Il giovane museo belga ADAM (Art & Design Atomium Museum), nato solo tre anni fa, propone un fitto e interessante calendario di mostre che spaziano da retrospettive sulla storia del design a biennali consacrate al design contemporaneo. Siamo andati a visitare le ultime rassegne inaugurate.

Acronimo di Art & Design Atomium Museum, l’ADAM è nato grazie alla donazione da parte di Philippe Decelle della sua ricchissima collezione di oggetti in plastica che ha dato vita a un eclettico plasticarium. Il museo ha uno sguardo innovatore verso il design dagli Anni Cinquanta ai nostri giorni, intrecciando tutte le forme, tutte le epoche, le materie e le tematiche.

GRANDI RETROSPETTIVE INTERNAZIONALI

Il direttore delle esposizioni, Arnaud Bozzini, sottolinea come la mostra Soviet Design. Red Wealth, da poco conclusa, abbia portato il museo a un importante traguardo in termini di visitatori, tornando d essere una meta importante per gli appassionati di design.
Attualmente ADAM ospita tre interessanti mostre: Podium 58, Graphic 58 e Design Generations. In occasione del sessantesimo anniversario dell’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958, l’Atomium e l’ADAM propongono ben tre mostre raggruppate sotto il titolo di Galaxy 58. Podium 58 fotografa come, alla vigilia degli Swinging Sixties, in un mondo in pieno cambiamento, i visitatori della domenica passeggiavano tra i padiglioni dell’Expo, mentre Graphic 58 indaga le forme, i colori, il disegno che definiscono l’universo grafico innovatore dell’Expo 58.

Design Generations. Alain Gilles, Past. ADAM, Bruxelles 2018. Photo Flosan photography
Design Generations. Alain Gilles, Past. ADAM, Bruxelles 2018. Photo Flosan photography

INTERSEZIONI CONTEMPORANEE

Design Generations è la mostra faro della stagione, legata alla quinta edizione della biennale Intersections, attraverso la produzione reale e visionaria di dieci designer belgi di fama internazionale. Il progetto espositivo ‒ realizzato in collaborazione con Wallonie-Bruxelles Design-Mode (WBDM) e con la curatela di Giovanna Massoni – dischiude l’universo creativo dei differenti designer attraverso una temporalità fluida, di andate e ritorni, correzioni e punti d’arresto. Un percorso nel quale il valore dell’oggetto viene comunicato attraverso il racconto dei designer, delineando una progettualità culturale oltre che commerciale, come sottolinea la curatrice.
I designer hanno eletto un oggetto della collezione e le loro scelte rievocano un universo immaginifico di oggetti svuotati della loro funzione. È il caso del mitico ventilatore Ariante di Marco Zanuso selezionato dal designer Alain Berteau, che sottolinea come l’aspetto decorativo, emotivo, non è antagonista della funzione ma la completa.
Ogni designer propone alcune produzioni recenti per illustrare il proprio approccio creativo. Gli oggetti sono descritti attraverso i testi, alcuni sono organizzati in tipi, altri non sembrano seguire una sequenza logica, ma riflettere una coerenza dell’intenzione. Alain Gilles, per esempio, riflette sulla sua originale produzione attraverso il divertente specchio/valletto porta oggetti Goeffrey, citazione della serie Willy il principe di Bel-Air.

Jean Francois D'Or, Ingrid. Photo Lenzer Photographers
Jean Francois D’Or, Ingrid. Photo Lenzer Photographers

VISIONI DAL FUTURO

Ogni spazio è sia aperto che privato, poetico ed etico, intimo e professionale. La visione del futuro da parte dei designer non è immediata, la si scorge attraverso una lente d’ingrandimento che si deve far passare lentamente su uno schermo. Alain Bertau propone la realizzazione di oggetti ludici per alleggerire la sofferenza negli ospedali pediatrici. Damien Gernay vede un futuro in cui la natura è più presente, grazie alla creazione di un materiale da costruzione che la incorpora, facendo esplodere la vegetazione direttamente dalle superfici. Jean-François D’Or vorrebbe catturare i battiti del cuore per trasmettere non solo il sapere ma anche le emozioni del passato alle future generazioni.
La mostra cerca di incorporare questi periodi di tempo in modo organico nell’attività di progettazione contemporanea. Il lavoro dei designer, come sottolinea la curatrice, è una promessa di cambiamento.

Giorgia Losio

Bruxelles // fino al 4 novembre 2018
Design Generations
ADAM
Place de Belgique
http://adamuseum.be

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Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.