L’Hirshhorn Museum di Washington riceve un incredibile nucleo di opere di Duchamp

Una coppia di collezionisti americani dona al museo di Washington 35 opere di Marcel Duchamp. Il museo, che fino ad oggi ne possedeva solo una, diventa così uno dei musei degli Stati Uniti con più opere dell’artista francese in collezione…

Marcel Duchamp LHOOQ 1919
Marcel Duchamp LHOOQ 1919

Abbiamo spesso raccontato delle grandi donazioni che ricevono i musei americani da privati cittadini. Atti di generosità, indubbiamente, favoriti però da una politica fiscale più che vantaggiosa. Un modello di business che mette in moto decine di miliardi di dollari ogni anno e si affianca e spesso sopperisce a budget pubblici che, in anni di gravi deficit federali e locali, minacciano di diventare sempre più stringati. Secondo i dati forniti dal Giving USA Foundation l’ammontare delle donazioni delle persone fisiche rappresenta l’1,6% del PIL negli USA e, quindi, ha una enorme rilevanza anche a livello macroeconomico. Fatto sta che le donazioni rappresentano manna dal cielo per i musei americani, anche i più importanti e prestigiosi, che devono parte delle proprie collezioni ai privati. È notizia dell’ultima ora il dono di una raccolta di 35 opere di Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 1887 – Neuilly-sur-Seine, 1968) che una coppia di collezionisti americani, Barbara e Aaron Levine, hanno elargito all’Hirshhorn Museum di Washington. Si tratta della più grande collezione di opere dell’artista francese in mano ai privati.

LA DONAZIONE

La collezione comprende alcune opere di grande pregio come La Mariée mise à nu par ses célibataires, una versione della celebre L.H.O.O.Q, più conosciuta come la “Gioconda con i baffi”, alcuni capolavori del readymade, come la Cappellierae il Pettine, disegni su carta, come Pendu Femelle e l’immancabile Boite en Valise. E così, grazie a questa donazione, L’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington diventerà il museo degli Stati Uniti con più opere di Duchamp in collezione. E pensare che, fino ad oggi, ne possedeva solo una. Merito della coppia di collezionisti Barbara e Aaron Levine, inseriti da Artnet nella Top collector, che, in occasione del 50mo anniversario della morte del grande artista, avvenuta il 2 ottobre 1968, donerà ben 35 opere al museo consentendogli di presentare una delle più importanti collezioni pubbliche dedicate all’artista francese, dopo il MoMA di New York. La donazione comprende anche ritratti dell’artista e fotografie di alcuni suoi contemporanei come Man Ray, Tristan Tzara, Henri Cartier-Bresson, Diane Arbuse Irving Penn, ma anche una piccola biblioteca composta da cataloghi di mostre, cartoline, manifesti, circa 150 libri risalenti agli anni ’30, tutti ovviamente appartenuti o relativi a Duchamp.

LA COLLEZIONE

Grandi collezionisti di arte concettuale, i Levine hanno messo su negli anni una collezione che comprende oltre a Duchamp opere di On Kawara, Ed Ruscha, Anish Kapoor eAndy Warhol. Ma la passione per l’artista francese è talmente alta da arrivare ad acquistare nel giro di 20 anni tutto quello che era disponibile sul mercato. L’Hirshhorn, il museo d’arte moderna e contemporanea di Washington che possiede opere di Pablo Picasso, Mark Rothko, Auguste Rodin, Jeff Koons, Alexander Caldere Joseph Kosuth, ha immediatamente messo in programma per il 2019 una mostra di Duchamp che parte proprio dalle opere acquisite. Per un museo, anche ricco come indubbiamente è l’Hirshhorn, è praticamente impossibile mettere insieme una collezione del genere in un colpo solo. È ovvio che voglia sfruttare l’opportunità il più possibile. La mostra proverà a ricostruire il contesto storico e l’eredità lasciata da Duchamp sull’arte contemporanea.

      Mariacristina Ferraioli

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.