L’arte british è Brexit o Bremain? Risposte al V&A, qui le immagini di Collecting Europe

Un festival dedicato alla storia politica e culturale dell'Europa, immaginate nel futuro: Collecting Europe è una serie di eventi al museo di South Kensington, vincitore del premio dell'Art Fund per il miglior museo britannico del 2016

La notizia è di qualche giorno fa, il primo febbraio: il voto del Parlamento britannico approva la strada intrapresa da Theresa May, a capo del governo Tory, rispetto al futuro della Gran Bretagna. 498 parlamentari, contro 114 dissidenti, hanno segnato un’altra tappa nel processo di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, a seguito del referendum popolare dello scorso 23 giugno, dopo che il 52% dei votanti si è dichiarato favorevole al divorzio dall’Unione. Nel mondo dell’arte e della cultura, il Victoria and Albert Museum di Londra è una delle poche istituzioni britanniche ad aver preso una posizione articolata rispetto alla questione: e l’ha fatto con uno spunto di tipo critico, commissionando un progetto artistico aperto alle interpretazioni. Che ne sarà del futuro dell’Unione, si chiedono diversi artisti ospiti al museo di South Kensington, e in un domani molto lontano, nel 4017? In questi giorni, fino a martedì sette febbraio, l’Europa è celebrata attraverso installazioni, performance, incontri con professionisti delle arti e della cultura, workshop, visite guidate. Collecting Europe è la risposta da parte di scrittori, musicisti, artisti e ricercatori in vari campi agli ultimi sviluppi politici, oltre e al di qua della Manica.

REALPOLITIK E CITTADINANZA CONTEMPORANEA

Artisti come Rosa Barba, Constant Dullaart, Jasleen Kaur riflettono con opere video, performance e talk su utopia e distopia; realpolitik e cittadinanza contemporanea; credo politici e strategie della cultura made in UK, all’indomani del referendum. Gli interventi sono più o meno visibili nello sterminato museo: l’Inno alla Gioia di Beethoven, inno dell’Unione, risuona nello spazio, frammentato da Remco Torenbosch, che ha registrato i singoli strumenti dell’orchestra. Altri progetti chiedono l’intervento del pubblico, come quello di Onkar Kular e Common Initiative: la loro installazione rilascia un passaporto fittizio per chiunque voglia iscriversi a Europa, un progetto metapolitico aperto a tutti (ma relegato alla sola rete). E ancora, workshop di fotografia, map-making e scultura, dalla mattina al tramonto. Uno degli ultimi progetti del direttore uscente Martin Roth, dimissionario a seguito di un referendum che, secondo le sue parole al domani del voto, avrebbe distrutto “il futuro dei nostri figli”. Al neo-eletto successore Tristram Hunt, storico e parlamentare Labour a Westminster, il compito di gestire l’importante museo, in uno scenario dai confini tutt’altro che certi. Qui intanto una carrellata di immagini dal V&A…

– Elio Ticca

Fino al 7 febbraio 2017
Collecting Europe
Victoria and Albert Museum, Londra
www.vam.ac.uk/articles/collecting-europe-artist-commissions

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Elio Ticca

Elio Ticca

Nato a Nuoro nel 1988, si laurea allo IUAV di Venezia in arti visive e dello spettacolo. È in partenza per il Regno Unito per approfondire i propri studi in storia dell'arte alla University of Leeds, attratto dalle connessioni fra…

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