Michael Rakowitz porta Mosul sul Fourth Plinth. Un pezzo di Iraq rinasce a Londra

Nel 2018 il basamento di Trafalgar Square ospiterà la scultura ispirata ai reperti distrutti dall’Isis a Mosul. Per il 2020 la scelta è caduta su “The End” di Heather Phillipson 

Michael Rakowitz, The Invisible Enemy Should Not Exist, 2016 (foto James O. Jenkins, courtesy the artist)
Michael Rakowitz, The Invisible Enemy Should Not Exist, 2016 (foto James O. Jenkins, courtesy the artist)

The Invisible Enemy Should Not Exist. Ma invece esiste, eccome, il “nemico” evocato dal titolo: ovvero lo Stato Islamico, che per fortuna nelle ultime settimane pare essere progressivamente cacciato dalle più importanti aree archeologiche mediorientali. Perché parlarne? Perché questo è il titolo della scultura dell’artista Michael Rakowitz, appena selezionata a Londra come prossima commissione per il Fourth Plinth di Trafalgar Square, dove sarà installata nel 2018. Di che si tratta? Dell’ormai celebre piedistallo in marmo disegnato da Sir Charles Barry nel 1841, e pensato per ospitare una statua equestre poi non realizzata per mancanza di fondi. Ne avevamo parlato a gennaio, annunciando la lista dei finalisti che comprendeva anche Huma Bhabha, Damian Ortega, Raqs Media Collective e Heather Phillipson, quest’ultima scelta per il 2020 con l’opera The End.

UN PROGETTO INIZIATO NEL 2006

The Invisible Enemy Should Not Exist è un progetto iniziato da Rakowitz nel 2006, che si propone di ricreare oltre 7mila reperti archeologici rubati dall’Iraqi Museum di Mosul durante la guerra o distrutti a causa degli scontri armati. Per il Fourth Plinth l’artista ha scelto di ricreare un Lamassu, rappresentazione dello spirito benefico protettivo, spesso messo a guardia dei palazzi e delle case, con la testa umana e il corpo alato di toro, che si trovava all’ingresso della Porta Nergal di Ninive dal 700 a. C.. La scultura sarà realizzata con lattine vuote di uno sciroppo iracheno, a simboleggiare l’industria del Paese decimata dalle guerre. Diversissima l’opera selezionata per il 2020, una scultura neo pop nella quale la Phillipson raffigura un ciuffo di panna con due ciliegie aggredite da due mosche. I due artisti scelti vanno ad allungare una prestigiosa lista di vincitori che negli anni scorsi ha visto di scena Mark Wallinger, Bill Woodrow, Rachel Whiteread, Marc Quinn, Thomas Schütte, Antony Gormley, Yinka Shonibare, Elmgreen & Dragset, Katharina Fritsch, Hans Haacke, e lo scorso anno David Shrigley. Eccone alcuni nella fotogallery…

https://www.london.gov.uk/fourthplinth