Expo 2020. Tutti i nuovi progetti a Dubai in attesa del grande evento

In attesa dell’Expo del 2020, Dubai si appresta ad ospitare il grande evento internazionale con una serie di progetti che coniugano la progettazione architettonica e l’alta tecnologia, non trascurando i programmi di matrice culturale che riguardano le arti, la didattica e la ricerca

Jameel Arts Center, Dubai. Courtesy Serie Architects
Jameel Arts Center, Dubai. Courtesy Serie Architects

Dubai è sempre più in fermento in questo periodo e riscalda i motori con progetti innovativi e altamente tecnologici per ospitare uno dei maggiori eventi previsti negli Emirati Arabi nel 2020: si tratta dell’Expo dal titolo Connecting minds, creating the future, che inaugurerà il 20 ottobre del 2020 e si protrarrà fino al 10 aprile 2021. Con l’ambizione di trasformarsi nella metropoli più sostenibile del globo, Dubai si sta dotando di una serie di apparati a elevata strategia green: i viali saranno ricoperti di materiale fotovoltaico per soddisfare il 50% del fabbisogno elettrico del sito espositivo e i trasporti saranno gestiti attraverso cabinovia e autobus a zero emissioni.

Jameel Arts Center, Dubai. Courtesy Serie Architects
Jameel Arts Center, Dubai. Courtesy Serie Architects

I PROGETTI TECNOLOGICI E ARCHITETTONICI

Tra i progetti ad alto tasso tecnologico spicca invece – in collaborazione con la start up americana Cazza Construction – la realizzazione del primo grattacielo al mondo in stampa 3D. “Noi crediamo e ammiriamo la visione lungimirante di HH Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum e faremo tutto il possibile per portare ulteriori innovazioni. Siamo venuti qui per cambiare il mondo, e questo è esattamente quello che stiamo facendo”, ha affermato Chris Kelsey, il giovanissimo Ceo. Alla fine dello scorso anno, infatti, il governo di Dubai aveva annunciato la sua strategia, con lo scopo di creare il 25% degli edifici della città con tecnologia di stampa 3D entro il 2030.

Jameel Arts Center, Dubai. Courtesy Serie Architects
Jameel Arts Center, Dubai. Courtesy Serie Architects

GLI SPAZI PER LA CULTURA, LA DIDATTICA E LA RICERCA

Altro progetto, questa volta di matrice culturale, è la realizzazione del Jameel Arts Center Dubai, un hub multidisciplinare per iniziative didattiche e di ricerca, progettato in seguito a una competition del 2014 da Christopher Lee dei Serie Architects, giovane firma con sedi a Londra, Mumbai e Pechino. Situato sulla punta di Dubai Culture Village, con vista sul Dubai Creek, il Centro comprende più di 1.000 mq di spazio espositivo, oltre a 300 mq destinati alla ricerca sugli artisti e i movimenti culturali del mondo arabo, spazi flessibili per eventi, una terrazza per proiezioni cinematografiche, un’area all’aperto per le sculture, una caffetteria, un ristorante e un bookshop. Concepito come una serie di scatole di varie dimensioni, collegate insieme da un alto colonnato, il Jameel Arts Center Dubai è un luogo intimo per sperimentare, produrre arte e ospitare curatori internazionali. Porta invece la firma dell’olandese Anouk Vogel il progetto di landscape del Centro, con cortili che traggono ispirazione da avventurieri botanici, caratterizzati da una collezione di piante esclusivamente desertiche.

L’APERTURA DEL JAMEEL ARTS CENTER E LE PARTNERSHIP INTERNAZIONALI

L’apertura del complesso è prevista per la primavera del 2018. Annunciate le partnership con il MET di New York, con il Victoria & Albert, che sostiene la Galleria di Arte Islamica e il prestigioso premio biennale Jameel, e con la Scuola di Arti Tradizionali del Principe. La fondazione Art Jameel resta impegnata in progetti che supportano le arti in tutta l’Arabia Saudita, tra cui l’Open-air Sculpture Museum di Jeddah e altre iniziative in fase di sviluppo.

– Giulia Mura

expo2020dubai.ae | artjameel.org

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #37

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.