Aprirà a Gerusalemme presso un vecchio planetario un museo dedicato ad Albert Einstein

Aprirà a Gerusalemme, presso un planetario abbandonato, un museo che ospiterà l’archivio appartenuto al grande scienziato. La scelta su un edificio di “seconda mano” ricade dopo aver rinunciato alla costruzione di una struttura ex novo, a causa degli elevati costi di realizzazione dei progetti delle archistar Frank O. Gehry e Daniel Libeskind.

Albert Einstein
Albert Einstein

Sembra che stia diventando ricorrente la tendenza, da parte di volti noti del mondo dell’arte e persino di rilevanti istituzioni, a rinunciare alla costruzione di istituti culturali o musei a causa degli elevati “cachet” richiesti dagli architetti – chiamiamoli pure “archistar” – a cui vengono affidati i progetti di realizzazione. Se risale a pochi giorni fa la notizia della  rinuncia di Marina Abramović a costruire una sede del MAI – Marina Abramović Institute per via degli oltre 30 milioni di dollari richiesti da Rem Koolhaas per la ristrutturazione dell’edificio che avrebbe dovuto ospitare l’istituto – per non contare i 600mila dollari che l’archistar ha già incassato per aver realizzato il progetto preliminare –, adesso è la volta dell’Università Ebraica di Gerusalemme. L’istituzione israeliana infatti ha appena annunciato l’apertura di un museo dedicato al fisico e scienziato Albert Einstein presso un antico planetario abbandonato di proprietà dell’università, avendo dovuto rinunciare alla costruzione ex novo di un museo a causa dei vincoli di bilancio e dei costi onerosi di realizzazione, ovvero 20 milioni di dollari. Anche in questo caso, l’università si era affidata a due nomi celebri del mondo delle archistar, ovvero Frank O. Gehry e Daniel Libeskind.

Ruth Orkin, Albert Einstein al pranzo della Princeton University, Princeton, 1953 © Ruth Orkin Photo Archive / Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

UN PLANETARIO ABBANDONATO RICONVERTITO IN MUSEO

Risale al 2012 la volontà, da parte dell’Università Ebraica e dello stato israeliano allora guidato dal presidente Shimon Peres, di realizzare un museo che potesse conservare e mostrare al pubblico l’archivio di Albert Einstein, attualmente custodito dall’università. Ma come già accennato, cause di forza maggiore di natura squisitamente economica hanno costretto l’amministratore delegato dell’università Billy Shaphira a prendere la salomonica decisione di “riutilizzare gli avanzi”. L’archivio e gli oggetti personali appartenuti al Premio Nobel tedesco di origini ebraiche infatti saranno collocati all’interno di un planetario dell’università attualmente abbandonato, opzione, questa, più conveniente dal punto di vista economico dato che i costi di ristrutturazione dell’edificio si aggirano intorno ai 5 milioni di dollari. Per non parlare poi della posizione strategica in cui è collocato il planetario, a pochi passi dall’appena inaugurato Palestinian Museum.

IL PROGETTO

La ristrutturazione e il design del museo saranno realizzati dall’architetto Salma Milson Arad, il cui progetto consiste nello scavare sotto il planetario per ricavare 500 metri quadrati di spazio in più per ospitare i nuovi spazi. “Abbiamo deciso di non costruire sopra o accanto all’edificio”, ha dichiarato Milson Arad, “ma piuttosto di scavare sotto. Sarà aperta una finestra nella facciata orientale dell’edificio, che offrirà una vista sulla Città Vecchia e la Knesset, per esprimere la connessione tra Einstein e Gerusalemme”. Una volta completato, l’edificio ristrutturato ospiterà un centro visitatori situato nella cupola del planetario, l’archivio di Einstein, spazi dedicati all’accoglienza del pubblico e per i ricercatori, uffici amministrativi e un negozio di souvenir.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.