Tutta l’arte al Salone del Libro di Torino

È aperto fino a lunedì 18 maggio la 28esima edizione del Salone Internazionale del Libro. Quest’anno il tema è “Le Meraviglie d’Italia” e vede come Paese ospite d’onore la Germania (ma molti altri Stati hanno un proprio stand, e fra di essi va citata senz’altro la Romania). Ospite d’onore regionale: il Lazio. In tutto questo l’arte che figura ci fa?

Hacca al Salone del Libro
Hacca al Salone del Libro

Impossibile rendere conto della ricchezza straordinaria del Salone Internazionale del Libro 2015, anche nella sua estensione di Salone Off (grazie al quale si spande per città e comuni limitrofi, per cui si può incappare, per dire, in Marc Augé a Chieri) Ci limitiamo allora ad alcune segnalazioni, focalizzando l’attenzione sull’arte. Va però innanzitutto citata una coppia di settori in ascesa e sempre stimolanti: l’Incubatore, con editori che hanno meno di due anni di vita (31 presenze quest’anno); e Casa Cookbook, area che è raddoppiata e che conta new entry di spessore come Phaidon, Gambero Rosso e Slow Food. Senza dimenticare una bella lounge condivisa con il Circolo dei Lettori e arredata da Lago.
Dicevamo dell’arte. Il tema si presta perfettamente, anche se poi lo svolgimento è affidato soprattutto ai soliti nomi (Sgarbi, Caroli, Daverio): d’altro canto, il Salone è un evento di massa. Ma non mancano interventi più ricercati, e allora c’è Vincenzo Trione insieme a Carlo Ratti, o Vincenzo Castella con Francesco Jodice.
Piccolo focus sul graphic design: alcune case editrici, spesso vicine a Ifix e a quel geniaccio di Maurizio Ceccato, fanno bella mostra di copertine e soluzioni editoriali che rendono piacevole maneggiare un buon romanzo. Discorso che vale per 66thand2nd e Del Vecchio di Roma o per Henry Beyle di Milano, fra gli altri. E che è un poco più maturo delle pur sempre stilose soluzioni “monocolore” alla Sellerio, alla Aragno, alla Polillo.

Fausto Lupetti
Fausto Lupetti

L’attenzione alla confezione si estende anche alla cura degli stand, che pare il dato più evidente di questa edizione. Perché, francamente, la visita rischia di mettere a dura prova anche la pazienza del bibliomane più incallito, al netto della gran fetta di visitatori che lettori forti non sono e si imbottigliano nei megastand dei grandi gruppi come Giunti. E così non c’è solo più lo stand Adelphi, da anni invariato ma intoccabile, acquario isolato dalla ressa esterna. Ci sono anche – e sono sempre solo alcuni esempi – Edizioni di Comunità con le soluzioni vintage in omaggio a Olivetti; Iperborea che – ma come han fatto a non pensarci prima, loro che sono specializzati in letteratura nordica?! – si fa arredare una piccola zona lounge da Ikea; Fausto Lupetti che ricorre ai pallet, perfetti per esporre e riporre; o ancora Rubbettino con un’area tutta giocata sul modulo dell’imballaggio in legno.
Grande impegno come sempre da parte del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, fra la decorazione dell’Arena del Bookstock Village e laboratori per bambini che hanno un successo garantito. Ed è proprio il settore dei libri per bambini e ragazzi, insieme a quello di fumetti e graphic novel, che spesso regala di più a livello d’impatto visivo e creatività. Che si tratti di Artebambini o di Bao con Zerocalcare, di Coconino Press o dell’immarcescibile Corraini con i suoi Munari e non solo, fino a ElectaKids.
E gli editori specializzati in arte (contemporanea)? I più piccoli e settoriali al Salone non ci sono mai (postmedia e Johan and Levi, per fare i nomi più rilevanti). Resta qualcosa, ma si vede che l’investimento non è enorme: c’è Contrasto con un piccolo stand; c’è la corazzata Logos con la supercorazzata Taschen; il consueto stand gigantesco di Editalia, ingessato… E poi qualche piccola chicca, come un Pistoletto in vetrina da Bompiani, le irriverenze street di Mondo Bizzarro, le curatissime edizioni di Pagine d’Arte.

Iperborea al Salone del Libro
Iperborea al Salone del Libro

Chicca fra le chicche, però, è lo stand di Hacca, giovane editore di Matelica. Ben impostato, pulito, ordinato. Le grafiche sono curate dal suddetto Ceccato, che con loro pubblica anche. E discretamente, fra una corsia e l’altra, una mostra che ha come medium-oggetto, naturalmente, il libro: la cura Pietro Gaglianò, e gli artisti sono Maura Banfo, Angelica Bergamini, Silvia Camporesi, Mirko Canesi, Elena El Asmar, Francesca Gagliardi, Serena Fineschi e Maria Lucrezia Schiavarelli.
Chiudendo sugli eventi in città, almeno due segnalazioni. Il nuovo lavoro di ConiglioViola, Le notti di Tino di Bagdad, esperienza itinerante in tutta la città che mixa mobilità pubblica e realtà aumentata. E l’iniziativa Lib[e]ri d’Arte promossa dalla Fondazione Torino Musei, con i cataloghi delle mostre distribuiti gratuitamente nelle sedi delle Circoscrizioni.

Marco Enrico Giacomelli

www.salonelibro.it

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Dario Salani

    tra gli editori specializzati in arte ci siamo noi: http://prinp.com/blog/
    un caro saluto.
    dario