Con 20 immagini in grande formato che evidenziano lo stretto legame che intercorre tra memoria e fotografie, “Notte molto nera” offre uno spunto di riflessione su una delle pagine più drammatiche del conflitto mediorientale, a trent’anni esatti dai fatti di Sabra e Chatila, accaduti tra il 16 e il 18 settembre 1982. La strage è rimasta impunita, malgrado l’efferata uccisione di circa tremilacinquecento civili palestinesi per mano delle falangi cristiane del governo libanese sia stata riconosciuta come ‘crimine di guerra’ da parte della comunità internazionale. La mostra comprende anche immagini sulla criticità della condizione infantile, il Gaza Hospital e le cerimonie di commemorazione, mentre una parte dell’area espositiva è riservata alla documentazione storica dell’evento con immagini di repertorio, articoli e un pannello introduttivo che illustra gli intenti espositivi.
Viaggiando al seguito del Comitato, Laura Cusano si è interrogata sulla relazione che le fotografie delle vittime intrattengono con la memoria dei sopravvissuti sperimentando la centralità dell’immagine nel processo di “rimemorazione” in tutta la sua potenza simbolica e affettiva. Il titolo della mostra – “Notte molto nera” – è ispirato a una frase utilizzata da Jean Genet in quella che è stata definita la descrizione più poetica del massacro nell’immediata apertura dei campi dopo la strage.
“Notte molto nera” è a cura della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Biblioteche di Roma. L’iniziativa propone anche una mostra di libri.
Laura Cusano si forma presso l’Istituto Europeo di Design di Roma dove studia fotografia. Successivamente si laurea in Lettere con una tesi in Antropologia visiva presso l’Università La Sapienza e nello stesso ateneo consegue il dottorato in Etnologia ed Etnoantropologia, ancora con una tesi sulla trasmissione della memoria attraverso le immagini fotografiche. Attualmente lavora come fotografa indipendente, si occupa di progetti culturali sulla fotografia (ha curato il progetto Familia per conto dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico esposto al Vittoriano di Roma nel 2009). È socio della Sisf, la Società italiana per lo studio della fotografia, e docente presso l’Istituto Europeo di design di Roma.














