Biografie ad arte. Arturo Martini

Edito da Johan & Levi, il volume che racchiude la biografia di Arturo Martini unisce divulgazione e rigore scientifico. Aprendo un salutare spiraglio di speranza nel rilancio del mercato editoriale contemporaneo.

Elena Pontiggia, Arturo Martini. La vita in figure (Johan & Levi, 2017), dettaglio della copertina
Elena Pontiggia, Arturo Martini. La vita in figure (Johan & Levi, 2017), dettaglio della copertina

Il mercato editoriale italiano è composto di pochi lettori, e quei pochi sono in gran parte “deboli”, come si dice in gergo: di libri ne comprano col contagocce, e chissà se li leggono davvero. E se la saggistica è il settore più in difficoltà, la soluzione non sta nell’incaponirsi, bensì nel cercare e magari trovare strade alternative per portare a sé nuovi accoliti. Non necessariamente si tratta di sentieri selvaggi, anzi quelli battuti altrove hanno più probabilità di successo.
Con una buona dose di pragmatismo, è ciò che sta facendo da alcuni anni la monzese Johan & Levi, il cui editore è Giovanna Forlanelli Rovati. In parole povere: restare ben saldi nel campo delle arti visive – pur con qualche sconfinamento – ma senza limitarsi alla forma classica del saggio o della monografia. Ovvero pubblicare biografie. È questo un campo ben poco dissodato in Italia, che però in Paesi come la Francia ha un successo enorme. E poi gli artisti, spesso e volentieri, hanno vissuto vite degnissime di essere raccontate.

Alessandro Botta, Illustrazioni incredibili (Fondazione Passaré-Quodlibet)
Alessandro Botta, Illustrazioni incredibili (Fondazione Passaré-Quodlibet)

IL FASCINO DI ARTURO MARTINI

Se abbiamo ben contato, questa di Arturo Martini è la 24esima della serie. La firma Elena Pontiggia, il che significa non cedere nulla in rigore scientifico e pressoché filologico a quella che resta comunque una narrazione. Ma d’altro canto c’è tutto un lavoro editoriale che punta a una sana divulgazione: basta scorrere l’indice e notare come i titoli di capitoli e paragrafi siano studiati per avvicinare anziché respingere (“Mi meraviglio di essere nato”, e poi Dalla fame alla fama, e ancora Dalla scoperta del marmo alla morte della scultura). Qualcuno potrà lamentarsi per le immagini, stampate in bicromia su carta non patinata: ebbene, in primo luogo fan così anche editori come MIT Press, che godono di un mercato nemmeno lontanamente paragonabile; e poi si può sempre lavorare affinché i desideri si avverino: maggiori volumi, incremento della qualità. Ovvero: compriamoli affinché diventino (ancora) più belli.
Piccola nota a latere: non v’è parentela fra Arturo e l’omonimo Alberto Martini. Pure i contatti furono pressoché assenti, anche se Treviso li accomunava e il padre di Alberto insegnò per qualche tempo disegno ad Arturo. Arturo era materia allo stato primigenio, Alberto era materia, sì, ma di sogni e incubi. E un bel libro ne racconta lo specialissimo surrealismo, quando si trovò a illustrare i racconti di Edgar Allan Poe.

Marco Enrico Giacomelli

Elena Pontiggia – Arturo Martini. La vita in figure
Johan & Levi, Monza 2017
Pagg. 304, € 25
ISBN 9788860101853
www.johanandlevi.com

Alessandro Botta – Illustrazioni incredibili. Alberto Martini e i racconti di Edgar Allan Poe
Fondazione Passaré-Quodlibet, Milano-Macerata 2017
Pagg. 308, € 24
ISBN 9788874628520
www.quodlibet.it

Articolo pubblicato su Grandi Mostre #5

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Dati correlati
AutoreArturo Martini
CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.