Al via il restyling di Buckingham Palace: 10 anni di lavori e 10.000 opere d’arte trasferite

Dopo anni di polemiche legati ai costi, finalmente inizieranno ad aprile 2019 i lavori di ristrutturazione dell’ala est di Buckingham Palace. Una ristrutturazione mastodontica che richiederà 10 anni di lavori e costerà al paese 369 milioni di sterline…

Buckingham Palace
Buckingham Palace

L’immagine più iconica della corona inglese – la regina Elisabetta affacciata al balcone di Buckingham Palace circondata dalla famiglia reale – rischia di diventare per i prossimi 10 anni solo un ricordo. Il famoso balcone si trova, infatti, nell’ala est della residenza reale che, a partire da aprile 2019, sarà interessata dai più estesi lavori di ristrutturazione mai realizzati dalla fine della seconda Guerra. Un restyling mastodontico non solo nella durata ma anche nei costi. E, inevitabili, scattano le polemiche.

I LAVORI RIMANDATI

In verità, si è iniziato a parlare della necessità di ristrutturare Buckingham Palace, residenza londinese della monarchia dal 1837,già nel 2015. Lavori considerati urgenti ed improcrastinabili soprattutto da quando, nel 2002, un incendio si è sviluppato in nell’ala est del palazzo pare a causa di un impianto non a norma che ha generato un cortocircuito. Molta paura, tanti danni e per fortuna nessun ferito, ma la consapevolezza che mettere in sicurezza uno dei luoghi più famosi del Regno Unito fosse un’esigenza primaria. E non solo per tutelare la famiglia reale ma anche i tanti turisti che ogni giorno visitano la parte del castello accessibile al pubblico. Ci sono voluti oltre tre anni prima che arrivasse il via libera all’inizio dei lavori programmati per aprile 2019. Due le questioni da risolvere: i tempi lunghissimi e i costi esorbitanti.

LA POLEMICA SUI COSTI

Una ristrutturazione mastodontica che richiederà oltre 10 anni di lavori. Bisogna mettere a norma l’impianto elettrico e gli apparecchi luminosi, che risalgono agli anni cinquanta e sono ormai obsoleti e anche pericolosi, sostituire tubature, centinaia di sanitari e oltre 6500 prese elettriche. Pare che anche il tetto necessiti di lavori urgenti per evitare che le continue infiltrazioni rovinino opere d’arte e suppellettili. E poi ancora, sostituire tutti i caloriferi non più in grado di riscaldare le sale ampie della dimora. È ovvio che di fronte a tanto sforzo i costi siano stratosferici. La cifra dovrebbe aggirarsi intorno ai 369 milioni di sterline che peseranno volente o nolente sulle tasche dei contribuenti. Una parte dell’opinione pubblica ha considerato questa decisione oltraggiosa e non rispettosa di tutti quei cittadini che vivono in condizioni di difficoltà. Da qui è partita una raccolta di firme su internet a cui hanno aderito centinaia di migliaia di persone per chiedere alla Corona di far fronte ai costi di ristrutturazione attingendo dal patrimonio personale della famiglia reale. Alla fine i costi saranno coperti grazie a un aumento delle sovvenzioni reali pagate con gli utili della Crown Estate, proprietaria di edifici e terreni in tutta la Gran Bretagna.

LE OPERE D’ARTE

La facciata non sarà minimamente toccata dai lavori, ma le stanze dovranno essere completamente svuotate e oltre 10mila opere d’arte dovranno trovare una nuova collocazione.Molti degli oggetti d’arte saranno semplicemente spostati in altre stanze, alcuni in altre proprietà reali ma tanti altri saranno dati in prestito per essere esposti in mostre. Ad essere interessate dai rinnovamenti saranno la bellissima sala da pranzo cinese e il salotto giallo, che vengo utilizzate per ricevere i capi di Stato, ma anche la sala centrale, quella che porta al balcone da cui la famiglia reale si affaccia durante le cerimonie come l’annuale Trooping the Colour per il compleanno della regina. Il balcone è stato utilizzato per celebrare matrimoni ed eventi importanti. Da qui la regina incontra e festeggia con il suo popolo. E per i prossimi dieci anni?

– Mariacristina Ferraioli

CONDIVIDI
Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.