Incesto, solitudine e spazi vuoti che raccontano

Racconta l’invisibile, il non detto, il non scritto. Anzi, il non disegnato. È questa la forza di Francesco Cattani: apre squarci narrativi nelle pagine bianche, tra una vignetta e l’altra. La storia ha inizio su un gommone. O, meglio, su una barcazza.

Francesco Cattani – Barcazza

Il tratto è essenziale, minimo. Mai approssimativo. Segna ogni linea con spietata delicatezza. Consapevole che l’insieme di segni restituirà un’immagine sospesa, a volte cruda, spesso quotidiana e intima. Lo sguardo di Francesco Cattani segue i personaggi da vicino, poi li osserva da lontano facendoli emergere da contesti infiniti e dai confini labili. Infine dà la percezione di sapere quel che non sappiamo.
È in questo spazio di falsa onniscienza che si sviluppa l’immaginario. È qui che il lettore deve darsi da fare. Perché la sua comprensione, a quel punto, sarà determinata dalla propria esperienza. Per leggere e capire Barcazza – prima storia lunga di Cattani, edita da Canicola – sarà quindi necessario mettere in gioco le nostre vite.
Nel libro c’è una totale assenza dei pieni. Le scarse ombre, così come i riflessi sul mare, sono tratteggiate e mai riempite. Un bianco e nero minimalista e completo, che offre figure nette e visioni di dettaglio. In questo contesto, dove il mare e gli scogli rappresentano l’isolamento e il purgatorio per queste anime, si muovono tre adulti e quattro bambini, due dei quali sulla soglia dell’adolescenza.

Francesco Cattani – Barcazza

Al di là del contrasto marcato tra questi due mondi – quello dei grandi e quello “dimenticato” dei ragazzini – s’intrecciano vicende minime che nascono storie complesse e forse anche dolorose. Storie d’abbandono e d’isolamento, storie incestuose e stridenti, storie sfilacciate e storie aperte, storie di sesso. Storie di silenzi e solitudini. Cattani spalanca, rompe una porta. Ci rende voyeur. Quel che spiamo non è la vita degli altri, ma la nostra. Non sono le vicende disegnate dei personaggi, ma quello che ci sta prima, dopo e in mezzo. Nella narrazione così come nel disegno. E racconta frammenti che possiamo solo immaginare di contestualizzare. Questa è la straordinarietà di un’opera come Barcazza, capace di offrire nuove soluzioni narrative al fumetto.

Gianluca Testa

Francesco Cattani – Barcazza
Canicola, Bologna 2010
Pagg. 128, b/n, € 13
ISBN 9788890497018
www.canicola.net
barcazza.blogspot.it
issuu.com/andrejbrno/docs/barcazza

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Gianluca Testa
Gianluca Testa (Lucca, 1977) è un giornalista che si occupa di arte (in particolare il fumetto) e di temi legati al mondo del volontariato e del Terzo settore. Collabora col Centro Nazionale per il Volontariato, è redattore della rivista Volontariato Oggi e del quotidiano online Lo Schermo. Responsabile della rubrica 'fumetti' di Artribune, collabora con afNews ed è direttore di "VolontariatOggi.info - il webmagazine del volontariato", "Tra terra e cielo", "Espressioni - dal di dentro, dal di fuori". Scrive per la rivista Comunicare il sociale (allegato a Sette - Corriere della Sera) e ha collaborato con il quotidiano Terra, La Nazione, Rtl Firenze, Rtl 102.5, RTV38, Exibart, Museo Nazionale del Fumetto. Tiene docenze sulla comunicazione sociale, sviluppa siti web e si dedica alla comunicazione integrata per progetti e servizi. Ha pubblicato un paio di libri.