 69 anni

Il più europeo dei creatori di manga si è spento a Tokyo nella giornata di sabato 11 febbraio, come annunciato dal suo editore francese, Casterman

Jirō Taniguchi
Jirō Taniguchi

A scorrere la bibliografia di un maestro del fumetto giapponese, si direbbe che una leggenda quale Jirō Taniguchi (classe 1947) abbia vissuto ben più di 69 anni. Scomparso sabato 11 febbraio, come riportato dalla casa editrice francese Casterman sul proprio sito, il mangaka originario di Tottori (sull’isola di Honshū) si lascia dietro una produzione sterminata di storie a fumetti, spaziando tra generi al di qua e al di là del Pacifico. Tanto, che in sintesi lo si può definire come il più europeo degli autori giapponesi, amato non a caso in un’altra patria della letteratura disegnata: la Francia, da cui non soltanto giunge l’annuncio della sua morte, ma anche una delle più autorevoli e inedite collaborazioni dello stesso Taniguchi. Nel 1996, il disegnatore firmò infatti Icaro, manga fantascientifico la cui storia era scritta da quell’altra leggenda del fumetto passata alla storia con lo pseudonimo di Moebius (al secolo, Jean Giraud).

DAL WESTERN ALLA FANTASCIENZA, PASSANDO PER GLI ANIMALI

Come si è detto, una delle qualità che hanno portato Taniguchi al successo di critica internazionale – premiato sia con l’Osamu Tezuka Award nel 1998 che due volte al Festival di Angoulême negli anni Duemila, tanto per continuare sul doppio registro di Giappone e Francia – è la sua capacità di sviluppare uno stile perfettamente in bilico, quindi sostanzialmente unico, tra ritmi narrativi orientali e realismo europeo, tematiche contemplative e un tratto nitido e leggero – una linea chiara, come la ri-conoscono gli appassionati di fumetto, dal Tintin di Hergé in poi. Taniguchi verrà ricordato inoltre come un autore capace di cimentarsi con un ampio ventaglio di generi letterari popolari, passando dai titoli thriller hard-boiled degli anni Settanta – come Tokyo Killers – ai racconti ambientati nel mondo della boxe nel decennio successivo, per poi spingersi fino alla fantascienza e al western. Tra i temi più ricorrenti e trasversali della tua produzione, Taniguchi riserverà a più riprese un posto d’onore agli animali, che siano cani geneticamente modificati (Blanca) o i suoi discendenti ferali (I cani degli dei), attraverso i quali l’uomo può forse ritrovare un rapporto privilegiato con la Natura e quegli stupendi paesaggi che Taniguchi ha saputo a più riprese tratteggiare con insuperata maestria.

Caterina Porcellini

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Caterina Porcellini
Caterina Porcellini è nata a Taranto, si è formata al DAMS di Bologna e professionalmente a Milano. Già durante l'università sviluppa un interesse per l'influenza esercitata dalla tecnologia su pensiero e società, attraverso le tesi di Marshall McLuhan, Walter J. Ong e Lev Manovich. Da allora si mantiene sempre aggiornata sui nuovi media, lavorando come web editor, social media manager e consulente SEO. Dal 2007 ha collaborato con testate specialistiche e non, Exibart e alcuni siti del Gruppo 24 ORE tra gli altri. Continua ad avere un occhio di riguardo per quelle forme d'espressione che hanno una relazione diretta con il pubblico: architettura e design, fotogiornalismo, performance e installazioni. Grazie alla recente collaborazione con Plain Ink Onlus, sta approfondendo l'utilizzo con finalità sociali dei mezzi di comunicazione popolari, come fumetti e storytelling.