La carica degli Independents

Un nugolo di realtà indipendenti e creative da tutta Italia si sono confrontate sul tema della “Bolla”. È successo alla quinta edizione di Independents, ad ArtVerona 2014. Il vincitore è stato il progetto “Presente” de La Società dello Spettacolo di Assisi. Altre quattro menzioni sono andate a Fagarazzi Zuffellato, Sguardo Contemporaneo, Sponge ArteContemporanea e Zone. Ecco i loro racconti.

Fagarazzi Zuffellato, Avvicinali
Fagarazzi Zuffellato, Avvicinali

Andrea Fagarazzi è nato e cresciuto a Vicenza, I-Chen Zuffellato è nata a Taiwan ma cresciuta anche lei a Vicenza. Ci conosciamo sin da quando abbiamo dodici anni, i nostri percorsi di vita ci hanno portato per strade diverse sino a quando nel 2003, per coincidenze professionali, ci siamo reincontrati tra Amsterdam e Berlino,  dove lavoravamo come performer con altri coreografi e registi come Emio Greco, Sasha Waltz, Michael Laub. Nel 2005 inizia il nostro percorso di ricerca come autori e performer indipendenti, realizzando opere d’arte visiva ma agendo fin da subito nella trasversalità dei generi e dei linguaggi espressivi.
Nei nostri progetti lasciamo sempre un campo d’azione molto aperto, dandoci la possibilità di scegliere, a seconda della tematica che vogliamo trattare, quale sia il medium migliore. Esploriamo il concetto di corpo attraverso l’immagine e la performance, investigando le fratture della società e l’alterità che attraversa l’identità. Questioniamo l’atto performativo, le sue forme e la sua relazione col pubblico. La nostra prima performance come autori, Io Lusso, ha ottenuto il terzo premio a Extra – segnali dalla nuova scena italiana 07/’08 per aver affrontato seduzioni e contraddizioni della società dell’immagine sabotandone i codici attraverso il linguaggio del corpo”. Ci interessa molto lavorare sul confine tra realtà e finzione, rimettendo in discussione i ruoli di attore e spettatore, e per farlo abbiamo costruito alcuni dispositivi, meccanismi di coinvolgimento e di partecipazione, che destabilizzano la percezione e la consapevolezza di sé.
Enimirc (2009-10), per esempio, è una performance complessa che attraverso un processo di decostruzione del crimine mette in discussione e in bilico il rapporto tra performer e spettatore. Mentre il pubblico è nel foyer, i due performer rapiscono dieci spettatori che vengono portati sul palco, bendati e mascherati. Nei primi venti minuti in scena vengono date loro precise istruzioni su ciò che devono fare, seguendo un disegno coreografico e di regia video. Intanto i videomaker montano in diretta le immagini che arrivano da quattro telecamere. I dieci spettatori-performer non sanno di essere filmati, mentre agli spettatori-voyeur seduti in platea il meccanismo viene svelato totalmente, come se assistessero a un set cinematografico. Enimirc non è un percorso sensoriale, è piuttosto un processo di decostruzione dello sguardo in cui tutti sono potenziali vittime, carnefici o giudici, mentre i ruoli si ribaltano e si confondono. L’opera è stata realizzata in collaborazione con i videoartisti Aqua-micans Group e sostenuta da Moving_Movimento 09 di Fabbrica Europa, React! Festival Santarcangelo 09-11, Movimenti 2010 – Teatro Fondamenta Nuove, OperaEstate Festival.
Negli ultimi anni la nostra indagine è stata stimolata da quelle realtà che la società mette ai margini, come per Kitchen Of The Future (2011-12), performance realizzata con cinquanta persone tra utenti e operatori della comunità di riabilitazione psico-sociale Centro Arcobaleno: un lavoro che parte dai traumi e dai sogni delle trentasei persone coinvolte sulla scena per confluire in una serie di ritratti che intercettano il disagio.
La nostra ultima performance HEAVEnEVER – un vano desiderio di paradiso. questo stato stupefacente (2012-13) sonda sia lo stato psicofisico indotto da sostanze stupefacenti, sia l’estasi erotica, la creazione di isole artificiali, ma anche il paradiso come luogo utopico e non ancora sperimentato.

Fagarazzi Zuffellato, Bet On Utopia
Fagarazzi Zuffellato, Bet On Utopia

I MIGRANTI IN SCENA
Bet On Utopia è il progetto presentato per la prima volta ad ArtVerona 2014. In un contesto in cui le opere si trovano in confronto diretto con il mercato, abbiamo sperimentato un dispositivo che interroga lo scambio economico tra bene e sapere. La nostra area verde ha ospitato undici progetti e cinque talk, mettendo in relazione diversI settori e realtà connessi alla conoscenza, in un incontro diretto tra visitatori attivi e artisti/ricercatori. È stato interessante osservare i visitatori tagliare la cornice, superando consapevolmente la distanza che spesso divide opera e fruitore, innescando a volte un’intimità inaspettata.
Independents ci ha permesso di sperimentare e valutare il passo successivo da compiere, ponendoci in un orizzonte che continua a generare nuovi immaginari. Il lavoro sarà adattato ad altri contesti – gallerie, musei, festival – ospitando ogni volta progetti diversi a seconda del contesto. Alla riuscita del dispositivo hanno contribuito anche i ricercatori scelti in questa edizione: S. Bonaventura, I. Bordoni, G. Ceschi e M. Lucchi, Marie Curie Research Fellows/Revammad, Miss China, E. Fontana, Ubik Teatro, S. Salvagnin, Live Arts Cultures, Teatro Carceri Due Palazzi, S. Vilardo e A.E. di Costanzo. Un ringraziamento va al generoso sostegno di Adone Brandalise, Oliviero Ponte di Pino e Damiano Pignedoli.
Da febbraio siamo anche impegnati nella produzione di un nuovo lavoro basato sul work in progress Boutiti, Douadi, Mustapha, una performance del 2013 che vedeva protagonisti tre nordafricani senza fissa dimora e senza alcuna formazione teatrale. A partire dalle storie dei singoli, abbiamo indagato i temi della condizione dello straniero, del viaggio, della morte. La performance originaria si è svolta alla Conigliera di Resana, poco prima che avvenisse la tragedia che ha visto la morte di 350 migranti al largo di Lampedusa. Abbiamo conosciuto Boutiti, Douadi e Mustapha durante i laboratori performativi condotti per la quarta edizione di Anno Incluso. Calendario dell’inclusione sociale di Vicenza e provincia, coordinato dalla Cooperativa Samarcanda di Schio.
Abbiamo così deciso di investire su tre ragazzi come testimoni-portatori di un atto di cambiamento già in essere all’interno delle nostre comunità in continuo divenire. La nuova performance sarà sostenuta dal Teatro Stabile del Veneto, ma poiché solo Mustapha rimarrà dal cast originale, lo spettacolo avrà necessariamente un altro nome e gli altri performer saranno individuati sul territorio veneziano.

Fagarazzi Zuffellato

www.fagarazzizuffellato.com


TRE CASI IN ITALIA
Sguardo Contemporaneo. Attraverso i nostri progetti, negli anni abbiamo cercato di lavorare e riflettere sul territorio e in particolare sulle periferie romane, intervenendo in spazi per lo più non istituzionali e cercando di coinvolgere pubblici sempre più vasti. Nuova Gestione, ad esempio (Roma, quartiere Quadraro nel 2012 e quartiere Casal Bertone nel 2014), è un progetto che definiamo “community-based” o “community-specific”: intervenendo con lavori artistici in spazi sfitti o in disuso, cerchiamo di riattivarli e, attraverso di essi, di lavorare con e sull’intero quartiere e i suoi abitanti. Oltre all’approccio creativo – basato da sempre su un’autorialità condivisa – il nostro lavoro si estende anche ad aspetti pratici e organizzativi, come quelli riguardanti la logistica, la comunicazione o il fundraising. Una cura del progetto a 360 gradi, che crediamo sia una forza ma anche, spesso, una necessità. Una caratteristica che definisce sempre di più le realtà indipendenti italiane.

Collettivo romano fondato nel 2007 da storici dell’arte e curatori, composto da Claudia Cavalieri, Chiara Ciucci Giuliani, Valentina Fiore, Nicoletta Guglielmucci, Fabrizio Manzari, Simona Merra, Antonio Pizzolante, Francesco Rao, Carmela Rinaldi e Saverio Verini.

www.sguardocontemporaneo.it

Sponge
Sponge

Sponge. Siamo un’associazione culturale che ha sede in un’abitazione privata, un casolare sulle colline dell’entroterra marchigiano. Attivi dal 2008, abbiamo da subito impostato il nostro lavoro su una concezione altra del rapporto fra artisti e curatori, proponendo una via diversa nel sistema creativo ed espositivo. La scelta della programmazione annuale non può prescindere da un’alchimia tra le persone e con il luogo, poiché ogni progetto viene pensato in relazione agli spazi, quotidianamente abitati e permeati da un’atmosfera unica. Perfect Number, ultima mostra di ogni stagione, giunta alla quinta edizione lo scorso luglio, vede ogni anno le nove stanze della casa “occupate” da nove artisti, nove progetti o nove spazi. Di recente, con la prima doppia residenza di artista e curatore, anche il giardino è diventato uno spazio artisticamente abitabile, trasformandosi così in una “decima stanza”.

Il direttore artistico e padrone di casa è l’artista Giovanni Gaggia, coadiuvato dal vicepresidente Davide Quadrio.  Poi ci sono Stefano Verri, Milena Becci, Federica Mariani, Daniele Vimini e Giovanna Giannini Guazzugli.

www.spongeartecontemporanea.net

Zone Cultura Visuale
Zone Cultura Visuale

Zone. Siamo un’associazione culturale indipendente nata a Milano nel gennaio del 2014. Ne fanno parte professori provenienti da università e accademie di belle arti, artisti, filosofi, economisti e pensatori. Zone è uno spazio di alterità che chiama a una responsabilità etica e discorsiva non solo rispetto all’arte, che in qualche modo deve riconsiderare la sua natura politica, ma anche rispetto alla scienza e la società. Più che ispirarsi a un progetto utopico, puramente ideale e non realmente raggiungibile, esprime una contingenza, una necessità, un modo di sopravvivere a una dimensione di disgregazione. Zone è un territorio di confronto, di teorie e di pratiche, una zona fatta di tante altre zone della cultura contemporanea.

Associazione milanese attiva dal 2004, è stata fondata da Luca Armigero, Sophie Chkheidze, Marco Cianciotta,Francesco Correggia, Domenico David, Maurizio Guerri, Barbara Nahmad, Cristina Ruffoni e Diana Turco.

www.zoneculturavisuale.org

a cura di Helga Marsala

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #22

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.