Benedetto Luigi Compagnoni. Cosa farò da segretario regionale piemontese del Mibact

A pochi giorni dall’insediamento a Palazzo Chiablese, Benedetto Luigi Compagnoni racconta ad Artribune i primi interventi da segretario regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per il Piemonte. Tra i compiti, il supporto necessario alla creazione del Polo Reale di Torino e del Polo Museale Regionale, con un occhio di riguardo al settore turistico. Lo abbiamo incontrato durante la preview della mostra di Tamara de Lempicka.

Palazzo Chiablese, Torino - photo Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010 © MuseoTorino-Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte
Palazzo Chiablese, Torino - photo Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010 © MuseoTorino-Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte

Quali sono i primi interventi e quali linee guida seguirà?
I primi interventi sono quelli legati alla realizzazione del piano ministeriale, che richiede il supporto necessario alla creazione del Polo Reale di Torino e del Polo Museale Regionale. Per arrivare a costituire queste due nuove entità, innanzitutto ci occuperemo delle incombenze amministrative, impiegando risorse sia umane sia finanziarie, seguendo le direttive del Ministero centrale.
Inoltre, la gestione ordinaria del Segretariato ex Direzione Generale va portata avanti, come anche i rapporti con le altre Soprintendenze. Il Segretariato non è più titolato a emanare provvedimenti di tutela, di cui invece si occupa un’apposita Commissione regionale per il Patrimonio, composta da tutti i soprintendenti di settore, dai rappresentanti degli istituti interessati e presieduta dal Segretario regionale. E la prima cosa che abbiamo fatto è stata riunire la commissione, tre giorni dopo l’arrivo di noi nuovi dirigenti.

Oltre ai membri della Commissione, il vostro staff da quante persone è composto e come è organizzato?
Il Segretariato è composto da 41 persone ed è ancora strutturato come la Direzione regionale. Al momento della costituzione vera e propria dei due nuovi poli bisognerà forse ridisegnare la struttura, in funzione delle collaborazioni e delle competenze.
Una delle novità riguarda per esempio le funzioni ministeriali relative al Turismo, che sono state assegnate ai Segretariati regionali. Anche se di competenza certamente regionale, questa compenetrazione tra turismo e beni culturali è proprio il target a cui dobbiamo fare riferimento.

Il nuovo direttore verrà nominato entro l’estate.
Dovrebbe essere nominato non prima di maggio. C’è una commissione che sta valutando le domande [il termine per la richiesta è scaduto il 19 febbraio, N.d.R.], che mi dicono siano abbastanza numerose.

Potrebbe restare lei alla guida del Polo?
No, perché non ho fatto la domanda! [Sorride, N.d.R.]

Polo Reale di Torino
Polo Reale di Torino

In questi giorni sta affrontando una sorta di passaggio di consegne o è già subentrato a tutti gli effetti?
Sì, ed è tuttora in corso. Da un lato, con il precedente direttore Mario Turetta stiamo formalizzando tecnicamente il passaggio di consegne che verrà firmato a breve. Dall’altro, attendiamo il passaggio di alcune competenze dalle varie soprintendenze al Polo Reale, e quindi al Segretariato, che ad interim ne gestisce il lavoro fino a quando sarà nominato il nuovo direttore. Questo cambiamento è più complesso, per via della gestione delle risorse umane, ora in forza sia ai musei sia al polo. Per quanto riguarda il personale, dovremo prevedere un passaggio sindacale e tutti i provvedimenti del caso.

Turetta le ha dato qualche consiglio?
Sì, ci siamo incontrati e il suo consiglio è stato quello di continuare i rapporti con le altre istituzioni. Mi ha dato inoltre qualche informazione pratica sul lavoro di tutti i giorni e sull’attività della Direzione.

Con quali risorse lavorerete per la creazione dei due nuovi poli museali? Sono stati fatti degli investimenti?
Per questo dobbiamo ancora attendere le indicazioni della Direzione generale del bilancio. Data la situazione veramente drammatica, temo che il budget non verrà aumentato, ma questa è la mia visione da pessimista, o meglio, da ottimista informato. Mi auguro che ci sarà investimento nella cultura e soprattutto nella valorizzazione.
In realtà forse si può operare su un piano diverso: ampliando la collaborazione che c’è stata finora con il privato, con le aziende. E forse le risorse potrebbero trovarsi proprio lì, piuttosto che ricorrere ai soliti provvedimenti ministeriali che purtroppo si riducono di giorno in giorno. Per dare un’idea, la Direzione regionale degli Archivi ha visto ridursi il budget, già molto ristretto, del 20%.

Tamara de Lempicka
Tamara de Lempicka

Seguendo la tendenza anche internazionale, si prosegue quindi nella direzione degli investimenti privati?
Certo. Non a caso, una delle funzioni del Segretariato è quella di coordinare gli istituti periferici nella ricerca degli sponsor secondo le disposizioni di legge.

La mostra su Tamara de Lempicka è il primo evento che seguirà durante il nuovo incarico. Cosa pensa di questa mostra?
Lei è certamente un’artista affascinante, a partire dalla sua biografia: i rapporti con D’Annunzio, il suo viaggiare in tutto il mondo, la sua voglia di libertà, condizione difficile da conquistare per una donna ebrea a inizio Novecento. Mostra certamente di rilievo, che sono ben lieto di presentare.

Angela Pastore

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Angela Pastore
Pubblicista freelance e web editor, è nata in Basilicata nel 1985. Da sempre residente a Torino, si è laureata alla facoltà di Lettere e Filosofia prima in Comunicazione Interculturale e poi in Culture Moderne Comparate. Nel frattempo, ha scoperto il giornalismo e, negli anni, ha scritto principalmente di amministrativa, ambiente, eventi culturali, musica e politiche giovanili. Collabora con diverse testate e con un'associazione no-profit di Torino che organizza mostre d'arte contemporanea in Italia e all'estero.