Ripartiamo dal patrimonio. L’editoriale di Fabio Severino

Il patrimonio è il primo terreno d’incontro tra pubblico e privato, dove si può finalmente consumare il matrimonio tra mondi che ancora dialogano con difficoltà. Perché non si capiscono, perché parlano lingue diverse.

Ottimisti, Pessimisti e Realisti

OTTIMISTI, PESSIMISTI E REALISTI
Pubblico e privato non dialogano, e si nascondono sotto l’alibi delle diverse finalità – uno è commerciale, l’altro è sociale. Ma non è questo l’ostacolo. Si tratta solo di prospettive, di punti di vista.
Il privato deve fare capitale, remunerare il lavoro e i soci investitori: è la sua natura. Il pubblico deve offrire servizi alla collettività: deve farlo bene e senza sprechi. Quindi i servizi pubblici devono smetterla di voler essere solo abbondanti (tanti autobus, tante scuole, tanto tutto) e capillari, anche dove non c’è domanda o dove ce n’è in diversa natura e misura.
Oggi ho trovato una claim su Facebook: l’ottimista vede il bicchiere mezzo pieno, il pessimista mezzo vuoto, il realista lo rabbocca, ci mette il ghiaccio e brinda. Allora tiriamo fuori il pragmatismo e siamo realisti.

Patrizia Asproni, Presidente della Fondazione Torino Musei
Patrizia Asproni, Presidente della Fondazione Torino Musei

LA SOLUZIONE? DELEGA ALLA FRANCESE
C’è troppo patrimonio in Italia, e va in malora: abbandonato, trafugato, disperso. Mentre ci sono migliaia di energie, giovani e meno giovani, pronte a prendersene cura. La chimera che la pubblica amministrazione possa tenere il cappello su tutto va fugata: la tutela non è autocrazia. Come dice Patrizia Asproni, “se già iniziassimo a chiamarlo delega, alla francese, invece di concessione, il rapporto potrebbe essere paritario, reciproco e non subordinato”.
È di reciprocità che abbiamo bisogno: imprenditore privato e proprietario pubblico devono essere alleati perché ognuno svolge un ruolo e trae un beneficio dalla collaborazione. Si facessero allora censimenti seri, finalizzati non tanto a cosa si possa vendere, quanto per cosa se ne possa delegare la tutela e la valorizzazione. Con la gold rule che le modalità siano lasciate alla libera iniziativa di chi se ne prende cura e carico.

Il riallestimento delle otto sale degli Uffizi, finanziato da Salvatore Ferragamo
Il riallestimento delle otto sale degli Uffizi, finanziato da Salvatore Ferragamo

PAROLA CHIAVE: INTRAPRENDERE
Se per far quadrare i conti devono mettere più o meno servizi commerciali, la PA non deve giudicarne la sostanza ma controllarne la forma. Ovvero che non siano a detrimento dell’offerto culturale, non vi sia svilimento o mortificazione del progetto sociale.
Per il resto, chi rischia lavoro e soldi deve tenere il timone, deve intraprendere. E allora sì che l’occupazione culturale crescerebbe con numeri da capogiro, e che l’amore per il territorio, le radici, le tradizioni, la storia potrebbe trasformarsi in economia. Economia della cultura.

Fabio Severino
project manager dell’osservatorio sulla cultura
università la sapienza e swg

Articolo pubblicato in versione ridotta su Artribune Magazine #25

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Fabio Severino
Fabio Severino, dottore di ricerca in Comunicazione e Master in Business Administration presso l'Università di Roma La Sapienza, è titolare dello studio di marketing strategico Yocandra srl. Inoltre è vicepresidente dell'Associazione per l'Economia della Cultura, professore a contratto di “Economia e gestione delle organizzazioni culturali” e responsabile dell'area cultura del Centro di ricerca CITTA presso l'Università di Roma La Sapienza, coordinatore del modulo marketing del Master in “Economia della Cultura” dell'Università di Roma Tor Vergata, responsabile dell'area cultura dell'Osservatorio sulle Strategie Europee per la Crescita e l'Occupazione. Editor del trimestrale “Economia della Cultura” de ilMulino, tra le sue pubblicazioni: Economia e marketing per la cultura (FrancoAngeli, 2011), Marketing dei libri (ed. Bibliografica, 2012), Heritage Marketing (FrancoAngeli, 2007), Un marketing per la cultura (FrancoAngeli, 2005), Comunicare la cultura (FrancoAngeli, 2007), Sette idee per la cultura (Labitalia, 2005).