Una Leica, due generazioni

La vita che diventa romanzo, il romanzo che diventa fumetto. Infine una mostra. In mezzo ci sono storie sensibili che riguardano padre e figlio. Ma c’è anche una macchina fotografica. E un autore come D’Aponte che trasforma il tutto, con rispetto, in suggestive pagine illustrate.

Marco D'Aponte - Il principio di Archimede

La graphic novel Il principio di Archimede prende vita dall’omonimo romanzo di Dario Lanzardo (Effigie, 2006) in cui l’autore narrava il suo primo viaggio sul cargo Liberty, residuato bellico che negli Anni Cinquanta aveva effettuato un’estenuante traversata nell’Atlantico, da La Spezia a Baltimora. Denunciava condizioni di lavoro opprimenti, storie di armatori senza scrupoli. Un’esperienza vissuta come allievo di macchina su quel macigno arrugginito, la cui struttura era sfregiata dai mitragliamenti subiti durante la Seconda guerra mondiale. Di queste imbarcazioni ne vennero costruite tante, in fretta, poiché la destinazione d’uso prevedeva il trasporto di truppe e armi per l’evento bellico. Invece di essere demolite, anni dopo, vennero acquistate a pochi soldi e nuovamente impiegate nei trasporti, mettendo a rischio l’equipaggio, che operava in condizioni miserevoli.
Brillante romanziere e innovativo fotografo, sapeva coniugare perfettamente lo scritto al visivo e aggiungeva elementi autobiografici. L’idea della graphic novel nasce da una profonda amicizia tra il fumettista Marco D’Aponte e l’autore. Quest’ultimo aveva condiviso le scelte della sceneggiatura e visionato le tavole a grafite; purtroppo la prematura scomparsa nel 2011 non gli ha consentito di vedere la definitiva ultimazione a colori. D’Aponte ha colto gli elementi salienti riuscendo a rendere efficace la transcodificazione in una grammatica che mantiene pressoché inalterata la struttura letteraria. Permane l’intento sociale ed è tattile la suspense del giallo di Fosdinovo, che rievoca l’infanzia vissuta da Dario Lanzardo nel piccolo paese vicino a La Spezia.

Marco D'Aponte - Il principio di Archimede

La Leica fa da trait d’union dell’intera narrazione; incarna lo strumento tecnologico che per eccellenza è in grado di sostituirsi all’occhio che guarda, tramandando ciò che viene osservato in documentazione. Nel romanzo e nel fumetto la macchina fotografica viene consegnata dal padre al figlio Davide (il protagonista, che in realtà è Dario). Questo passaggio di testimone è un escamotage che riveste una funzione importante. Il genitore di Lanzardo era un fotografo e la preziosa Leica costituiva l’espressione del lavoro e della sopravvivenza: durante l’occupazione nazista venne catturato dai tedeschi in un rastrellamento e la moglie dovette venir meno alla promessa di salvaguardare la strumentazione, costretta a cederla al nemico sotto pressanti minacce. Soltanto nel 1973 un amico di Dario Lanzardo gli propone l’acquisto di una Leica di seconda mano, del tutto simile a quella, forse la stessa.
Ne Il principio di Archimede gli episodi legati alla funzione testimoniale della pellicola sono richiamati più volte, tanto che D’Aponte idea un plot creativo che conclude l’avvincente storia con il ritrovamento del rullino sottratto al protagonista Davide durante la navigazione e riconsegnato proprio dal padre, che lo accoglie al termine  dell’estenuante viaggio. Con questa pubblicazione l’editore Tunué divulga un’opera intrisa di un alto valore che non è assolutamente fuori tempo, poiché quanto Lanzardo ha saputo cogliere negli Anni Cinquanta è attuale. Basti pensare alle condizioni occupazionali opprimenti in cui non vengono rispettate le normative di sicurezza o ai recenti episodi legati alle navi da crociera.

Marco D'Aponte - Il principio di Archimede

La classicità del tratto che connota l’operato di D’Aponte ha dato al tutto un’aura retrò: l’artista ha ideato altresì la sceneggiatura ed è stato capace di trasmettere ritmo, di evidenziare i drammi della vita ed enfatizzare il clima che si respirava su quei relitti del mare, che assumono oggi l’emblema, purtroppo ancora esistente, del lavoro alienato.
Dal romanzo, e passando per l’opera di D’Aponte, è nata una mostra al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Paola Simona Tesio

Marco D’Aponte – Il principio di Archimede
Tunué, Latina 2011
Pagg. 126, ill. col., € 14,70
ISBN 9788897165286
www.tunue.com

CONDIVIDI
Paola Simona Tesio
Paola Simona Tesio nasce a Torino il 14 dicembre 1973. Ha sempre avuto un’attitudine alla scrittura, passione che coltiva sin da bambina. Continua gli studi soltanto in età adulta, dopo aver svolto numerose esperienze lavorative che le hanno consentito di entrare in contatto con le peculiarità della vita e dell’umano. Si diploma al Liceo Artistico “Renato Cottini” di Torino, corso serale per lavoratori. Consegue la laurea triennale in Filosofia presso l’Università degli Studi di Torino ed il Master di I livello in “Giornalismo, Metodi e Tecnologie per la Comunicazione Plurimediale” presso l’Università del Piemonte Orientale. È iscritta all’albo pubblicisti dal 2008. Ha frequentato il corso in Counselor Filosofico ed il Master in Bioetica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Sta conseguendo la laurea specialistica in Filosofia della Mente, della Persona, della Città e della Storia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Come critica sarà presente nel volume dell’Enciclopedia d’arte italiana.