Patrimonio Culturale e degrado: i 12 monumenti più a rischio in Europa

Sammezzano è l’unico sito italiano tra i 12 candidati ammessi al programma europeo 7 Most Endangered che raccoglie i sette luoghi storici e culturali in Europa più bisognosi di tutela. La lista finale sarà annunciata a marzo

Castello di Sammezzano, Sala Pavoni
Castello di Sammezzano, Sala Pavoni

Lanciato per la prima volta nel gennaio 2013 da Europa Nostra – la principale organizzazione in Europa per la tutela del patrimonio culturale – con l’Istituto della Banca Europea per gli Investimenti, il programma 7 Most Endangered stila ogni anno una lista dei sette siti storici e culturali in Europa che negli anni hanno subito danni senza essere debitamente conservati. Ispirato a un progetto simile di successo coordinato dal US National Trust for Historic Preservation, non è un programma di finanziamento: scopo del 7 Most Endangered è quello di svolgere un ruolo di catalizzatore e promuovere il “potere dell’esempio”. Le dodici candidature per l’edizione 2018 sono state proposte da organizzazioni o da enti pubblici di tutta Europa che fanno parte del vasto network di Europa Nostra, selezionate da una giuria di esperti in diversi settori. Questi i luoghi storici a rischio dislocati in dieci Paesi europei: il centro storico di Gjirokastra, Albania; le chiese post-bizantine a Voskopoja e Vithkuqi, Albania; il centro storico di Vienna, Austria; la fabbrica della lavorazione del carbone di Beringen, Belgio; il Monumento di Buzludzha, Bulgaria; il sistema di funivie di Chiatura, Georgia; il complesso monastico di David Gareji, Georgia; il Castello di Sammezzano in Toscana, Italia (nominato dal Touring  Club Italiano); il Casinò di Constanta, Romania; i siti preistorici di arte rupestre nella provincia di Cadice, Spagna; l’orfanotrofio greco di Prinkipo, Isole dei Principi, Turchia; e la fabbrica di ghiaccio di Grimsby, Regno Unito. Alcuni di questi siti sono in pericolo a causa della negligenza o di uno sviluppo inadeguato, altri per mancanza di risorse o competenze. La lista finale dei sette siti storici europei più in pericolo sarà resa pubblica il 15 marzo.

– Claudia Giraud

http://7mostendangered.eu

1. CENTRO STORICO DI ARGIROCASTRO, ALBANIA

The Old Bazaar. Photo Kreshnik Merxhani

La città di Argirocastro è situata nella valle del Drino, la più ricca area archeologica dell’Albania, risalente all’età del bronzo medio. Il centro storico di Gjirokastra è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dal 2005 e comprende diversi tipi di costruzioni, come edifici sociali e pubblici, luoghi di culto e residenze, tutti armoniosamente composti in un eccezionale paesaggio urbano storico. Il nucleo storico è caratterizzato dalle case fortificate, realizzate all’inizio del 1800 sotto Ali Pasha Tepelena – governatore di gran parte dei territori europei dell’Impero Ottomano -, la cui particolare tipologia ha portato alla tutela del centro, dichiarato “Città Museo” dal 1961. Dei 615 monumenti situati nel centro storico, più della metà sono soggetti a costruzioni illegali o fuori dal contesto, mentre 169 sono in condizioni critiche o a rischio di collasso. Inoltre, un controverso progetto per la costruzione di una tangenziale è stato recentemente approvato dalle autorità nazionali e locali. Considerato motivo di pericolo per l’integrità strutturale e visiva del centro, che è l’essenza del suo eccezionale valore, la Fondazione Gjirokastra ha, così, nominato la città albanese di Argirocastro per inserirla nel programma 7 Most Endangered 2018.

2. CHIESE POST-BIZANTINE A VOSKOPOJA E VITHKUQI, ALBANIA

Church of St. George, Shipcka, Voskopoja. Photo K. Kallamata

Un gruppo di dodici chiese a Voskopoja e Vithkuqi, situate nel sud-est dell’Albania, sono i monumenti più rappresentativi dell’arte ecclesiastica del XVII e XVIII secolo nei Balcani e sono capolavori dello stile post-bizantino. Guerra, saccheggi e disastri naturali le hanno gravemente danneggiate e la popolazione cristiana circostante è notevolmente diminuita. A tutto questo si aggiunge la totale negligenza da parte dei responsabili amministrativi delle chiese a livello nazionale, in particolare l’Istituto dei monumenti culturali che le ha completamente dimenticate. La Chiesa di San Giorgio a Voskopoja, che ha vinto un premio Europa Nostra nel 2011 per il suo eccezionale grado di conservazione, è costantemente sotto la minaccia di essere saccheggiata e sottolinea l’urgenza con cui queste notevoli chiese devono essere protette. La candidatura per il programma 7 Most Endangered 2018 è stata presentata dalla Fondazione The Past for the Future.

3. CENTRO STORICO DI VIENNA

Photomontage of high rise development. © M.Kupf

Il centro storico di Vienna è uno dei monumenti urbani più belli d’Europa. Il volto dell’ex città-residenza degli imperatori appartenenti alla famiglia degli Asburgo è caratterizzato da tre epoche: il medioevo con il duomo di Santo Stefano e il suo stile gotico teso verso il cielo, uno degli emblemi di Vienna; il periodo barocco il cui lascito più importante è la Hofburg con le sue cupole fastose; la Ringstrasse (strada anulare) costruita quando l’imperatore Francesco Giuseppe I d’Asburgo ordina, nel 1857, lo smantellamento delle vecchie mura e degli spazi liberi adiacenti: al loro posto fa sorgere un elegante doppio viale alberato che salda la Hofburg (residenza imperiale) con i quartieri borghesi cresciuti fuori dalle mura. Nel 2001, il centro storico viene inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO che ora minaccia di radiarlo. Nel 2012, infatti, viene pianificato uno sviluppo a più piani dell’area dell’Heumarkt, ora occupata da un hotel e da una pista di pattinaggio, che includerà la ricostruzione e l’ampliamento dell’Hotel Intercontinental, sul sito del Vienna Ice-Skating Club. Lo sviluppo rovinerebbe totalmente la vista più famosa della città dal Castello del Belvedere e dai Giardini. Nel 2014, il Consiglio comunale di Vienna ha dato, poi, il consenso alla costruzione di grattacieli in diversi punti dell’area di Ringstrasse. Questi grattacieli rovinerebbero il carattere urbano di questa zona, nonché i paesaggi e la morfologia del centro storico di Vienna. In seguito a numerosi e infruttuosi scambi con l’Austria e il Consiglio comunale di Vienna, nel luglio 2017 il Comitato dell’UNESCO ha iscritto il centro storico di Vienna nella lista del patrimonio mondiale a rischio. In questo caso, è stata Europa Nostra Austria a fare la nomination per il programma 7 Most Endangered 2018.

4. IMPIANTO DI LAVORAZIONE DEL CARBONE DI BERINGEN, BELGIO

Overall view of the coal mine before restoration, ph. Monumentenzorg Beringen

L’impianto di lavorazione del carbone di Beringen, in Belgio, è l’unica struttura del genere conservata su scala europea e persino su scala mondiale e la sua importanza è tale che negli anni Novanta è stato classificato come monumento storico. La società che gestisce attualmente l’edificio ha, però, deciso di demolirne gran parte. Motivo per cui la Flemish Association for Industrial Archaeology ha presentato la candidatura del sito al 7 Most Endangered 2018.

5. MONUMENTO DI BUZLUDZHA, BULGARIA

Monumento di Buzludzha, ph. Nicola Miller

Situato sulle montagne nel cuore della Bulgaria, il monumento di Buzludzha è stato costruito nel 1981 per diventare la casa-monumento del Partito Comunista Bulgaro. Venne utilizzata per soli otto anni, e oggi rappresenta un imponente esempio di architettura modernista del XX secolo, nonostante sia stato abbandonato subito dopo la fine del regime comunista, rimanendo vittima di furti e atti vandalici. Nessuna azione è stata presa dalle autorità responsabili per proteggere il sito finora. La Buzludzha Project Foundation, che ha fatto la nomina per il programma 7 Most Endangered 2018, propone che il monumento di Buzludzha possa diventare un esempio per la conservazione di altri siti simili in tutta l’Europa orientale, in un’ottica di incentivo al turismo sostenibile.

6. SISTEMA DI FUNIVIE DI CHIATURA, GEORGIA

Lower station of the passenger cableway Town-Perevisa (1953), waiting hall. Ph. Nikoloz Mchedlidze 2015

Nel 1913, l’industria mineraria di manganese in piena espansione portò alla creazione di una rete di funivie civiche e merci unica a Chiatura. La rete – composta da 18 cabine passeggeri e 27 funivie – colpisce per la sua diversità di stili architettonici e soluzioni ingegneristiche. Oggi, nonostante la stragrande maggioranza degli impianti di risalita venga indicata come monumento storico in quanto conserva le sue componenti architettoniche e tecnologiche originali, molte delle funivie si sono deteriorate a causa della mancanza di manutenzione e sono state chiuse.

7. COMPLESSO MONASTICO DI DAVID GAREJI, GEORGIA

Lavra Monastery. 6th 18th cc. General View. Photo Shalva Lejava

Il complesso monastico di David Gareji, risalente al VI secolo, si trova nella Georgia orientale e in parte si estende nel vicino Azerbaijan. Il sito, che oggi subisce la minaccia del naturale deterioramento, è composto da 22 suggestivi monasteri scavati nella roccia e da più di 5mila santuari e grotte. La combinazione di architettura rupestre, affreschi medievali e archeologia preistorica rende l’intero complesso monastico un capolavoro della cultura georgiana. È stato il Georgian Arts and Culture Center a presentare la candidatura al 7 Most Endangered 2018 per stimolarne la salvaguardia.

8. IL CASTELLO DI SAMMEZZANO IN TOSCANA, ITALIA

Castello di Sammezzano, Sala Pavoni

Il Castello di Sammezzano è il più importante esempio di architettura eclettica e orientalista in Europa, unico in questa zona d’Italia, e si compone di 65 stanze. Tra queste, le 15 stanze riccamente decorate in stile moresco presenti al primo piano lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Dopo la seconda guerra mondiale, il castello divenne un hotel di lusso ma, da oltre 25 anni, non vi è più alcuna attività al suo interno e il sito si trova in sostanziale stato di abbandono, con molte questioni irrisolte riguardo alla sua proprietà. L’amore della comunità locale per il sito e il forte sostegno delle organizzazioni locali e nazionali, costituiscono senza dubbio una solida base su cui costruire un futuro più roseo per il castello, ma è importante che le ambizioni della futura proprietà e le esigenze di tutela convergano in una direzione comune. Il Touring Club Italiano, insieme al movimento Save Sammezzano, ha nominato il sito per il programma 7 Most Endangered 2018.

9. CASINÒ DI CONSTANZA, ROMANIA

Casinò di Constanza, Photo Alexandru Samson

Il casinò di Costanza, monumentale esempio di Art Nouveau realizzato dall’architetto Daniel Renard, è oggi abbandonato: le intemperie hanno distrutto la maggior parte delle finestre e il principale pericolo per l’edificio, che si affaccia sul Mar Nero, deriva dalla corrosione e dalla ruggine delle parti metalliche strutturali. La candidatura per il programma 7 Most Endangered 2018 è stata presentata dall’Associazione ARCHÉ.

10. SITI PREISTORICI DI ARTE RUPESTRE NELLA PROVINCIA DI CADICE, SPAGNA

Siti preistorici di arte rupestre nella provincia di Cadice, Spagna. Photo Centro de Estudios Gibraltareños

Un eccezionale sito che raccoglie circa trecento grotte e rifugi, dove si possono trovare testimonianze di arte rupestre preistorica – dipinti e incisioni di animali e figure umane e simboli di stili diversi – relativa a un periodo di circa 20mila anni, dal Paleolitico all’età del ferro. I processi naturali ma soprattutto gli atti di vandalismo hanno recentemente messo a serio rischio la conservazione di questo patrimonio. Hispania Nostra ha fatto la nomination per il programma 7 Most Endangered 2018.

11. ORFANOTROFIO GRECO DI PRINKIPO, ISOLE DEI PRINCIPI, TURCHIA

Orfanotrofio greco di Prinkipo, Turchia. Ph. Barış Altan

Situato a Prinkipo, sulle isole dei principi al largo di Istanbul, l’orfanotrofio greco è il più grande edificio in legno in Europa e il secondo più grande al mondo. Costruito nel 1899 su progetto dell’architetto francese Alexandre Vallaury, è stato danneggiato da un incendio nel 1980 e da allora è abbandonato e a rischio collasso. Europa Nostra Turkey ha presentato la candidatura per il programma 7 Most Endangered 2018.

12. FABBRICA DI GHIACCIO DI GRIMSBY, REGNO UNITO

Fabbrica di ghiaccio di Grimsby, ph. Andy Marshall World Monuments Fund

La fabbrica di ghiaccio di Grimsby è considerata la prima fabbrica di ghiaccio superstite del Regno Unito. Progettata dall’ingegnere W. F. Cott, la fabbrica risale al 1900 ed è un importante edificio industriale in mattoni rossi che testimonia come all’inizio del XX secolo Grimbsy fosse il più grande porto di pesca del mondo. Dopo la sua chiusura nel 1990 la fabbrica si trova oggi in uno stato di abbandono. La nomination per il programma 7 Most Endangered 2018 è stata fatta da SAVE Britain’s Heritage.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).