Google Maps è un’illusione. Qui Tallinn

Saper leggere una cartina geografica, esattamente come accade per un’opera d’arte, richiede una buona capacità di astrazione. Le cartine sono state, in passato, anche proiezioni fantastiche di aspirazioni, desideri e qualche volta addirittura delle paure di chi le disegnava. Di terre inesplorate, però, oggi non ne esistono più e basta aprire Google Maps per avere una rappresentazione oggettiva del mondo in cui viviamo. Ma è davvero cosi?

Museo dell'occupazione, Tallinn (dettaglio)
Museo dell'occupazione, Tallinn (dettaglio)

TALLINN È UN’ISOLA FELICE?
Mi trovo a Tallinn, la capitale più a nord delle tre repubbliche baltiche che fronteggiano la penisola scandinava. Nel 2011 è stata Capitale Europea della Cultura e custodisce le sue raccolte d’arte in una costruzione avveniristica come il Kumu, che ha ricevuto alla sua apertura nel 2008 il premio come miglior museo europeo dell’anno.
Di musei Tallinn ne ha molti altri, di varie dimensioni e contenuti, tutti sempre estremamente curati. Il Borgo medioevale che ne costituisce il centro storico è forse il meglio conservato d’Europa, la città è completamente cablata (Skype è nata qui), il tasso di occupazione della popolazione tra i più alti della EU… Insomma, a prima vista è un’isola felice.
Però il confine russo sta a soli duecento chilometri e, dopo l’annessione della Crimea, la tensione si taglia con i coltello. Il ricordo del dominio sovietico terminato nel 1991 è ancora fresco e il Museo dell’occupazione dell’Estonia e il Museo della Storia estone sono stati costruiti apposta per non dimenticarlo.

Museo dell'occupazione, Tallinn
Museo dell’occupazione, Tallinn

L’INCLINAZIONE DELLA MAPPA
Sono atterrato qui pochi giorni fa, la differenza di fuso orario con Roma è di un’ora, il volo diretto ci ha impiegato quattro ore e, quando apri Google Maps, quel che visualizzi è una linea retta quasi perfettamente verticale, oltre il confine a est a stento percepisci due nomi: San Pietroburgo e Mosca.
Ma basta ruotare di qualche grado a sinistra l’inclinazione della mappa per trovarsi innanzi a uno scenario completamente differente. Se a destra della cartina ora sta Mosca, il cambio di prospettiva dà le vertigini: perché le repubbliche baltiche appaiono questa volta come la naturale continuazione dell’immenso territorio russo.
Fra Tallinn e San Pietroburgo la differenza di fuso orario anche in questo caso è di un’ora, ma un volo diretto da Mosca impiega 74 minuti.

Museo dell'occupazione, Tallinn
Museo dell’occupazione, Tallinn

UN FRONTE A NORD DELL’EUROPA?
Secondo Rand Corporation, un think thank che “pensa” per l’establishment militare Usa, l’esercito russo potrebbe conquistare Estonia e Lettonia in meno di tre giorni, mentre la Nato ne impiegherebbe almeno sette per rispondere con forze in ogni caso inferiori. Uno scenario solo virtuale, secondo alcuni.
Certo, l’Estonia non è la Siria, ma intanto Ash Carter, segretario del Ministero della difesa americano, pochi giorni fa ha quadruplicato il budget per la difesa militare nell’Est Europa. Le repubbliche baltiche nel 2004 si sono precipitate ad aderire alla EU per infilarsi sotto la coperta Nato, ma a Tallinn le chiese più belle restano quelle ortodosse.
L’emergenza che tormenta il sud dell’Europa la conosciamo bene, ma al nord non sembra comunque che si possano dormire sonni tranquilli.

Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Milano, Catania, New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste Belfagor di Luigi Russo e Alfabeta di Nanni Balestrini. Nel 1984 cura l’edizione di “Moda e Musica nei costumi di Sylvano Bussotti”. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come L’Uomo Vogue, Vogue Pelle e Vogue Tessuti. Nel 2001 fonda Apstudio che fornisce consulenze di comunicazione e trend forecasting ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Per questa attività, oltre ai Paesi europei, sono gli Stati Uniti e la Cina le mete più frequenti dei suoi spostamenti. Nel 2013 e 2014 dirige Tar magazine, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di Huffington Post Italia, nel 2016 ha pubblicato insieme all’economista Maurizio Caserta “Mediterraneo Sicilia Europa. Un modello per l’unità europea” e ha fondato l’Associazione che porta lo stesso nome.