Design sotto processo. In un libro

Francesca La Rocca, in collaborazione con Chiara Scarpitti, nel saggio “Design e delitto: critica e metamorfosi dell’oggetto contemporaneo” prova a indagare le trasformazioni del design. Mettendo sul banco degli imputati gli oggetti che popolano il nostro quotidiano.

Crossfire_cutlery © Stuart Johnstone
Crossfire_cutlery © Stuart Johnstone

Il design contemporaneo vive un continuo processo di ridefinizione e allargamento dei propri confini disciplinari producendo in coloro che si occupano di queste dinamiche culturali un necessario adeguamento e aggiornamento degli strumenti con cui orientarsi. Si tratta di uno scenario fluido e in costante trasformazione, dove suggerisce aggiornate chiavi di lettura il nuovo saggio di Francesca La Rocca dal titolo Design e delitto. Critica e metamorfosi dell’oggetto contemporaneo.
Se all’inizio del Novecento Adolf Loos apriva agli scenari di una modernità razionalista ed essenziale condannando il decoro come negazione della bellezza e della funzionalità al grido di ornamento è delitto, qui, nel tempo inceppato della contemporaneità, l’autrice di Design e delitto mette sul banco degli imputati l’oggetto inteso come catalizzatore e misura delle profonde modificazioni che interessano il nostro quotidiano. Per avviare questo processo e individuare i capi d’accusa, e quindi i contorni del campo d’indagine, Francesca La Rocca si affida a un lungo elenco di qualità degli oggetti contemporanei, che le appaiono: troppi, inerti, effimeri, indigesti, freddi, dannosi, privi di significazione, di interattività, sfuggenti… In questa dimensione complessa e contraddittoria la cultura del design “appronta gli strumenti per darsi un suo statuto, per trovare un senso e una collocazione al proprio operare”, afferma l’autrice. In tale processo occorre trovare la giusta distanza per non cadere nell’enfasi dell’attualità e La Rocca, con la collaborazione di Chiara Scarpitti, sottolinea come i tempi siano maturi per uno sguardo prospettico capace di interpretare la metamorfosi dell’oggetto in relazione alle spinte delle innovazioni tecnologiche e alla luce di un quadro contaminato da saperi ibridi, che permettono la formazione di nuovi paradigmi in dialogo con la scienza e l’arte del nostro tempo.

Francesca La Rocca ‒ Design e delitto (Franco Angeli, Milano 2017)
Francesca La Rocca ‒ Design e delitto (Franco Angeli, Milano 2017)

DAL CONSUMO ALLA CONSAPEVOLEZZA

Il saggio si alimenta e vive nella costruzione di una prospettiva storica che parte all’incirca con la messa in discussione identitaria del design da parte del Radical Design a metà Anni Sessanta per arrivare agli scenari più recenti disegnati dal Critical Design caro a Anthony Dunne e Fiona Raby. È il fallimento dell’utopia modernista, di un mondo degli oggetti ordinato in modo razionale a segnare il passo e a creare le condizioni per una prospettiva critica che include nella progettazione industriale, e non solo, altri valori come la relazionalità, la sostenibilità e l’interattività. È il passaggio dal consumo alla consapevolezza, dal consumatore passivo al fruitore cosciente, in grado di operare delle scelte su quale mondo abitare e come scegliere di popolarlo. I due concetti che maggiormente hanno influenzato questo passaggio decisivo nella definizione dell’oggetto postmoderno e poi contemporaneo sono: il biologico e l’immateriale. “L’evoluzione tecnologica, i problemi ecologici, un nuovo immaginario scientifico contribuiscono a modificare la tradizionale visione degli oggetti, a definirne una differente natura e altri confini più incerti”, si legge in apertura del capitolo Metamorfosi e nuovi confini.

Supersuperficie 1
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VERSO UNA DIMENSIONE IBRIDA

Il saggio spinge verso una dimensione del design capace di aprirsi a una molteplicità linguistica, a una dimensione ibrida che scommette su differenti sensibilità progettuali. È proprio quest’apertura ad alimentare uno scenario complesso dove il processo, gli imputati, i delitti appaiono come pungoli di una realtà in divenire che sfugge alla possibilità di essere codificata e normata. Non a caso, verso la fine del saggio, si cita un pensiero di Roger Caillois, in cui il sociologo francese indica nell’impasto indistinto l’occasione per cogliere le aporie del nostro tempo e l’anima delle trasformazioni che spesso ci travolgono senz’appello. Design e delitto è una lettura consigliata a coloro che più che cercare risposte e sentenze vogliono aprire uno sguardo che interroga una dimensione del progetto sfuggente e inafferrabile, la quale ha abbandonato sentieri sicuri come forma/funzione per aprirsi alle questioni del nostro tempo, dominato da bolle digitali e algoritmiche.

‒ Marco Petroni

Francesca La Rocca ‒ Design e delitto. Critica e metamorfosi dell’oggetto contemporaneo
Franco Angeli, Milano 2017
Pagg. 172, € 25
ISBN 9788891744142
www.francoangeli.it

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Marco Petroni
Marco Petroni, teorico e critico del design, insegna Storia dell'arte contemporanea ad Abadir (Catania), docente a contratto Storia delle arti applicate, Moda e comunicazione Accademia di Belle Arti di Napoli; Curator at large Fondazione Plart di Napoli; collabora con varie riviste di arte, architettura e design.