Modenantiquaria. La ripresa alla 29esima edizione

Una rinascita. Modenantiquaria si rifà il trucco e va in scena per la sua 29esima edizione, da oggi 14 febbraio al 22, a Modena. Si tratta della fiera più antica e longeva del nostro Paese dedicata all’alto antiquariato.

Credenza a 4 ante lastronata e radicata in noce - Surprise di Paola Cuoghi – Modena
Credenza a 4 ante lastronata e radicata in noce - Surprise di Paola Cuoghi – Modena

Cambio della guardia alla direzione per Modenantiquaria, che passa dallo Studio Lobo a ModenaFiere e novello patrocinio dell’Associazione Antiquari d’Italia. È proprio ripartendo dalla grande qualità che si promettono risultati e soddisfazioni. Centocinquanta espositori si dividono le tre sezioni: Modenantiquaria, la principale; Excelsior, rassegna sull’Ottocento; e Petra, per l’antico e la decorazione per esterni. Chicca del 2015 la mostra collaterale a cura della Galleria Estense di Modena: Le vertigini del collezionismo. Tesori nascosti della Galleria Estense, allestita con classe e sobrietà dall’architetto Ruggero Moncada.
Scorrendo la lista delle gallerie, saltano all’occhio alcuni nomi di assoluto pregio, non presenti lo scorso anno, che hanno risposto alla chiamata del modenese doc Pietro Cantore. Parliamo di Altomani & Sons, di Carlo Orsi, di Fabrizio Moretti (di ritorno dal successo strepitoso dell’asta newyorchese di Sotheby’s da lui curata). Queste gallerie (ce ne sono diverse altre) fanno chiaramente la differenza e vengono in soccorso a una manifestazione che doveva assolutamente fare qualcosa per attrarre i collezionisti dell’antico, merce rarissima in un Paese come il nostro che ha l’IVA per i beni artistici al 22%.

Angelo Morbelli, Veduta di Capo Noli, 1915 Enrico Gallerie d’Arte - Milano
Angelo Morbelli, Veduta di Capo Noli, 1915 Enrico Gallerie d’Arte – Milano

Per Modena fare la fine della fiera cugina, il Gotha di Parma (che quest’anno ha toccato uno dei momenti più difficili dalla sua fondazione), era una possibilità con alta percentuale di rischio. E allora servono oggetti straordinari, come il Genio Rezzonico di Antonio Canova in esposizione alla Galleria di Carlo Orsi, non in vendita. 165 centimetri di calco in gesso del genio situato sul lato destro del monumento a Clemente XIII Rezzonico in San Pietro a Roma, inviato da Canova nell’estate del 1794 a Girolamo Zulian per la sua residenza padovana. Oppure la Natura morta con violino, libro e frutta attribuita a Cristoforo Munari, presentata da Moretti (che ha voluto omaggiare la manifestazione con una selezione di artisti emiliani). E poi il grande Guercino della Galleria Cantore, raffigurante Francesco I D’Este (acquistato dal gallerista presso una collezione privata spagnola, a riprova del fatto che non sempre i dipinti antichi italiani lasciano la nostra penisola, ma spesso ritornano). Attribuita al Guercino da Gianni Papi, la tela presenta sullo sfondo la Ghirlandina, raramente così riconoscibile nelle opere antiche.

Antonio Canova, Genio Rezzonico - Carlo Orsi - Milano
Antonio Canova, Genio Rezzonico – Carlo Orsi – Milano

Non è oro tutto quel che luccica: ci sono senz’altro alcune dubbie attribuzioni nella sezione Excelsior, c’è sicuramente un po’ di confusione a Petra, che nonostante la bella cornice scenografica mischia sculture del Settecento con copie puramente decorative e arredi che per esterni non sono, tuttavia si intuisce un clima di rinascita. Non sappiamo ancora come chiuderanno i bilanci e le vendite, ma se quello che si voleva dare era un segnale, questo è arrivato.
Che prendano spunto le mostre mercato sorelle: è solo con oggetti straordinari che si possono attrarre i collezionisti, la fascia media è defunta, notifica e IVA non aiutano. Se si vuole lavorare, lo si può fare solamente con qualcosa di splendido e unico. Il mercato, oggi, è questo.

Giacomo Nicolella Maschietti

www.modenantiquaria.it

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http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42334/modenantiquaria-2015/