Sfogliare il Medio Oriente

Bidoun è uno strumento per conoscere quella parte di mondo che troppo spesso sfugge a letture non stereotipate, il Medio Oriente con le sue varie declinazioni in lingua araba, turca, farsi, ebraica e via discorrendo. Lo racconta qui Alfredo Cramerotti, direttamente dalla sua rubrica Lap Tap.

Bidoun Library

Bidoun è un progetto atipico, visto che nasce da gente sparpagliata ai quattro angoli della Terra, che dal 2004 mantengono questa energia nel fare di ogni numero stampato e di ogni pagina web una cosa un po’ speciale.
Ogni edizione è infatti progettata e messa assieme attorno a uno specifico tema, e con un design che cambia a seconda di cosa si tratta. I numeri che ci son piaciuti di più? Soft power, sports, squares, flowers, kids, pulp, technology, tourism. Ogni numero (esce circa ogni tre mesi) è anche online e potrebbe essere usato come manuale per curatori e organizzatori di mostre nei master in curatorial studies da quanto è rilevante nei concetti, preciso nella realizzazione, sicuro nel design, autorevole senza essere autoritario.
Insomma, dovendo scegliere di fare una mostra su un tema specifico, ed essendone a digiuno, daremmo prima un’occhiata a Bidoun per vedere se, e cosa, hanno combinato a riguardo. Se ci fosse un numero dedicato, potrebbe dare ottimi spunti.

Bidoun #25

Bidoun non vive certo di qualche centinaia di copie spedite per il mondo, inclusa la nostra: ciò che si paga è di gran lunga inferiore al valore reale del lavoro che c’è dentro. Il business va avanti grazie a grant per la cultura (Bidoun è un’organizzazione non profit registrata negli Usa), donazioni e fee per vari altri progetti che dal web e carta stampata si traducono in ambienti fisici: progetti curatoriali, appunto, programmi educativi con organizzazioni culturali, commissioni d’artista, talk, tour (fra l’altro, di una fantastica biblioteca con libri e parafernalia di vario tipo) e, di recente, una collaborazione con UbuWeb, che ha dato luogo a un archivio online di avant-garde film, suoni e video altrimenti introvabili.
Strategie di sopravvivenza molto note a chi scrive e chi legge, in America come in Italia. Abbastanza per far andare avanti, con focus e vitalità non comuni, una piccola miniera di conoscenza, a capitoli. Senza paura o imbarazzo per averla messa insieme e distribuirla.

Alfredo Cramerotti

www.bidoun.org/magazine

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #9

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Alfredo Cramerotti è un critico, curatore e artista di base nel Regno Unito. Il suo lavoro esplora la relazione tra realtà e rappresentazione attraverso una serie di media e collaborazioni tra le quali TV e radio, pubblicazioni, internet, festival mediatici, fotografia, critica e cura di progetti artistici. Nel 2011 Cramerotti è stato nominato Direttore del Mostyn, la principale galleria pubblica d’arte contemporanea del Galles. In passato è stato Co-Curatore di Manifesta 8, la biennale europea di arte contemporanea (2009-10) e Curatore Senior al QUAD di Derby (2008-11). Al di fuori dei suoi impegni istituzionali, Cramerotti e’ Candidato Ph.D. presso il Centro Europeo per la Ricerca in Fotografia, University of Wales, Newport, Co-Direttore dell’agenzia curatoriale itinerante AGM Culture, e Co-Curatore di CPS Chamber of Public Secrets, unita’ di produzione artistica e mediatica. E’ Visiting Lecturer in varie università europee tra le quail NTU Nottingham Trent University, University of Westminster e DAI Dutch Arts Institute, e Curatore della collana Critical Photography per Intellect Books. Sue pubblicazioni recenti comprendono i libri Aesthetic Journalism: How to Inform without Informing (2009) e Unmapping the City: Perspectives of Flatness (2010).