Arrestati due giornalisti della TV svizzera RTS durante l’opening del Louvre ad Abu Dhabi

Due giornalisti della trasmissione Mise au Point, programma di attualità della televisione svizzera RTS, inviati negli Emirati per seguire l’opening del Louvre Abu Dhabi, sono stati fermati dalla polizia e trattenuti in isolamento per oltre due giorni. L’accusa? Aver girato dei filmati non autorizzati per raccontare le difficili condizioni di vita degli operai…

Louvre Abu Dhabi Exterior view © Louvre Abu Dhabi – Photography Roland Halbe
Louvre Abu Dhabi Exterior view © Louvre Abu Dhabi – Photography Roland Halbe

La notizia dell’arresto del giornalista Serge Enderlin e del cameramen Jon Bjorgvinsson, entrambi inviati della trasmissione Mise au Point, programma di attualità e di politica della televisione svizzera RTS, negli Emirati per l’opening del Louvre Abu Dhabi ci giunge improvvisa appena rientrati in patria proprio dal Golfo dove anche noi eravamo per l’apertura del grande museo. In aperto contrasto con la pomposità dell’opening del museo e in maniera del tutto inaspettata, i due giornalisti sono stati fermati poche ore prima della partenza per la Svizzera e trattenuti per oltre 50 ore dalla polizia locale con l’accusa di aver girato dei filmati non autorizzati in alcuni quartieri al confine della città per raccontare le difficili condizioni di vita degli operai immigrati coinvolti nella costruzione dei più importanti edifici della città, Louvre Abu Dhabi compreso.

IL CONTESTO

Già nel nostro reportage da Abu Dhabi vi avevamo raccontato come in conferenza stampa uno degli argomenti più spinosi affrontati abbia riguardato le condizioni di lavoro degli operai coinvolti nel progetto dopo la pubblicazione di un rapporto di Human Rights Watch, organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani, che ha denunciato lo sfruttamento e le condizioni al limite dello schiavismo dei lavoratori in un Paese in cui non esiste nessuna forma di tutela. Era stato Manuel Rabaté, direttore del Louvre Abu Dhabi, durante il suo discorso a precisare come siano stati rispettati tutti gli standard occidentali nell’impiego degli oltre 5.000 operai che hanno lavorato alla costruzione del museo durata quasi dieci anni. Cosa che risulta difficile da credere a chiunque abbia trascorso qualche ora negli Emirati e abbia visto a quali ritmi di lavoro siano sottoposti i lavoratori in particolare quelli che provengono da India, Pakistan e Filippine.

L’ACCUSA

Serge Enderlin e Jon Bjorgvinsson sono stati fermati dalla polizia locale mentre erano in procinto di imbarcarsi per ritornare in Svizzera. L’accusa è di aver girato senza autorizzazione dei filmati in alcuni quartieri periferici di Abu Dhabi in cui vivono, in condizioni decisamente precarie, migliaia di immigrati. I due giornalisti, che stavano lavorando ad un servizio per documentare come vivono gli operai negli Emirati, sono stati trattenuti per oltre cinquanta ore senza poter avere accesso ai propri cellulari e senza poter contattare nessuno. Non solo, ma i due, dopo essere stati separati, sono stati a quanto risulta bendati e trasferiti in un luogo segreto dove hanno subito un lungo interrogatorio durato oltre dieci ore e la distruzione di tutto il materiale video e di tutte le immagini scattate con i cellulari prima di essere finalmente liberati. Sono stati gli stessi giornalisti a raccontare, una volta liberati e rientrati in patria, l’accaduto in diretta da RTS che ha emesso un durissimo comunicato per condannare la detenzione dei due cronisti e l’attacco alla libertà di stampa. 

– Mariacristina Ferraioli

CONDIVIDI
Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.
  • Simone

    Si va beh ma poverini sono carichi di soldi volete mica che li spendano a dare dignità se la son già comprata con il Louvre una buona fetta della grande cultura francese, che pretese sti svizzeri!