Cardo e decumano. Il Salone del Mobile volge al classico

Siamo dentro quell’enorme labirinto che è il Salone del Mobile, all’interno della Fiera di Rho. Vi raccontiamo qual è l’impostazione quest’anno, cosa ci fa da queste parti Matteo Garrone, quali stand non perdere per nulla al mondo. E poi Salone Satellite, una mostra nella mostra alla Triennale di Milano e un’altra mostra fra i padiglioni.

Il backstage del cortometraggio di Matteo Garrone - photo di Paolo Alberto Gatti per Ciarmoli Queda
Il backstage del cortometraggio di Matteo Garrone - photo di Paolo Alberto Gatti per Ciarmoli Queda

Un ritorno alla riflessione sull’abitare puro, legata a un quotidiano tanto saldo da essere definito classico. Riuniti sotto la direzione artistica dello Studio Ciarmoli Queda, tutti gli eventi del 55esimo Salone del Mobile. Milano 2016 riportano l’accento sulla qualità dell’abitare nella sua accezione “meravigliosa”, ovvero legata a una classicità sinonimo di attualità e innovazione.

UNA MOSTRA MATRIOSKA
Per raccontarlo, i curatori hanno pensato a una mostra matrioska, Before Design: Classic, che si articola in 800 mq di esposizione (Pad. 15, F15/H18). In otto stanze che ricalcano l’impianto della villa palladiana, si susseguono installazioni multimediali, interventi tessili come quelli di Lisa Rampilli, che usa i velluti come una volumetria su cui lavorare per sottrazione, o le decorazioni di piatti di ceramica di Marco Basta, solo per citarne alcuni. La suggestione è il fil rouge.
Nel cuore dell’allestimento, invece di una rotonda troviamo un teatro “all’antica”, ispirato al Teatro Olimpico di Sabbioneta. Secondo Simone Ciarmoli e Miguel Queda era questa, infatti, la location appropriata per la proiezione del cortometraggio dell’ormai pluripremiato Matteo Garrone, il quale, con le sue immagini fortemente evocative, ospita in paesaggi immaginari tra passato e futuro il mobile, vero protagonista della scena.
Ho accolto con grande piacere la sfida di raccontare i mobili in modo non didascalico e all’interno di un impianto cinematografico”, dice il regista. “Mi è piaciuta molto l’idea di partenza, che vede il classico inteso come bello in senso più ampio attraversare le diverse epoche, mantenendo le proprie caratteristiche di attualità e contemporaneità e gettando un ponte verso il futuro. Per questo ho immaginato uno scenario post-atomico, un mondo distrutto dal quale i bambini (che incarnano lo sguardo puro, la capacità di vedere il bello) salvano dalle macerie alcuni pezzi, vere e proprie ‘perle’ che si sono conservate nel tempo”.

DALLE STANZE AL SATELLITE
Un concetto di abitare in linea con le riflessioni messe in mostra da Beppe Finessi, curatore della mostra Stanze. Altre filosofie dell’abitare presso il Palazzo dell’Arte, nell’ambito della 21esima Esposizione Internazionale de la Triennale di Milano, che indaga l’importanza dell’interior design dalle sue radici storiche alle sue accezioni contemporanee.
Accanto ai padiglioni dedicati al Salone Internazionale del Bagno e a EuroCucina, arriva immancabile, ormai alla sua 19esima edizione, anche il Salone Satellite, cuore della creatività fresca nell’establishment del design. Quest’anno i suoi giovani progettisti si confrontano con il tema Nuovi materiali, nuovo design / New Materials, New Design. A solleticare la curiosità dei visitatori del Salone, anche una campagna di comunicazione ad hoc: “O ci sei, o ci devi essere”, per condividere su un’unica piattaforma le suggestioni di chi, a diverso titolo, partecipa con entusiasmo a questo grandissimo evento.

Uno schizzo di Atelier oï per USM
Uno schizzo di Atelier oï per USM

DON’T MISS THEM
Per una visita in Fiera non possono mancare i nostri suggerimenti sui “salotti” da non perdere. La prima avventura architettonica è quella dello stand Zanotta (Pad. 16, A23-B16), i cui progettisti si sono liberamente ispirati alla Villa Muggia (1936) di Piero Bottoni per la riedizione del tavolo Fenice e di tutta la linea di nuovi prodotti associata, in un contrasto aperto tra geometria e vegetazione. Immancabile il contributo di Cassina (Pad. 20, D01-E01 E06-F06). Sotto l’art direction di Patricia Urquiola, il progetto Origins of the Future è ispirato al Rietveld Pavilion (Kröller-Müller Museum, Otterlo, 1955).
Il jetset di Driade (Pad. 20, E05-F08) per questo Salone fa disegnare il suo LivingRoom a Philippe Starck, Konstantin Grcic, Naoto Fukasawa, Alberto Lievore, Fredrikson Stallard e Ludovica+Roberto Palomba. Moroso (Pad. 16, A29-B22), ancora una volta, pensa in grande: otto le collezioni firmate da talentuosi designer, a cui si affiancano per l’occasione anche un gruppo di giovani progettisti che con l’azienda firmano la loro prima seduta imbottita.
Un richiamo antropologico alle proprie radici che ha il valore di un tributo: lo stand di Natuzzi (Pad. 16, E41-F40 e Pad. 14, B18-B22) celebra la Puglia, cuore produttivo dell’azienda e fonte di continua ispirazione per lo sviluppo delle proprie collezioni. Have a look inside the box, invece, è l’installazione ideata da Atelier oï per festeggiare il 50esimo anniversario dell’azienda svizzera USM (Pad. 20, Stand F14), produttrice di quel classico tra i contenitori modulari che è USM Haller.

Flavia Chiavaroli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #30 – speciale design

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua 
inserzione sul prossimo Artribune

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Flavia ChiavarolI
Architetto, exhibition designer e critico freelance. Osservatrice attenta e grande appassionata di architettura ed arte moderna e contemporanea riporta la sua esperienza nell’organizzazione di workshop, collabora con artisti e fotografi e aggiornando i principali social network. Dal 2012 si occupa di progettazione di mostre ed eventi.