Riqualificazione culturale della Crimea. Mosca investe miliardi e spinge i musei ad aprire

L’Ermitage, il Museo di Stato Russo e la Galleria Tretyakov sono stati coinvolti dal governo russo in un progetto di riqualificazione culturale in Crimea. Un’operazione da miliardi di dollari per mettere a tacere le voci che parlano di un’occupazione illegittima della regione da parte della Russia…

Vladimir Putin
Vladimir Putin

L’annessione della Crimea alla Russia, avvenuta in seguito ad un referendum indetto dopo il colpo di stato in Ucraina del movimento Euromaidan nel 2014, è da anni una delle questioni politiche più controverse e spinose in ambito internazionale. L’esito del referendum è stato considerato illegittimo e, dunque, respinto dai Paesi dell’Unione europea, dagli Stati Uniti d’America e da tanti paesi membri dell’ONU che lo ritengono in violazione del diritto internazionale e della Costituzione dell’Ucraina. Al contrario della Russia, ovviamente, che lo ritiene più che valido. E mentre Kiev considera la Crimea ancora un proprio territorio occupato in maniera illecita da Mosca, per Vladimir Putin, la questione della Crimea è “chiusa definitivamente“. E affinché il concetto sia ancora più chiaro, il governo russo sta investendo miliardi di dollari in infrastrutture per rendere la regione più funzionale e offrire ai cittadini e ai media internazionali l’immagine di un paese moderno in forte crescita.

IL PONTE PIÙ LUNGO D’EUROPA

La parola d’ordine è megalomania. Tutto è grande, maestoso, imponente. L’immagine da offrire alla stampa internazionale, che si è schierata in maniera quasi compatta con l’Ucraina parlando di usurpazione da parte del governo Russo, passa attraverso la modernizzazione del paese e, di conseguenza, delle condizioni di vita per i cittadini. Simbolo di questo cambiamento è il ponte sullo stretto di Kerch, inaugurato un paio di mesi fa in pompa magna da Vladimir Putin con una sorta di cerimonia di Stato in cui le bandiere russe sventolavano ovunque. I 19 chilometri del ponte, costato 7,5 miliardi di dollari e ribattezzato come il più lungo d’Europa, collegano la Crimea alla regione del Krasnodar rendendo i collegamenti tra i territori decisamente più veloci.

GLI INVESTIMENTI CULTURALI

Anche sul piano culturale, Mosca sta investendo tantissimo per rendere Sebastopoli, la capitale della Crimea, una città attrattiva dal punto di visa turistico. Grazie ad una politica di sgravi fiscali, i maggiori musei nazionali apriranno una sede in città. Ed ovviamente si tratta dei nomi di più forte richiamo. In primis l’Ermitage, l’istituzione museale russa più famosa del pianeta, con sede principale a San Pietroburgo ed una in costruzione a Mosca; poi il Museo di Stato Russo, uno dei più importanti musei di San Pietroburgo, che ospita la più importante raccolta di opere d’arte russa di tutta la nazione; ed infine, Galleria Tretyakov, una pinacoteca di Mosca che ha anche una famosa sezione dedicata all’arte contemporanea. Putin ha chiesto ad Olga Golodets, ex vice primo ministro della Russia che sta supervisionando il progetto, di accelerare il più possibile i lavori per poter inaugurare le sedi espositive in anticipo esattamente come è avvenuto per il ponte sullo stretto di Kerch, aperto al pubblico sei mesi prima della data stabilita. Qui saranno esposte per lo più opere conservate nei depositi dei musei che sono accessibili al pubblico.

–        Mariacristina Ferraioli

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.