Da caso editoriale a spazio per la cultura. I fondatori di Collater.al aprono Collater.al Studio

Nasce a fine 2009 come blog di un gruppo di amici, tutti impegnati in altri lavori. Poi il successo, che trasforma Collater.al in un magazine. E, nel 2018, in uno studio- spazio culturale, dove sono impiegate a vario titolo ben sei persone. Ecco la storia.

Il nuovo spazio di Collater.al
Il nuovo spazio di Collater.al

Sarà un po’ redazione, un po’ spazio per la cultura, un po’ co-working. E tante altre cose. A raccontarci la genesi del progetto è Luca Di Marco che con Gabriele Infranca Alessandro Timpanaro ha fondato Collater.al, web magazine per la cultura creativa contemporanea, dall’illustrazione al design, dalla musica ai trend fino alle culture di strada. Nato alla fine del 2009 come blog d’ispirazione di un gruppo di amici che “lo portavano avanti con la mano sinistra, presi dai loro lavori principali”, diventa ben presto un magazine di successo. “Man mano che aumentavano le visualizzazioni”, ci racconta Luca, “aumentava la nostra esigenza di portare tutto sul blog. Pian piano ci siamo licenziati dalle nostre occupazioni principali e ci siamo dedicati solo a questo”.

DA BLOG A MAGAZINE

“Oggi Collater.al”, spiega Luca, “è un magazine organizzato, con una redazione che conta un team di tre ragazze (più i collaboratori esterni) che pubblicano 8 contenuti al giorno. Noi soci portiamo inoltre avanti la parte commerciale offrendo servizi di consulenza digital, direzione creativa, foto e video production, web e graphic design”. Il team ha occupato per circa due anni uno spazio di coworking a Milano, poi la decisione di aprire un proprio spazio che inaugura il 12 luglio alle 18.30 in viale Bligny 41, con una performance dell’artista Moneyless, che dipingerà live, tra musica, djset e brindisi, alcune pareti dello spazio. Scrive Luca di Marco sul suo profilo Facebook: “Dal primo gennaio del 2018, con un po’ di incoscienza, ho lasciato il lavoro più stabile che potessi mai avere, per concentrarmi su Collater.al. Il piano B è diventato il piano A. Non so come andrà a finire ma la mattina quando mi alzo sono felice e questo per adesso mi basta. Partiti da una cantina di San Giovanni La Punta, giovedì sera inauguriamo il nostro primo studio milanese”.

Il nuovo spazio di Collater.al
Il nuovo spazio di Collater.al

COME FUNZIONA COLLATER.AL STUDIO

Nello spazio, di 150 mq, troverà casa alla redazione e alle attività di foto e video shooting, alla progettazione, ma offrirà anche uno spazio per il coworking ad altri creativi. Sarà inoltre un luogo di produzione culturale, che ospiterà a partire dalla inaugurazione, mostre, eventi, happening, presentazioni di libri (la prima già in programma per settembre), concerti e temporary shop. “È uno spazio versatile e modulabile, polifunzionale, si presta a molti utilizzi”, racconta Di Marco.

Cocacolla
Cocacolla

LA STORIA DI COCACOLLA

I fondatori di Collater.al sono anche coloro che hanno dato vita nel 2010 al famoso blog Cocacolla.it, sempre dedicato alla creatività contemporanea e anche alle culture della rete. Un caso studio che arriva in poco tempo a 2 milioni di visualizzazioni e numeri interessanti (per l’epoca) anche sui social media. Accade però che Coca-Cola Company invii ai ragazzi, tutti nati negli anni ’80, due lettere di diffida legale al nome del dominio del blog, sollecitando a chiuderlo e a sospendere la pratica di registrazione del marchio. “Non appena ricevute le lettere”, si legge ancora sulle note dell’epoca, ancora diffuse online, “abbiamo deciso di affidarci ad un avvocato specialista in diritto industriale e in proprietà intellettuale. Studiato il caso ci ha convinto fosse meglio mollare tutto. Andare avanti in un’azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto per le nostre tasche. Il nostro è infatti un progetto editoriale e non avremmo potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale come la Coca-Cola”. E così è stato, nel 2012 il blog ha definitivamente chiuso. L’epilogo nel 2016: “scopriamo che dal 30 aprile 2016”, scrivono sempre i promotori sul sito, “CocaColla.it non è più una piattaforma della Coca Cola Company. Il dominio è stato acquistato da un qualche genio spagnolo che sulla scia del nuovo payoff “Efervescencia y sabor” racconta il meglio del porno amatoriale latino (e non). Un colpo di scena clamoroso”. Oggi il dominio riconduce a Generadores eléctricos para auto caravanas.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.