Così non l’avete mai visto

Avete presente il bianco e nero forzato di Alack Sinner? Ecco, scordatevelo. Perché questo José Muñoz è tutta un’altra cosa. L’argentino che ha sviluppato il carattere ombroso e quotidiano del detective newyorchese è ora alle prese con un’escavazione. Dell’anima.

José Muñoz - Encres

Passa dai colori caldi a quelli freddi in un perfetto e privato espressionismo visionario. Poi riscopre il bianco e nero, inserisce figure sospese e liquide. Ed è strano, oggi, guardare il mondo attraverso gli occhi di José Muñoz. Perché si ha la sensazione di indossare un paio di occhiali che creano gli stessi identici effetti di un caleidoscopio. Solo un po’ più futurista.
Circa quattro anni del suo lavoro sono stati raccolti in un bel volume edito da Nuages, Encres. Inchiostri, appunto. Acrilici e a china. Perché di questo si stratta. Ma limitarsi a fotografare il mezzo e la materia per un’opera così fatta è piuttosto limitativo. Negli encres di Muñoz sembra esserci racchiusa la sua visione del mondo. Anzi, il ricordo della sua visione del mondo. Sembra scavare nella memoria e nel sentimento – spesso indecifrabile – per la terra e la gente che la abita. L’inafferrabilità non sta tanto nell’astrattismo, quando nell’anime delle cose.

José Muñoz - Alack Sinner

Ora una trentina di opere sono in mostra nella libreria-galleria Babele di Firenze. Un piccolo spazio suggestivo in cui ci si imbatte cercando di raggiungere Palazzo Strozzi da piazza Santa Maria Novella. La scritta d’oro su sfondo nero dell’insegna si trova lì, quasi inaspettata, esattamente dove si diramano via delle Belle Donne e via del Moro. Libri, disegni e cataloghi si mescolano in vetrina e in quei pochi metri quadri interni. In questa commistione anche i volumi assumono un valore aggiunto. Insomma, qua i libri si trattano come opere d’arte e con loro si confondono.
Non si stupisca, quindi, il lettore di fumetti che ha conosciuto Sinner (disegnato da Muñoz e scritto da Carlos Sampayo) sulla rivista alterlinus. Qua scoprirà un nuovo mondo. Anche se, dobbiamo ammetterlo, l’espressività più forte di Encres si manifesta quasi inconsapevolmente proprio nell’uso dei bianchi e dei neri che però nulla hanno a che fare coi contrasti e con le ombre del noir proprio del detective privato. Segno evidente che l’anima di Muñoz, ben al di là di ogni manifestazione espressionista, è segnata dal contrasto tra luce e ombra.

Ed è un bene che ancora una volta sia l’Italia, in questo caso Firenze, a fissare con una mostra l’opera di Muñoz. Perché è l’Italia a prendersi il merito di averci creduto. Quando Muñoz e Sampayo hanno creato Sinner, prima di vederlo pubblicato sono stati a bussare a molte porte. Ma ad aprire fu solo la Milano Libri, che prese la decisione: Alack Sinner sarebbe uscito su alterlinus. Così le 23 tavole de Il caso Webster apparvero sulla rivista nel gennaio 1975.

Gianluca Testa

Firenze // fino al 28 maggio 2012
José Muñoz – Encres. Nel Flusso del divenire
Libreria Babele
Via delle Belle Donne 41r
055 283312
www.babelefirenze.com

José Muñoz – Encres
Nuages, Milano 2012
Pagg. 96, € 27
ISBN 9788886178808
www.nuages.net

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Gianluca Testa
Gianluca Testa (Lucca, 1977) è un giornalista che si occupa di arte (in particolare il fumetto) e di temi legati al mondo del volontariato e del Terzo settore. Collabora col Centro Nazionale per il Volontariato, è redattore della rivista Volontariato Oggi e del quotidiano online Lo Schermo. Responsabile della rubrica 'fumetti' di Artribune, collabora con afNews ed è direttore di "VolontariatOggi.info - il webmagazine del volontariato", "Tra terra e cielo", "Espressioni - dal di dentro, dal di fuori". Scrive per la rivista Comunicare il sociale (allegato a Sette - Corriere della Sera) e ha collaborato con il quotidiano Terra, La Nazione, Rtl Firenze, Rtl 102.5, RTV38, Exibart, Museo Nazionale del Fumetto. Tiene docenze sulla comunicazione sociale, sviluppa siti web e si dedica alla comunicazione integrata per progetti e servizi. Ha pubblicato un paio di libri.