Oltre lo specchio. Michelangelo Pistoletto a Pechino

Galleria Continua, Pechino ‒ fino al 21 ottobre 2018. Dopo dieci anni dalla sua prima mostra a Pechino, Michelangelo Pistoletto torna a far vivere le sue installazioni nel distretto artistico della capitale cinese. Il merito di questa eccezionale congiunzione astrale è di Galleria Continua che ospita nel suo prestigioso spazio del 798 Art District uno dei maggiori esponenti della scena artistica contemporanea.

Michelangelo Pistoletto. Oltre lo Specchio. Opening view at Galleria Continua, Beijing 2018. Photo Oak Taylor Smith. Courtesy l'artista & Galleria Continua
Michelangelo Pistoletto. Oltre lo Specchio. Opening view at Galleria Continua, Beijing 2018. Photo Oak Taylor Smith. Courtesy l'artista & Galleria Continua

Agghindato con un panama e un paio di bretelle, sguardo nascosto da scuri occhiali da sole, Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) si presenta così al pubblico cinese per la performance di apertura della sua personale Oltre lo specchio alla verde età di 85 anni.
Ad attenderlo è un muro di persone munite di telefoni cellulari pronti a catturare quel famoso gesto che da dieci anni contraddistingue i momenti performativi dell’artista.
Al momento dell’impatto tra il celebre martello di legno e la superfice specchiante, il pubblico, in forte attesa empatica e probabilmente impreparato alla durezza del gesto, si è lasciato sfuggire un lieve fragore di spavento e anche qualche telefono di mano.
Il risultato sullo specchio frantumato è stato letto come un richiamo alla forma della Cina, complici forse il colore rosso dello sfondo e la naturale inclinazione all’interpretazione simbolica della cultura cinese.

UNA DISTRUZIONE GENERATIVA

Michelangelo Pistoletto ha offerto per la prima volta al pubblico questa performance durante la triennale di Yokohama nel 2008, riprendendola l’anno successivo alla Biennale di Venezia. Distruggere per creare, frantumare per moltiplicare. Da dieci anni l’artista propone questo accostamento ossimorico attraverso cui delinea la sua dialettica fenomenologica.  “Gli specchi che nascono” ‒ spiega l’artista durante la lecture alla Central Academy of fine Arts di Pechino ‒ “sono divisione e moltiplicazione dello specchio stesso; rompere lo specchio significa moltiplicare lo specchio stesso, dividendolo”.
Queste dinamiche di divisione e moltiplicazione, accumulazione ed esclusione vengono intese da Pistoletto come basi universali di ogni sviluppo organico. Si tratta di tematiche fondamentali già esplorate dall’artista nel 1977 e realizzate per Galleria Continua in scala maggiore.

Michelangelo Pistoletto. Oltre lo Specchio. Opening view at Galleria Continua, Beijing 2018. Photo Oak Taylor Smith. Courtesy l'artista & Galleria Continua
Michelangelo Pistoletto. Oltre lo Specchio. Opening view at Galleria Continua, Beijing 2018. Photo Oak Taylor Smith. Courtesy l’artista & Galleria Continua

LA MOSTRA

Agli spettatori viene offerto un percorso esperienziale attraverso le diverse declinazioni dello specchio messe in atto dall’artista. Al piano terra della galleria, alcune enormi installazioni, costituite ognuna da due superfici che si auto-riflettono, riprendono le concettualità dell’opening di una continua moltiplicazione attraverso la divisione.
Il visitatore, interagendo con la sua immagine sulle superfici riflettenti, vedrà la moltiplicazione della sua presenza.
Al secondo piano la mostra propone al pubblico una serie di Autoritratti specchianti, una tematica di ricerca che ha contraddistinto il percorso artistico di Pistoletto dal 1962-63. La sua immagine, serigrafata su di una superfice d’acciaio lucidata a specchio, diviene una presenza fissa su un supporto mutabile e instabile, lo specchio appunto. Ancora una volta siamo di fronte a una dialettica che procede per ossimori e contrasti.
La riproduzione fotografica appartiene alla dimensione della rappresentazione fissa e immutevole, lo specchio, al contrario, annulla costantemente ogni valore assoluto e si fa rappresentazione dello spazio instabile del mondo.
Il visitatore, a sua volta, con il suo riflesso può mutare temporaneamente l’opera e formare assieme all’artista un autoritratto con il mondo, con un noi collettivo. Come spiega Pistoletto al pubblico cinese: “You and me makes three; l’io come artista, sommato al tu come spettatore, formano assieme un noi che è la comunità”.
È proprio la mutevolezza e il valore zero dello specchio che permettono a questo mezzo artistico di far collassare in esso le tre dimensioni del tempo (passato, presente e futuro) e di rendere l’opera d’arte quadri-dimensionale. Questa istanza è un retaggio che l’artista porta con se dall‘Arte Povera. Perché con l’utilizzo dello specchio Pistoletto è andato oltre le tre dimensioni proposte allora da Fontana, inserendo il tempo nella sua produzione artistica.

Michelangelo Pistoletto. Oltre lo Specchio. Exhibition view at Galleria Continua, Beijing 2018. Photo Oak Taylor Smith. Courtesy l'artista & Galleria Continua
Michelangelo Pistoletto. Oltre lo Specchio. Exhibition view at Galleria Continua, Beijing 2018. Photo Oak Taylor Smith. Courtesy l’artista & Galleria Continua

L’INFINITO MENO UNO

Al terzo piano della galleria, metaforicamente all’ultimo step di questo percorso iniziatico-esperienziale, viene riproposto Metrocubo d’infinito. Sei specchi assemblati da una semplice corda delimitano uno spazio vuoto di un metro cubo all’interno del quale si proiettano la curiosità e la percezione dello spettatore a cui viene negata ogni possibilità di fruizione reale di quello spazio.
Questo cubo” ‒ spiega l’artista ‒ “racchiude uno spazio finito. L’infinito non ha limiti, ma finisce quando inizia il finito. Tutto quello che esiste è, dunque, l’infinito meno uno”.
Una mostra davvero coinvolgente, un percorso dialettico carico di significati che rileva l’intensità e la coerenza della ricerca artistica di Michelangelo Pistoletto. Oltre lo specchio non si limita alle narrazioni del passato, ma mette in scena un’indagine dell’artista in continua evoluzione senza nascondere le importanti matrici dell’Arte Povera.
Con questa mostra l’artista suggella la sua presenza in Cina e la inserisce all’interno della sua produzione artistica.

Giorgia Cestaro

Pechino // fino al 21 ottobre 2018
Oltre lo specchio
GALLERIA CONTINUA
2 Jiuxianqiao Rd, Chaoyang Qu
www.galleriacontinua.com

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AutoreMichelangelo Pistoletto
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Giorgia Cestaro
Giorgia Cestaro (Padova 1988) è laureata in Storia dell'Arte Moderna presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente vive e lavora tra l’Italia e la Cina. A Pechino è un’art educator dello Ullens Center for Contemporary Art presso il 798 Art District. A Vicenza mantiene la duratura collaborazione con i Musei Civici operando nell’ambito della didattica museale come membro dell’Associazione Ardea. Con il team di Metamorfosi Gallery, invece, si occupa di curatela e organizzazione di eventi espositivi nazionali e internazionali.