Arte sonora a 90db. Parte la winter edition del festival romano

Torna il Festival Internazionale delle Arti Sonore all’Appia Antica a Roma. In versione invernale e con una sede in più. Prima nazionale del duo nippo-parigino Nonotak, specializzato in luce e musica elettronica, tra i sette concerti a corollario della mostra di sound e media art.

Nonotak
Nonotak

Anche se non dichiarato o esplicitato negli intenti, il riferimento all’Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce (IYL 2015) promosso dall’Unesco è ciò che accomuna parte della poetica degli artisti presenti a 90db Festival Internazionale delle Arti Sonore. Che, dopo il successo di pubblico ottenuto lo scorso settembre, ha deciso di proporre anche un’edizione invernale della rassegna, caratterizzata da una mostra di sound art/media art e sette concerti.
Sempre sotto la direzione artistica di Massimiliano Busti, Rosanna Palermo e Stefano Tedesco, e sempre negli spazi dell’ex Cartiera Latina, sito di archeologia industriale immerso nel Parco dell’Appia Antica. Con l’aggiunta di un’altra realtà legata alla sperimentazione artistica come AlbumArte Project Space, che accoglierà sabato 14 febbraio il prologo del festival con una performance immersiva del sound artist e graphic designer Fabio Perletta, la cui musica si concentra sulla rappresentazione dell’invisibile, ispirandosi alle strutture molecolari, alla fisica quantistica e al concetto di vuoto.
Prima, però, Florian Tuercke, da sempre affascinato dallo spazio pubblico in termini di potenziale musicale e compositivo, tanto da creare speciali strumenti in grado di trasformare i suoni captati nell’ambiente in melodie musicali, presenterà le modalità di realizzazione della sua installazione site specific The Structural Sound Project Rome – Part 1. Perché sarà proprio il pubblico a crearla, posizionando in varie zone della città non troppo lontane da Ostiense e Appia Antica alcuni microfoni (quelli contenuti nel kit dato in dotazione dall’artista), capaci di registrare le onde sonore interne ai materiali. Il tutto diventerà poi una mappa online, fruibile sul sito del festival e accessibile da una postazione interattiva allestita negli spazi dell’ex Cartiera Latina.

Ex Cartiera Latina, Roma
Ex Cartiera Latina, Roma

Qui, tra il 21 e il 22 febbraio, si susseguiranno sei concerti: dall’elettroacustica di Francesco Giannico, che ha focalizzato l’attenzione sul concetto di paesaggio sonoro, dando origine nel 2008 al Laboratorio di Ecologia del Suono, e ha intensificato recentemente (in Luminance,2013 e Litania, 2014) il suo personale intreccio di melodie pianistiche, ambientazioni in chiaroscuro e drones materici; fino ad arrivare all’audio-visual performance di XX+XY visuals and sound art project. Il duo, formato da Sladzana Bogeska e Giuseppe Pradella, che nel corso della propria ricerca ha realizzato il concept video per l’album Cosmos (Leaf rec.) del musicista, compositore e produttore discografico messicano Murfoc, abbinerà per l’occasione gli studi sulla grafica tridimensionale al suono, tramite media digitali innovativi.
La serata di sabato si concluderà con la prima assoluta in Italia dei Nonotak, un altro duo, questa volta frutto della collaborazione tra l’illustratrice Noemi Schipfer e l’architetto Takami Nakamoto, in occasione della realizzazione di un murale a Parigi alla fine del 2011. Noti per le loro performance legate all’intersecarsi della musica elettronica con la luce, proporranno per il festival Late Speculation, quaranta minuti di live durante i quali gli artisti giocheranno con la percezione visiva, sonora e spaziale, dando origine, attraverso un rimando di luci e suoni, ad architetture immateriali.

Pierre Bastien
Pierre Bastien

La serata di domenica sarà, invece, all’insegna della sperimentazione: quella di Pierre Bastien, che realizzerà un’orchestra dada, assemblando pezzi del gioco Meccano con motori di vecchi giradischi; della musica elettronica di John Chantler, prodotta dal suo synth modulare autocostruito; infine, della musica elettroacustica con chitarra ed elettronica di Giuseppe Ielasi, noto per le sue composizioni a largo uso di effetti, costantemente alla ricerca di un equilibrio tra toni astratti e sperimentali e strutture melodiche vicine alla canzone.
Tutte le performance faranno da corollario alla mostra di sound art e media art con le opere di Nonotak (Day Dream, un’installazione audiovisiva), di Tuercke, con la sua già citata opera sonora partecipata, e di Francesco Giannico con Metrophony, testimonianza auditiva, rielaborata elettronicamente, di un viaggio sull’intero percorso della linea B della metropolitana di Roma.

Claudia Giraud

www.90dbfestival.org

  • Jhonny Sberleffo

    Ma chi é Nonotak ? E’ un altro esempio di uno che copia il lavoro storico di Paolo Scirpa dopo quello che fece Navarro alla Biennale.
    Tutto ciò per l’ignoranza di curatori e critici che non conoscono la storia e invitano l’ultimo arrivato che copia spudoratamente un artista storico…

    Dite a Nonotak di cliccare su google immagini e quardarsi “Paolo Scirpa ludoscopi” , ma forse, anzi sicuramente lo ha già fatto fin troppo…

  • Povera Italia

    Verissimo, il plagio fatto da Nonotak è più che evidente! Hanno copiato pari pari i ludoscopi di Paolo Scirpa. Nonotak può essere definito piuttosto che un duo Nippo-parigino, un duo Scippo Italiano!!

  • charlotte leprof

    In effetti il richiamo diretto ai Ludoscopi di Paolo Scirpa è più che evidente. vedi il sito http://www.paoloscirpa.it; al duo nippo-french
    basterebbe riconoscere la chiara ispirazione ai suoi lavori (i primi del 1970!). è questione di onestà culturale…

  • Povera Italia

    Come si può non valutare un’operazione di puro copiato, e quindi di autentico plagio di Scirpa come quella fatta da questo duo Nonotak? Curatori, critici e giornalisti che pubblicano queste immagini di artisti o presunti tali che come Nonotak scopiazzano alla bell’e meglio, dovrebbero interrogarsi sul loro stato e grado di preparazione per giudicare l’arte… prima di dar credito a cialtronerie come queste!

  • Corrado Campione

    per dirla nel gergo corrente, l’installazione sound art è di “Nonotak Copia” liberamente ispirato a “Incolla Scirpa”

  • Liliana Iadeluca

    Sono d’accordo con quanto già letto nei post precedenti sul fatto che questa operazione può essere considerata una imitazione abusiva dell’opera di Scirpa Sarebbe stato più onesto definire l’installazione un vero omaggio a Scirpa stesso. Ma la colpa non è solo dei fautori, ma soprattutto dei curatori non preparati

  • Giuliano Bernabei

    Oltre che stendere in velo pietoso sull’operazione di plagio fatta dai
    Nonotak, ci sarebbe da chiedersi riguardo ai curatori Massimiliano
    Busti, Rosanna Palermo e Stefano Tedesco, dove hanno studiato, chi gli
    ha dato un titolo di studio, e soprattutto chi ghi ha conferito licenza
    per dubbie operazionio di questo tipo senza averne le dovute
    conoscenze… Il plagio dell’opera di Scirpa è uguale a quello ben più
    famoso che fece Navarro alla Biennale di Venezia; gli artistucoli che
    fanno queste cose come appunto Nonotak o Navarro, anche se in mala fede,
    fingendo di non conoscere la fonte possono essere considerati
    giustamente ignoranti. Per quanto riguarda i curatori invece, tale
    giustificazione non può essere assolutamente accettabile. Non esente da
    responsabilità anche la redazione stessa di Artribune, che pubblicando
    nell’articolo l’immagine dei Nonotak dimostra scarsa attenzione. In casi
    come questo di manifesto plagio, sarebbe stato più opportuno evitare
    semèplicemente di inserirla.