Federica Galloni risponde. Prima intervista al direttore generale per l’arte contemporanea

“Artribune domanda, il Direttore Generale per Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero per i Beni Culturali risponde”. Così scrivevamo il 6 febbraio, pubblicando le risposte di Federica Galloni ad alcune domande raccolte da vari operatori dell’arte durante ArteFiera a Bologna. Le ritrovate qui, insieme ad altre cinque domande e altrettante risposte. Se sarà adottata la medesima rapidità nella pratica, non possiamo che aspettarci grandi cose…

Federica Galloni
Federica Galloni

Quali sono le istituzioni pubbliche che promuovono le attività degli artisti italiani? In particolare, esiste una precisa strategia del Mibact a tale riguardo, in termini di indirizzo e coordinamento di iniziative sul territorio?
Rimane prioritario il ruolo indiscusso che le istituzioni pubbliche svolgono all’interno del sistema museale italiano. Va inoltre riconosciuto quello più dinamico e di ricerca delle fondazioni e delle gallerie di arte contemporanea che contribuiscono a promuovere gli artisti italiani e a sviluppare una rete del contemporaneo.
Se di strategia dobbiamo parlare, penserei non solo e non tanto a un’azione di indirizzo e coordinamento delle iniziative e/o degli interlocutori, ma anche a una condivisione di indirizzi, una concreta e condivisa sinergia tra pubblico e privato. Per fare un esempio, il Piano per l’arte contemporanea, oggi decisamente ridotto nell’importo complessivo rispetto a un decennio fa, si rivela uno strumento ancora valido e consentirà alla Direzione generale l’incremento delle collezioni statali – anche tramite il sostegno di mostre e concorsi – e la promozione dell’arte italiana all’estero. Colgo l’occasione per ringraziare i colleghi del Mibact che in questi anni hanno lavorato con successo su questi temi.

Il Ministero e la Siae hanno recepito in termini restrittivi per le gallerie la direttiva 2001/84/CE sul Diritto di Seguito, obbligando le stesse alla pubblicazione – unico esempio in Europa – delle proprie fatture di vendita sul sito Siae. Il Ministero è al corrente del fatto che ciò lede il diritto alla privacy? Sempre in merito al Diritto di Seguito, perché le gallerie lo devono far pagare anche per le opere vendute, ma che erano in galleria soltanto a titolo di rappresentanza di un artista? L’acquisto di un’opera d’arte da parte di un privato costituisce un fatto segnalato nel redditometro fiscale, disincentivando gli acquisti: tale fatto sarà confermato anche in futuro?
Sui quesiti di natura fiscale, legati a scelte economico-politiche, mi impegno a farmi portavoce col Ministro affinché possa valutare le soluzioni più opportune.

Il progetto di William Kentridge per i muraglioni del Tevere
Il progetto di William Kentridge per i muraglioni del Tevere

Esiste una eccessiva discrezionalità delle Soprintendenze in merito ai criteri di notifica e di esportazione temporanea, e delle Dogane in merito alle aliquote fiscali per le esportazioni: il Ministero ha intenzione di emanare delle direttive al riguardo?
Migliorare le procedure per la circolazione dei beni” è uno degli obiettivi prioritari nell’atto di indirizzo politico emanato dal Ministro con DM 23 settembre 2014. Dal canto mio ritengo che il prestito debba essere incentivato in quanto forma importantissima di promozione dell’arte, ovviamente con tutte le cautele del caso, prima fra tutte la verifica dello stato di conservazione e il pieno rispetto degli standard museali.

Quali sono le competenze del Ministero in merito al tema delle Periferie Urbane? Si tratta di dare un indirizzo di politica urbanistica per la riqualificazione di aree degradate, di segnalare dei casi virtuosi, di supervisionare i piani regolatori dei Comuni?
Le competenze del settore Periferie Urbane sono indicate, al livello generale, all’art. 16 DPCM n. 171/2014 e nel DM del 27/11/2014.

Visto che la competenza urbanistica è evidentemente una prerogativa  territoriale, cosa intende fare il Ministero nei rapporti con tali enti? È previsto o prevedibile un vincolo nei casi di “brutti” interventi di nuove costruzioni o di riqualificazione? Se sì, in base a quali criteri porre il vincolo?
Il vincolo include un bene, riconosciuto di particolare interesse, nel patrimonio culturale della nazione; se capisco bene la domanda: devo quindi intendere che, in questo caso, per vincolo si pensi a un potere di veto “nei casi di brutti interventi di nuove costruzioni o di riqualificazione“. Per non scadere nel “mi piace / non mi piace“, penso che i nuovi interventi debbano essere regolati su larga scala da una legge sulla qualità architettonica intesa come ricerca progettuale e tipologica (la qualità è nemica della quantità) come pure, più in generale, di wellness dell’abitare (ecocompatibilità, ecosostenibilità), la verifica della effettiva realizzazione dei servizi alla residenza e certamente molto altro.

Ludo a Torpignattara - foto Alberto Blasetti
Ludo a Torpignattara – foto Alberto Blasetti

Il tema delle Periferie Urbane è oggetto di molteplici studi e analisi da parte di università italiane, Ordine degli Architetti, istituti di urbanistica: intende il Ministero coordinare le attività di tali prestigiosi attori e dare un indirizzo comune?
Fra gli obiettivi operativi della linea d’azione, il censimento e la collaborazione con i soggetti che già operano nel settore è fondamentale e doverosa e alcuni contatti sono già stati avviati. Anche in questo caso non penso proprio di coordinare un lavoro svolto da altri, quanto piuttosto di trarne spunti comuni di scambio e di conoscenza al fine di programmare interventi condivisi ottimizzando così le risorse, strumentali e umane, che hanno già prodotto risultati.

Ammesso che il Mibact abbia dei fondi per le Periferie Urbane, come intende spenderli senza correre il rischio di finanziare interventi effimeri e scoordinati con gli enti territoriali?
Assegnate le risorse finanziarie, non si potrà certo prescindere da un censimento delle realtà locali. Attraverso un bando pubblico, i Comuni presenteranno le proprie proposte; una commissione individuerà quelle ritenute più meritevoli e quindi, tenendo sempre presente il bilanciamento territoriale (nord, centro e sud), l’amministrazione finanzierà o concorrerà al finanziamento per l’effettiva realizzazione.

Di quali risorse umane e culturali intende dotarsi la sua Direzione? Si stanno già cercando figure professionali competenti all’interno del Ministero?
La Direzione Generale ha assorbito il personale (circa 15 unità) del Servizio Arte e Architettura Contemporanee, l’organico prevede la nomina di due dirigenti per i rispettivi servizi: Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane. Successivamente saranno avviate le procedure di mobilità volontaria del personale di profilo tecnico e amministrativo che dovrà formare un organico di circa 29 unità. Ulteriore personale qualificato sarà reclutato e formato in linea con la riforma della pubblica amministrazione.

Le competenze del settore Periferie Urbane:
www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/Uffici/Struttura-organizzativa/visualizza_asset.html_263742727.html

 

  • Luca Rossi

    Nel leggere queste richieste si capisce perché il contemporaneo in italia è oggi ai minimi termini. Chiedete tutte cose per facilitare la vendita, ossia quella dinamica che ha inquinato e danneggiato irrimediabilmente il mercato dell’arte negli ultimi 15 anni. La bolla speculativa del mercato si basava proprio sulla vendita facile, senza tante domande e vissuta “a caso” da collezionisti che oggi difficilmente protesteranno (non faranno “voice”), a differenza del risparmiatore Parmalat che aveva messo i propri risparmi in titoli gonfiati di valore arbitrariamente. Quindi voi chiedete la vendita facile e possibilmente su i giovani (che sono, se vogliamo, valori ancora più rischiosi). Fantastico.
    Al contrario bisogna chiedere che la vendita si possa basare su ragioni e motivazioni forti. Solo affrontando criticamene l’opera, faremo più fatica, ma avremo un mercato (leggi un futuro) solido (io stesso ho contribuito ad un progetto, tendenzialmente ostracizzato, proprio su questo). Quindi bisogna chiedere (sempre a chiedere…) un sistema che incentivi la critica e la divulgazione (ossia il ponte tra l’elite dell’arte e le persone normali). Solo così si potranno fare le differenze e ci si potrà avvicinare ad una qualche scala valoriale. Questo significa interessare ed appassionare il pubblico. Coinvolgere un pubblico oggi abbandonato e distante. Coinvolgere un pubblico che poi significherà maggiore attenzione da parte della politica. Ma queste cose bisogna saperle fare! Mentre in italia si occupano di arte solo ricercatori inaciditi, accademici fuori dal tempo, esperti di lettere e filosofia improvvisati e supponenti, web designer usciti da iuav e brera, curatori vanitosi che sembrano tanto “artisti senza portafoglio”. Quindi l’unica cosa che riusciamo a chiedere è di abbassare l’iva e facilitare la vendita per un mercato che, oltre a valori consolidati, tende a proporre opere-bidone, che se paragonate a intenzioni e contesto, sono veramente poca cosa. Ritornando alla metafora P ART MALAT: voi chiedete facilitazioni per poter vendere e comprare titoli-truffa. Io dico prima di questo, cerchiamo di ripulire questi titoli tramite la critica e il confronto.

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  • Mister Matito

    Vuoi vendere arte? vattene dall’ Italia perche in Italia si puo’ vendere solo il proprio chiulo per fare carriera.
    L’ Italia e’ un paese di vitelloni ignoranti e volgarotti, nemmeno buoni per il macello