Mindmodels. Intervista a Jorinde Voigt

L’artista tedesca, dopo aver inaugurato la sua prima personale milanese alla Lisson Gallery, svela da dove nasce la sua apodittica rigorosità. Rivelando non solo i programmi futuri, ma anche un’attitudine propulsiva alla sperimentazione.

Jorinde Voigt, 4 Anker. Beobachtungen im Jetzt III, 2015 - © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London
Jorinde Voigt, 4 Anker. Beobachtungen im Jetzt III, 2015 - © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London

Dopo aver allestito tre personali alla Marie-Laure Fleisch Gallery di Roma e una mostra istituzionale al Macro, la nuova serie di lavori di Jorinde Voigt (Francoforte, 1977) si svela al di sotto del titolo Salt, Sugar, Sex. Ma quali altri pensieri, quali pratiche soggiacciono al lavoro e alla pratica compositiva dell’artista tedesca?

Quali tipi di corrispondenze la musica condivide con la tua pratica artistica?
Soprattutto i disegni e i modelli mentali che vengono direttamente connessi con i codici e le partiture musicali.

Quanto I viaggi lunghi e viaggi brevi hanno influito sulla tua sensibilità?
Un viaggio è sempre un’opportunità per abbandonare le vecchie abitudini e ricominciare freschi con una mente più aperta.

In merito alla tua attività di insegnamento a Monaco, è per te un’esperienza di completamento appagante oppure un processo addirittura catartico?
Io lo trovo appagante e promettente.

Mads Dinesen & Jorinde Voigt, Things to Wear - courtesy Lisson Gallery - photo Mali Lazell
Mads Dinesen & Jorinde Voigt, Things to Wear – courtesy Lisson Gallery – photo Mali Lazell

Colori caldi e freddi: quali tipi di contrasti/dicotomie creano e rappresentano all’interno dei tuoi sistemi cartografici?
Entrambi creano atmosfere a pelle e possibilità concatenanti, nel senso che il loro contrasto attiva un avvicendamento del colore come possibilità per un altro colore.

A proposito dei materiali con i quali spesso lavori, potresti spiegare il tuo personale approccio al cosiddetto stacco del foglio bianco?
In verità, per me il foglio bianco non ha impasse, perché rappresenta lo spazio delle possibilità.

Dunque, da dove comincia la prima linea che inizia un disegno?
Semplicemente dal desiderio di un inizio.

Quale tipo di ispirazione sottende ai recenti lavori presentati in Salt, Sugar, Sex?
Questa serie è un conglomerato di interessi e ricerche svolte per mappare organi interni e seguire la domanda primigenia: che cos’è il colore? L’infinito sguardo rivolto agli alberi, pensando al sistema nervoso, pensando ai percorsi dell’informazione, l’essere felice, l’essere curioso…

Jorinde Voigt, JA ODER NEIN - Studie 1, 2014 - © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London
Jorinde Voigt, JA ODER NEIN – Studie 1, 2014 – © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London

E in merito alla serie di sculture bronzee Sequence of Solidification process?
Questo lavoro si collega direttamente alle pozze di inchiostro in altri lavori. È un po’ come realizzare la verifica di un test, bisogna sempre stare a guardare quel che succede, promuovendo la stessa azione con la stessa attitudine, ma attraverso la composizione di diversi elementi. Questo rivela più caratteristiche di qualsiasi aspetto derivante direttamente tanto da un gesto o da una predisposizione scultorea. In questo caso il peso, le funzioni entropiche e le differenze strutturali contano, come si stesse guardando a una sorta di spina dorsale, venutasi a formare durante il vortice-reazione dell’acqua nel processo di raffreddamento.

Alla Lisson hai anche esposto una scultura creata con un kimono. Quali sono le fonti e le origini di questo lavoro?
Questo lavoro è frutto di una collaborazione con il designer berlinese Mads Dinesen. Sin dall’inizio volevamo esplorare il campo delle possibilità ricreando modelli mentali che io disegno e che volevamo trasferire su un vestito da indossare. In questo modo la descrizione dei parametri spazio-tempo vengono trasmessi e trasferiti all’azione reale.    

Futuri progetti?
Sono attualmente esposta in Russia, al Krasnoyarsk Museum Center, in una mostra d’arte erotica giapponese. A partire dal 23 febbraio, invece, alcuni miei lavori saranno esposti alla Kunsthaus di Zurigo. Poi partecipo alla mostra More Konzeption Conception now, al Museum Morsbroich di Leverkusen; dal 15 marzo a Paper is part of the picture, al Papiermuseum di Düren; dal 23 aprile a Walk The Line. Neue Wege der Zeichnung, al Kunstmuseum di Wolfsburg; dal 22 maggio a Drawing Now, all’Albertina di Vienna. Ma le mostre più importanti saranno Drawing Redefined: When Sculptors draw, al De Cordova, a Lincoln negli Stati Uniti; e Drawing now, allo Stedelijk Museum voor Actuele Kunst a Gent; e, a partire dal 15 novembre, una mia retrospettiva con nuovi lavori alla Solo Kunsthalle di Krems.

Mads Dinesen & Jorinde Voigt, Things to Wear - courtesy Lisson Gallery - photo Mali Lazell
Mads Dinesen & Jorinde Voigt, Things to Wear – courtesy Lisson Gallery – photo Mali Lazell

Potresti esprimere un augurio o formulare un pensiero che accompagni la tua ultima personale in Italia?
Mi auguro che il mio lavoro riesca a comunicare i processi e gli interessi che mi spingono a crearlo. Mi auguro che il mio lavoro condivida e spartisca con il pubblico interessi comuni, perché desidero che i miei lavori rendano possibile a chiunque indistintamente di scoprire aspetti nascosti in loro stessi, creando nuovi matrici di pensiero.

Ginevra Bria

Milano // fino al 13 marzo 2015
Jorinde Voigt – Salt, Sugar, Sex
LISSON GALLERY
Via Zenale 3
02 89050608
[email protected]
www.lissongallery.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41801/jorinde-voigt-salt-sugar-sex/

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Il dettaglio della sapienza, la vera meditazione dell’opera d’arte contemporanea , sogni di bellezze irraggiungibili , by Critic contecst Roberto Scala