Brexit ferma il progetto del British Film Institute di costruire il National Film Center a Londra

Era stato annunciato in pompa magna il progetto del British Film Institute, la maggiore istituzione cinematografica britannica, di creare il national film and television center nel quartiere alla moda di South Bank a Londra. Un progetto avveniristico da 177 milioni di sterline che subisce una pesante battuta d’arresto. Il motivo? La solita Brexit…

British Film Institute
British Film Institute

Il Regno Unito sembra non riuscire a scrollarsi di dosso le conseguenze della Brexit che continua a far sentire i suoi effetti anche nel mondo della cultura. Dopo la dichiarazione dell’Unione Europea che solo le città appartenenti agli Stati Membri potranno ambire a candidarsi a Capitale Europea della Cultura. E dopo che il mondo dell’arte inglese si è schierato compatto contro la Brexit chiedendo al governo di tutelare i lavoratori delle industrie creative garantendo l’accesso reciproco al mercato per la distribuzione di produzioni cinematografiche e televisive fra Regno Unito e Unione Europea, un’altra tegola sembra abbattersi sul mondo della cultura brit. Il British Film Institute ha annunciato che non andrà avanti con i suoi piani di costruire il National Film and Television Center, il nuovo centro cinematografico e televisivo previsto nel borgo di South Bank a Londra dal valore di 177 milioni di sterline. Il motivo? La Brexit, naturalmente…

IL BRITISH FILM INSTITUTE

Il progetto era stato annunciato con grande enfasi dal British Film Institute, la maggiore istituzione cinematografica britannica, una charity guidata da un Board di 15 governatori che ha l’obiettivo di promuovere la cultura cinematografica dentro e fuori il Regno Unito. Il BFI svolge tante attività legate al mondo del cinema e della televisione che vanno dalla gestione di una serie di sale cinematografiche all’organizzazione di festival come il London Film Festival dal 1956 e il London Lesbian and Gay Film Festival dal 1986. Si occupa, inoltre, della conservazione di uno dei più grandi archivi cinematografici del mondo il BFI National Archive, fondato nel 1935, che contiene centinaia di migliaia di titoli.

IL PROGETTO

Un colosso, dunque, nel settore delle industrie creative che aveva deciso di regalarsi un nuovo centro cinematografico e televisivo nel quartiere alla moda di South Bank. Il nuovo centro, previsto per il 2022 a firma dell’architetto tedesco Ole Scheeren, era stato immaginato come sede permanente per il BFI London Film Festival e come luogo di incontro per dibattiti, mostre, workshop legati al cinema e alla televisione. Un progetto ambiziosissimo per un costo di 177 milioni di sterline. La BFI, dopo aver annunciato in pompa magna il progetto del centro ha fatto un passo indietro citando come motivazione il clima economico turbolento e il contesto politico complesso. Un progetto troppo ampio (e costoso!) per poter rischiare passi falsi. Meglio concentrarsi sulla ristrutturazione dell’edificio esistente. Decisamente più a buon mercato.

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.