Raccontare Alighiero Boetti. In un libro (anzi tre)

Il volume edito da Forma Edizioni ripercorre la storia dell’artista torinese. Attraverso le voci di colleghi e amici. E altri due libri gli vengono in supporto.

Alighiero Boetti: Minimum/Maximum, installation view at Fondazione Giorgio Cini, Venezia 2017, photo Matteo De Fina
Alighiero Boetti: Minimum/Maximum, installation view at Fondazione Giorgio Cini, Venezia 2017, photo Matteo De Fina

L’importanza di Alighiero Boetti (Torino, 1940 – Roma, 1994) non è mai stata messa in discussione, ovviamente. Ma si sa che l’arte, la sua ricezione e il suo mercato sono volubili: quindi ribadire i concetti è sempre utile. Gli Anni Dieci di questo secolo hanno confermato il ruolo dell’artista torinese nella storia dell’arte (contemporanea): a partire da una straordinaria retrospettiva allestita nel 2012 alla Tate Modern, e più recentemente con una doppia personale illuminante al MASILugano, insieme al compagno di strada Salvo, e in solitaria alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Tutto questo sul fronte delle istituzioni, mentre dal lato delle gallerie private spicca l’impegno che ci sta mettendo Tornabuoni, in particolare nella sua sede londinese.
Proprio in occasione della mostra britannica del 2016 è stato concepito un libro che è strutturato sul modello di Foto di gruppo con signora (1971) del Premio Nobel Heinrich Böll. Ovvero: il ritratto di una persona tratteggiato in sua assenza ma in maniera corale, accostando e confrontando le testimonianze di chi l’ha conosciuta e frequentata e studiata; testimonianze talora discordanti, e per questo tanto più preziose per restituire la complessità di un essere umano.

Laura Cherubini (a cura di), Alighiero Boetti (Forma Edizioni, 2016)
Laura Cherubini (a cura di), Alighiero Boetti (Forma Edizioni, 2016)

LE VOCI

A compiere questo lavoro è stata Laura Cherubini, mettendo insieme – vertiginosamente – i contributi di Giovanni Anselmo, Stefano Arienti, Andrea Bellini, Agata Boetti, Alberto Di Fabio, Lara Favaretto, Piero Gilardi, Peter Greenaway, Giorgio Griffa, Bertrand Lavier, Corrado Levi, Paolo Mussat Sartor, Hans Ulrich Obrist, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Gianni Piacentino, Paola Pivi, Grazia Toderi, Paola Ugolini, Giorgio Verzotti, Francesco Vezzoli e Gilberto Zorio.
E se ancora non foste soddisfatti, la stessa Forma Edizioni si è occupata anche della doppia pubblicazione che accompagnava la mostra di Venezia: Minimum/Maximum, curata da Luca Massimo Barbero, e Photocopies, curata da Hans Ulrich Obrist e Agata Boetti. E parliamo “soltanto” dell’editore fiorentino.

Marco Enrico Giacomelli

Laura Cherubini (a cura di) – Alighiero Boetti
Forma Edizioni, Firenze 2016
Pagg. 336, € 59

Luca Massimo Barbero (a cura di) – Alighiero Boetti. Minimum/Maximum
Forma Edizioni, Firenze 2017
Pagg. 240, € 49

Hans Ulrich Obrist & Agata Boetti (a cura di) – Alighiero Boetti. Photocopies
Forma Edizioni, Firenze 2017
Pagg. 352, € 49

Articolo pubblicato su Grandi Mostre #6

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Dati correlati
AutoreAlighiero Boetti
CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.