Che Guevara racconta Hiroshima. In mostra a Tokyo una rara foto scattata dal Che in Giappone

Il mito incontra la storia. Una foto rara di Hiroshima scattata dal rivoluzionario argentino Ernesto “Che” Guevara durante un viaggio in Asia nel 1959 è il punto focale intorno al quale ruota una mostra fotografica di Guevara a Tokyo. E tra le tante immagini esposte molte sono state scattate dallo stesso Che…

Che Guevara
Che Guevara

A cinquant’anni esatti dalla morte di Ernesto Che Guevara (Rosario, 1928 – La Higuera, 1967) il mondo si appresta a celebrare la figura del rivoluzionario più iconica della storia. Dalla cerimonia di Cuba che ha dato avvio lo scorso primo maggio alle celebrazioni con oltre 400.000 persone che hanno sfilato a Villa Clara, dove sono conservati i resti del Che, alle tante mostre in giro per il mondo, tra cui l’Italia, che ricordano il mito che non ha mai conosciuto l’appannaggio del tempo. Il simbolo più famoso di libertà e rivoluzione del XX secolo, l’anti-capitalista per eccellenza divenuto suo malgrado icona, logo, brand da riprodurre all’infinito su ogni gadget possibile, viene ricordato anche in Giappone con una mostra che è di per sé un evento di portata storica.

Scatto di Che Guevara
Scatto di Che Guevara

LA MOSTRA A TOKYO

L’Ebisu Garden Place, nel distretto di Meguro a Tokyo, ospita fino al 27 agosto una mostra che racconta attraverso 240 fotografie provenienti dal Centro de Estudios Che Guevara de L’Avana, un museo dedicato alla ricerca e alla promozione della vita, dell’opera e del pensiero del Che, l’epopea pubblica e privata del rivoluzionario argentino. Mente dell’operazione è Camilo Guevara, ultimo dei figli del Che, che coordina per il centro progetti di studio e approfondimento sulla figura del padre. E se ogni foto ha una storia da raccontare, lo scopo della mostra è offrire una visione più ampia e completa della vita di Ernesto Che Guevara. Tra le 240 foto in mostra, molte scattate dallo stesso Guevara, ci sono le immagini provenienti dal mitico viaggio in moto attraverso l’America Latina o durante le sue visite in India e in Africa come capo di una delegazione cubana che aveva lo scopo di esportare la rivoluzione castrista anche all’estero. È lo stesso Camilo ad aver dichiarato più volte la passione del padre per la fotografia che lo ha accompagnato fino alla morte in Bolivia.

IL CHE AD HIROSHIMA

Tra i tanti viaggi compiuti dal Che tra il 1959 e il 1967, anno della sua morte, c’è anche una fotografia scattata ad Hiroshima durante il tour in Asia. Guevara visitò Hiroshima circa sei mesi dopo la vittoria di Castro a Cuba. Il rivoluzionario argentino volle vedere con i suoi occhi come la città giapponese e la sua gente stessero affrontando gli anni successivi al primo bombardamento atomico della storia. La cronaca racconta di un uomo sconvolto dallo scenario apocalittico che gli si presentò dinanzi agli occhi.  Talmente tanto scioccato che in una cartolina inviata a Cuba, dopo il suo viaggio nel 1959, Guevara scrisse: “Per combattere meglio per la pace, bisogna guardare a Hiroshima”. È Camilo Guevara in un’intervista rilasciata alla televisione giapponese a ricordare l’importanza di ricordare il passato per evitare di commettere gli errori futuri. La foto rarissima di Hiroshima è la punta di diamante della mostra che apre al pubblico proprio nei giorni in cui il Giappone commemora il 72 ° anniversario del bombardamento. La foto mostra un monumento sepolcrale eretto per ricordare le vittime della strage in un paesaggio spettrale ancora devastato dai bombardamenti.

– Mariacristina Ferraioli

Che Guevara- 50 years 
9 agosto – 27 agosto 2017
Yebisu Garden Place
153-0062 Tōkyō-to, Meguro-ku,
http://che-guevara.jp

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.