Dopo David Zwirner, anche la galleria White Cube di Londra apre un nuovo spazio a New York

Dopo Hong Kong e la breve esperienza a San Paolo, la galleria londinese apre un nuovo ufficio nell’Upper East Side di Manhattan, seguendo così l’esempio di celebri colleghi come Almine Rech e David Zwirner

Beatriz Milhazes, Rio Azul. Courtesy White Cube London
Beatriz Milhazes, Rio Azul. Courtesy White Cube London

Tra i commenti, le riflessioni e le chiacchiere che hanno condito – come succede in tutte le fiere – l’appena conclusa edizione di Frieze a New York, in maniera insolitamente discreta se non addirittura confidenziale la celebre White Cube, galleria inglese che conta due sedi a Londra e una a Hong Kong, avrebbe rivelato di aver aperto un suo avamposto proprio nella Grande Mela. Stando a quanto riportato da Artnews, sarebbe stato uno dei direttori della galleria ad annunciare, presso il proprio stand a Frieze, dell’avvenuta apertura di un ufficio a New York.

UPPER EAST SIDE NUOVO CONTEMPORARY ART DISTRICT DI NEW YORK?

Il nuovo ufficio della White Cube si trova nell’Upper East Side di Manhattan, al terzo piano della 699 Madison Avenue, vicino alla East 62nd Street. Si tratta, per l’appunto, di un ufficio e non di una galleria, ed è aperto solo su appuntamento. Ciononostante, la nuova sede statunitense della galleria londinese sorge in un quartiere di New York che già da qualche tempo sta catturando le attenzioni e le mire “espansionistiche” di galleristi di fama internazionale: dopo la parigina Almine Rech Gallery e la berlinese Galerie Buchholz, lo scorso anno nell’Upper East Side ha aperto la sua terza sede newyorchese – a cui si aggiunge una quarta sulla West 21st Street di Chelsea recentemente annunciata e che sarà progettata da Renzo Piano – David Zwirner, art dealer tedesco che oltre a quelle a New York ha sedi anche a Londra e Hong Kong.

David Zwirner New York
David Zwirner New York

LA WHITE CUBE IN AMERICA

Non è la prima volta che la White Cube sbarca in America. La galleria, fondata a Londra nel 1993 e nota per avere nella sua scuderia i maggiori tra gli Young British Artists, nel 2012 aveva aperto un suo avamposto a San Paolo del Brasile. Durante la sua attività, la galleria aveva presentato nella città sudamericana mostre di Damien Hirst, Tracey Emin, Anselm Kiefer, Larry Bell e Theaster Gates, per chiudere però solo tre anni dopo, nel 2015. I motivi? Le tasse d’importazione troppo elevate che arrivavano quasi a raddoppiare il costo delle opere. Risale proprio a questo periodo l’inizio delle ricerche per un eventuale ufficio a New York, e già da allora la White Cube escludeva l’ipotesi dell’apertura di una vera e propria galleria. Ma chi lo sa, presto potrebbero giungere nuove notizie…

– Desirée Maida

www.whitecube.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.