Intervista a Gianni Pasquetto, project manager MyTemplArt

Uno strumento per la catalogazione e la documentazione del patrimonio artistico pubblico e privato. È quello che propone MyTemplArt, una start-up giovane e intraprendente, che vuole sfruttare le opportunità tecnologiche per sostenere artisti, istituzioni e mercato. Ci siamo fatti raccontare come.

Il team di MyTemplArt

Siete una start-up, ma chi c’è dietro? Da che tipo di esperienza provenite?
Siamo una start-up di innovazione tecnologica nata nel luglio 2013 e impegnata nello sviluppo di soluzioni per l’arte. A livello societario la struttura è composta da soci operativi e soci finanziatori. Dal punto di vista operativo siamo supportati da un team di circa 40 persone composto da risorse interne ed esterne.

Proponete uno strumento, aperto a tutti, di catalogazione delle opere d’arte. Da cosa avete capito dell’esistenza di un bisogno in questo senso?
Ho messo in piedi il progetto MyTemplArt con la sicurezza di un’esperienza di oltre trent’anni nel settore informatico applicato alla gestione dei processi. Anni fa mi si è presentata l’occasione di effettuare una consulenza nell’ambito della vendita di una collezione privata. Grazie a questa esperienza sono entrato in contatto con decine di archivi e gallerie, rendendomi conto delle criticità legate alla certificazione e alla mancanza di strumenti adeguati a supporto dei processi. A questo si aggiunge il problema dei falsi che vengono continuamente immessi nel mercato. Questo aspetto è stato rilevato anche nei giovani artisti che ancora non hanno chiara l’importanza di certificare il loro lavoro in termini di tutela. Se è vero che gli archivi sono il futuro dell’arte, è anche vero che il coinvolgimento di tutti è altrettanto importante.

Archiviando opere si incamerano big data, che oggi sono sempre più una risorsa. Come pensate di utilizzarli?
L’aspetto principale è legato alla divulgazione. Abbiamo voluto creare un sistema che nel rispetto assoluto della privacy desse modo di condividere il maggior numero di informazioni. Allo stato attuale l’esigenza di recuperare anche la pur minima informazione è oggetto di business, MyTemplArt vuole abbattere questa barriera e consentire a tutti di cercare e condividere informazioni.

Quale è l’elemento di maggiore innovazione che avete inserito in questo progetto?
L’architettura cloud computing, la scientificità del progetto sotto diversi aspetti e la possibilità di poter catalogare moltissime tipologie di opera d’arte, con un occhio particolare verso l’arte contemporanea e quelle forme espressive più complesse come la performance e la video arte, per cui stiamo studiando forme innovative di tutela. C’è inoltre l’aspetto della doppia condivisione, in modalità pubblica (prossima release) e privata che consente con estrema immediatezza ad altri utenti di condividere le informazioni contribuendo ad alimentare il network.

MyTemplArt ad ArteFiera Bologna 2015
MyTemplArt ad ArteFiera Bologna 2015

MyTemplArt è una piattaforma per collezionisti che vogliono tenere ben ordinata la loro collezione? O c’è qualcosa di più?
MyTemplArt si rivolge a tutta la filiera del mondo dell’arte. Cultura, tutela e condivisione sono gli elementi che caratterizzano la piattaforma. Attraverso il nostro sistema c’è la possibilità di autenticare le proprie opere in modo da ottenere una certificazione tracciabile e non falsificabile.

Una piattaforma del genere sicuramente punta a una fruibilità internazionale e non solo italiana. Come pensate di sbarcare sui mercati stranieri? Con che modalità?
Già in fase iniziale di progettazione l’obiettivo era il coinvolgimento a livello internazionale. Nel febbraio 2014 abbiamo iniziato un approccio ai mercati esteri, puntando su Londra come base per il lancio internazionale del prodotto intessendo una serie di relazioni. Qualche mese dopo abbiamo deciso di aprire una sede londinese. Esiste inoltre un team estero di giornalisti già attivi sul progetto MyTemplArt già coinvolti a tutti gli effetti nel progetto.

Quali sono i vostri principali concorrenti a livello internazionale e in cosa siete meglio di loro?
Il progetto per i suoi contenuti e obiettivi non ha eguali. MyTemplArt nasce in primis in un contesto culturale e social, solo in secondo luogo c’è un obiettivo di business. Le soluzioni oggi esistenti sul mercato sono invece focalizzate fortemente, se non totalmente sull’aspetto del business. La nostra convinzione è che se nel settore dell’arte la cultura non diventa l’aspetto prioritario, le criticità attualmente presenti e già elencate, non solo non potranno essere risolte, ma diventeranno ingovernabili.

Lavorerete anche in ottica “internet delle cose”. Ci spiegate come?
Mytemplart prevede di lavorare in IoT (Internet of Things) collegando tramite un’applicazione l’autentica ad un QrCode, permettendo la rintracciabilità e l’unicità dell’oggetto catalogato. Con l’ausilio di un mobile device è possibile accedere in tempo reale all’opera e alla sua autenticazione.

MyTemplArt - Gli archivi sono la base del futuro dell'arte
MyTemplArt – Gli archivi sono la base del futuro dell’arte

Un enorme problema per chi si occupa del vostro ambito è la privacy. Non tutti i possessori di importanti opere d’arte gradiscono far sapere di esserlo. Come fate a rassicurarli?
La privacy è il valore che abbiamo messo al primo posto del nostro progetto e la soluzione tecnologica supporta questa necessità. MyTemplArt è un caveau. Condividere è una scelta, il sistema può essere impiegato anche solo come strumento di archiviazione a uso privato.

Non avete rinunciato ad avere una parte editoriale. Con un vostro magazine. Organizzato come?
Il magazine è on-line da un anno circa e si avvale della collaborazione di giornalisti attivi a livello nazionale e interazionale. Abbiamo poi una responsabile editoriale e un’addetta stampa e alle pubbliche relazioni, attive sia sul progetto MyTemplArt che nella produzione di contenuti culturali. I nostri focus sono l’archiviazione e la catalogazione non trascurando un’informazione di tipo generalista legato a queste e altre tematiche.

Parliamo dello staff. Come avete selezionato i protagonisti che collaborano al progetto?
Abbiamo un team interno che segue l’aspetto gestionale e scientifico. Nostra partner e investitore è anche la Laba, Libera Accademia di Belle Arti di Brescia. La parte tecnologica è stata demandata a un’azienda di sviluppo e innovazione di medie-grosse dimensioni del territorio veneto, mentre per quanto riguarda la parte legale, necessaria alla tutela di chi si abbona e nostra, ci avvaliamo del supporto di due studi legali importanti. C’è poi il team di giornalisti con esperienze settoriali di vario contenuto.

Quanto avete investito nella start up e cosa dice il vostro piano economico? Quando andrete in pareggio? Puntate a far entrare nuovi soci di capitale?
Sono stati coinvolti investitori privati che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, raccogliendo circa 400.000 euro. Nel 2015 contiamo non solo di andare in pareggio, ma di conseguire utili, e ci stiamo muovendo per cercare nuovi capitali che verranno investiti soprattutto nel processo di internazionalizzazione.

Massimiliano Tonelli

www.mytemplart.com

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.
  • Fede

    Riguardo la certificazione non è chiaro affatto se gli archivi e le fondazioni aderiranno o no. Io posso certificare quello che voglio ma se non aderisce anche l’archivio dell’artista o l’artista stesso, la mia certificazione non vale nulla… Chi mi sa rispondere?