Washington rende obbligatorie per i poliziotti le visite guidate al museo di storia afro-americana

Per cercare di migliorare i rapporti tra la polizia e la popolazione afro-americana, la città di Washington ha imposto visite guidate per tutte le nuove reclute delle forze dell’ordine allo Smithsonian National Museum of African American History & Culture. Per diventare agenti dovranno formarsi sulla storia e la cultura della popolazione afro-americana…

Washington Smithsonian Institution National Museum of African American History and Culture NMAAHC USA
Washington, Smithsonian Institution - National Museum of African American History and Culture (NMAAHC) © Alan Karchmer

Bianchi contro neri. Neri contro bianchi. Solo 50 anni fa gli Stati Uniti erano teatro di una guerra civile che vedeva contrapposti gli uni contro gli altri nella lotta alla segregazione razziale. “Tutti gli uomini sono stati creati uguali” recita la Dichiarazione d’Indipendenza americana del 1776, ma si è dovuto attendere una sentenza della Corte Suprema del 1968 per sancire che posti separati per i neri e i bianchi sugli autobus, nei bar, nelle scuole non dovessero più esistere. Una storia mai sopita che è tornata ad essere pericolosamente attuale negli ultimi anni. La politica di stampo razziale è ancora un fenomeno di ampia portata che si riflette in forti disparità e disuguaglianze socio-economiche e la questione, sempre sottotraccia ma mai realmente scomparsa, è riesplosa in maniera furiosa in violenze e scontri. Fa discutere la decisione del sindaco di Washington di rendere obbligatoria una visita allo Smithsonian National Museum of African American History & Cultureper tutti gli appartenenti al Dipartimento di Polizia dello Stato.

IL CLIMA INCANDESCENTE

Il sindaco della capitale statunitense, Muriel Bowser, spera con questa iniziativa di migliorare i rapporti tra le forze dell’ordine e la popolazione locale, mai così tesi. La popolazione dello stato di Washington è in netta maggioranza afro-americana, eppure il rapporto tra i posti di potere politico ed economico e cittadinanza segna ancora, purtroppo, una netta predominanza dei bianchi rispetto ai neri. Una situazione sociale complessa, resa ancora più complicata dalla presenza in città di quartieri abitati esclusivamente da afro-americani, veri e propri ghetti con tassi di mortalità infantile e di povertà da terzo mondo. In particolare Anacostia, mega ghetto popolato per il 94 per cento da afroamericani, che è considerato una delle aree più violente e povere degli Stati Uniti.Qui sono esplose, con frequenza crescente negli ultimi anni, violenze e scontri tra abitanti e polizia che hanno acuito l’odio razziale e hanno incrementato notevolmente il numero di morti e feriti. Le associazioni per i diritti degli afro-americani denunciano continuamente soprusi e violenze da parte della polizia che assumerebbe atteggiamenti diversi, più o meno aggressivi, a seconda del colore della pelle di chi viene fermato. Di contro, gli agenti dichiarano di essere vittime di odio incondizionato da una parte della popolazione.

UN OBBLIGO LEGALE

L’idea di rendere obbligatoria per tutti gli agenti la visita allo Smithsonian National Museum of African American History & Culture nasce da una partnership tra la polizia di Washington e il museo e coinvolgerà circa 3.800 agenti. L’accordo prevede, per tutte le nuove reclute, oltre ai tradizionali test di resistenza, di autodifesa, lezioni di educazione civica e il tradizionale programma di addestramento, un tour obbligatorio del museo e lezioni di cultura locale. Per i 60-65 ufficiali addestrati ogni settimana, il programma è intenso. “Finora sono stati addestrati 650 agenti. Tutti i 3.800 ufficiali, le nuove reclute e gli ufficiali già in servizio completeranno la formazione entro il prossimo anno”, ha dichiarato Ralph Ennis, comandante della stazione di polizia. “Gli agenti si incontrano alle 6 del mattino all’Hôtel de Ville. Prendono una lezione di tre ore sulla relazione tra gruppi etnici e polizia con due professori dell’SVP. Poi, alle 9, partono per il museo, che è a un isolato di distanza, dove passano il resto della giornata fino alle 4 del pomeriggio”. Il programma prevede lezioni di storia e conferenze sul rapporto tra la polizia e la comunità afro-americana.

NON SOLO WASHINGTON

Washington non è l’unica città degli Stati Uniti che ha scelto di attivare un programma per educare i loro agenti alla cultura locale. La polizia di Chicago, ad esempio, ha organizzato una formazione simile nel giugno 2017 al DuSable Museum of African American History e poi al Museo dell’Olocausto. Ma tanto ancora c’è da fare. Nonostante queste iniziative, l’associazione Mapping Police Violence ha registrato 1.147 persone uccise dalle forze dell’ordine nel 2017 negli Stati Uniti, tra cui il 25% degli afro-americani, che rappresentano solo il 13% della popolazione.

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.