New York Art Week. È tempo di Armory

Appena il tempo di disfare la valigia di ritorno da Arco Madrid, ed è di nuovo tempo di partire. Destinazione: New York. Per vedere come sta reagendo Armory alla concorrenza di Frieze. E, almeno da quanto si legge, pare assai bene. Eccovi intanto una guida alle fiere in corso questa settimana. E restate connessi per i consueti updates.

Lo stand di Thaddaeus Ropac all’Armory Show 2014

ARMORY: NUMERI E BELPAESE
Almeno un primato, l’Armory Show l’ha mantenuto: è la prima fiera dell’anno a New York, a cui segue – per citare soltanto la più agguerrita concorrente – Frieze a metà maggio. Iniziamo dai numeri: le gallerie ai nastri di partenza sono 199 provenienti da 28 Paesi, suddivise tra i Pier 92 (dove è allocato il moderno, con 56 gallerie) e 94 (con il contemporaneo e le sue 143 gallerie). In quest’ultimo settore trova spazio anche il focus sull’area MENAM – Medio Oriente, Nord Africa e Mediterraneo curato da Omar Kholeif (in forza alla Whitechapel di Londra) e in partnership con Edge of Arabia. Sezione a cui prestare particolare attenzione è Armory Presents, con progetti di (bi)personali da parte di gallerie nate non prima di dieci anni fa. Il 2015 segna anche l’ufficializzazione del programma Armory Arts Week: ma di questo parleremo più approfonditamente domani, con una panoramica delle mostre da non mancare nella Grande Mela, a partire dalla Triennale del New Museum.

Andrea Sala - L’ultima sigaretta
 - veduta della mostra presso la Federica Schiavo Gallery, Roma 2011
Andrea Sala – L’ultima sigaretta
 – veduta della mostra presso la Federica Schiavo Gallery, Roma 2011

Insomma, lo staff guidato da Noah Horowitz sembra essersi dato particolarmente da fare negli ultimi dodici mesi, per cui è giustificato un certo orgoglio quando quest’ultimo rimarca il fatto che “un certo numero di importanti gallerie sono tornate in fiera, così come parecchie gallerie giovani e provenienti da diverse aree del mondo, che hanno scelto di esporre con noi per la prima volta”. E fra questi ritorni c’è anche Massimo De Carlo. Veniamo così alla partecipazione italiana: oltre a De Carlo, dunque, Cardi, De Cardenas, Lisson (che citiamo per la sua sede milanese, affiancata a quelle di Londra e New York), Monitor, Lorcan O’Neill, P420, Lia Rumma; Federisca Schiavo sta nella sezione Presents e porta Andrea Sala, mentre al Pier 92 si segnalano James Barron (che ha sedi a Roma e a South Kent), la Galleria d’Arte Maggiore di Bologna e Mazzoleni da Torino (con seconda sede a Londra). Pronti dunque? Per iniziare col piede giusto, non scordatevi che domani 4 marzo si comincia con l’Armory Party, che si tiene nientemeno che al MoMA. Un evento benefit per il quale potete spendere anche – nella versione Lead Benefactor ticket – 10mila dollari…

Leonardo Ulian, Tesla remixed, 2014  - Courtesy: The Flat - Massimo Carasi - photo Filippo Armellin
Leonardo Ulian, Tesla remixed, 2014 – Courtesy: The Flat – Massimo Carasi – photo Filippo Armellin

LE ALTRE FIERE
Da non mancare innanzitutto Independent, che non pochi grattacapi rischia di creare ad Artissima con la sua versione Projects, che l’anno scorso si è tenuta proprio a novembre. Qui la presenza italiana si legge sin dal media partner, che è Mousse. Fra le gallerie, che provengono da 14 Paesi, l’Italia è rappresentata unicamente da kaufmann repetto. Spazi espositivi disegnati in collaborazione con Jonathan Caplan, sito artsy, un numero ben calibrato di stand. Insomma, la fiera diretta da Laura Mitterand è di quelle che o funzionano benissimo o deludono amaramente. E naturalmente ci auguriamo si verifichi la prima ipotesi.
Ci sono poi le fiere itineranti. Volta porta al Pier 90 proprio 90 gallerie che arrivano da 34 nazioni. Il format è quello consolidato dei solo show, e dall’Italia arriva Leonardo Ulian (portato da The Flat). Al Metropolitan Pavilion è in scena invece Pulse, e qui ci piace nominare innanzitutto Fabiano Parisi, che è nella shortlist del New York 2015 Pulse Prize insieme alla sua galleria londinese, la Cynthia Corbett. Presenza nostrana nel comparto gallerie: Antonio Colombo e MC2 da Milano. Nel terzetto delle itineranti c’è infine Scope, che per festeggiare i quindici anni si sposta anche lei accanto ad Armory e – alle sessanta gallerie partecipanti – propone uno spazio aperto. Peccato per l’assenza, in questo caso, di presenze italiane.

Claudio Parmiggiani, Senza Titolo,1985
Claudio Parmiggiani, Senza Titolo,1985

Ultima tripletta che comprende Moving image, allocata al Waterfront Tunnel e con una preview online su ArtSy. Il focus è – nomen omen – sui video e i suoi derivati, con stand personali. Focalizzazione su un medium anche per art on paper, con gallerie in gran parte newyorchesi, mentre chiude la panoramica The Art Show, la fiera organizzata da ADAA – Art Dealers Association of America che raccoglie quest’anno 72 presenze. E qui segnaliamo Bortolami che porta in solo show Claudio Parmiggiani, Luhring Augustine con Michelangelo Pistoletto e Michael Werner con Gianni Piacentino.

Marco Enrico Giacomelli

New York // dal 5 all’8 marzo 2015
The Armory Show
PIERS 92 & 94
12th Avenue @ 55th Street
www.thearmoryshow.com

New York // dal 5 all’8 marzo 2015
Independent
548 W 22nd Street
www.independentnewyork.com

New York // dal 5 all’8 marzo 2015
Volta
PIER 90
12th Avenue @ 50th Street
www.ny.voltashow.com

New York // dal 5 all’8 marzo 2015
Pulse
THE METROPOLITAN PAVILION
125 W 18th Street
www.pulse-art.com/new-york/

New York // dal 6 all’8 marzo 2015
Scope
THE METROPOLITAN PAVILION
639 W 46th Street
www.scope-art.com

New York // dal 5 all’8 marzo 2015
Moving image
WATERFRONT NEW YORK TUNNEL
269 11th Avenue
www.moving-image.info

New York // dal 5 all’8 marzo 2015
art on paper
PIER 36
299 South Street
www.thepaperfair.com

New York // dal 4 all’8 marzo 2015
The Art Show
PARK AVENUE ARMORY
Park Avenue at 67th Street
artdealers.org/the-art-show/information

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.