Al via Planitars. Tutto quello che dovete sapere sul nuovo e-commerce italiano

A breve distanza dalla messa online di Planitars, piattaforma di e-commerce per l’arte italiana emergente, abbiamo incontrato la sua fondatrice Francesca Bonan. Una lunga intervista per farci raccontare il progetto: come funziona, come si è sviluppato, i primi dati e i nomi di questa startup tutta italiana.

Planitars - Giovanni Gaggia
Planitars - Giovanni Gaggia

A partire dallo scorso 23 gennaio, Planitars è finalmente attivo in Rete. Una piattaforma per la vendita dell’arte italiana online, calibrata specificamente sugli artisti emergenti e sul piccolo collezionismo. Com’è nato questo progetto?
Il progetto nasce da un’idea che è sorta in seguito ai miei studi al Sotheby’s Institute of Art di Londra nell’estate del 2013, dove ho seguito un corso in Finance and the Art Market con Anders Peterson, il fondatore di ArtTactic. Lì ho potuto approfondire i trend mondiali del mercato dell’arte contemporanea, compreso il business online, che in parte già conoscevo, mentre si portava avanti una preparazione sulla valutazione degli artisti e delle opere d’arte a livello economico e finanziario.
Ho sempre avuto a cuore l’arte italiana contemporanea e ho lavorato con passione sia in un’importante galleria d’arte (lo Studio Raffaelli di Trento), sia nella comunicazione e nel web marketing per un gruppo di società del Veneto. Perciò con grande coraggio, passione e dedizione ho voluto creare una piattaforma che ospitasse il pianeta dell’arte italiana, da cui deriva il nome Planitars.

In cosa si distingue dalle altre simili piattaforme di e-commerce?
Planitars si distingue dagli altri portali per la sua italianità, se ci confrontiamo con i grandi siti made in Uk o Usa, sia per quanto riguarda gli artisti che per la sede originaria della startup. Le grandi star italiane dell’art system sono già conosciute, ma tutti gli altri artisti che escono dalle accademie, che lavorano in Italia con gallerie d’arte, con curatori, che espongono nelle nostre ville, che vincono i premi più importanti… quanti sono? E quanti sono i laureati in storia dell’arte, i curatori indipendenti?
Ecco, l’idea è di iniziare a riunire diverse realtà, quelle che valgono, in Planitars, un sito web che offre al collezionista, alla ricerca di un’opera originale e contemporanea a prezzi accessibili, i lavori di artisti provenienti da un Paese che è unico al mondo per il sistema istituzionale di mostre, musei e biennali. In Italia l’arte contemporanea arriva nei paesi di provincia, nelle ville venete, nelle dimore e residenze di campagna, e questo è da considerare un plus del nostro bel paese. L’artista non deve per forza passare la sua vita a Milano, Roma o Firenze per emergere. Planitars ricerca e presenta un’offerta di artisti selezionati su più fronti, il cui curriculum parla da sé.

Planitars - Laurina Paperina
Planitars – Laurina Paperina

Nel presentare il progetto, hai sostenuto che “l’obiettivo con cui nasce Planitars non è quello di sostituirsi al sistema presente dell’arte contemporanea, alle gallerie, ai concorsi d’arte o ai musei”. Ma è inevitabile che proprio con questi interlocutori, prima o poi, dovrete confrontarvi.
Planitars non si sostituisce al sistema, ma ne prende atto. Certamente le gallerie svolgono un ruolo fondamentale nella creazione del valore di un artista, investendo a volte anche nella produzione. Se ti riferisci a una possibile concorrenza con le gallerie, ovviamente c’è, come esiste la concorrenza tra le gallerie stesse. Ma il concept di Planitars è totalmente differente proprio perché segue la logica del web. Non ho deciso di aprire planitars.com perché non volevo pagare l’affitto di una galleria, come mi è stato chiesto più volte nell’ignoranza degli investimenti necessari a emergere nella Rete, ma perché credo fortemente nella potenza del web e nella crescita del mercato dell’arte online, che va oltre i confini territoriali e temporali.
L’acquirente può acquistare un’opera in qualsiasi giorno e in qualsiasi momento per tutto l’anno, indipendentemente da calendari di mostre e fiere, e da qualsiasi parte del mondo, trovando davanti a sé in un unico luogo un’ampia scelta di opere e di stili, che va al di là di un’unica linea curatoriale, con i prezzi delle opere pubblicati in modo totalmente trasparente. Credo che le gallerie d’arte italiane si stiano rendendo conto di questo e dell’approccio differente insito proprio nel diverso concept di business. Tutti gli artisti partecipanti a Planitars hanno chiesto il consenso alle proprie gallerie di riferimento prima di caricare le proprie opere, quindi credo che potremo convivere benissimo entrambi e in pace.

A proposito, avete già dei progetti per possibili collaborazioni?
Progetti per collaborazioni con i soggetti citati per il momento non ce ne sono, sebbene sia disponibile per eventuali proposte. Ho già in mente, invece, un progetto da sviluppare direttamente con gli artisti, ma è ancora presto per anticiparlo.

Planitars - Gerardo Paoletti
Planitars – Gerardo Paoletti

Come funziona Planitars? Quali procedure devono seguire gli utenti per entrare a farne parte, e come si svolgono le transazioni?
Planitars è un vero e-commerce, le opere caricate sono tutte in vendita con la pubblicazione del prezzo finale. Non vi sono opere non disponibili come non vi sono opere a prezzo “su richiesta”. Già questo è un fattore che differenzia Planitars dalla gran parte delle piattaforme o gallerie online italiane. Ogni opera può essere condivisa nei social network, via mail o salvata nella propria lista dei desideri, quindi commentata. I cuoricini indicano il “mi piace” sull’opera e sui profili dell’artista e del curatore. L’utente può registrarsi come curatore, come artista o come collezionista e ognuno può ovviamente diventare acquirente.
Nel processo di acquisto di un’opera vengono calcolate al momento le spese di spedizione in base alla destinazione, a livello mondiale, e al peso dell’opera; anche questo non è un servizio scontato ed è stato il primo aspetto che ho verificato per poter iniziare a ragionare sull’intero progetto. Non è stato per nulla immediato né facile trovare un corriere disponibile a prendere in carico il servizio. Dal momento dell’ordine, l’artista ha tempo una settimana per far trovare l’opera pronta per il ritiro, in quanto le opere sono alla disponibilità dell’artista fino al momento della vendita. Della spedizione e dell’eventuale richiesta di autocertificazione all’Ufficio Esportazione se ne occupa Planitars.
Voler rendere il mercato dell’arte più trasparente è una grande sfida per Planitars e per l’Italia. Se da una parte risulta macchinoso rispettare la burocrazia, dall’altra il mercato online ha il vantaggio di generare liquidità grazie ai pagamenti anticipati.

Quali sono i margini di guadagno per gli artisti? È richiesta una tassa d’iscrizione o spese di gestione?
Agli artisti non viene chiesta nessuna fee di iscrizione e non accadrà in nessun momento per poter tenere visibile il proprio profilo sulla piattaforma. Planitars non è un social network, perciò viene pretesa massima serietà nei confronti del progetto, veglia e disponibilità a tenere aggiornata la propria pagina, nell’instaurarsi di una fiducia reciproca per quanto riguarda la disponibilità delle opere. Planitars non stabilisce nessuna esclusiva e trattiene il 30% netto in caso di vendita. Le condizioni di vendita sono pubblicate in chiaro sul sito, assieme a una completa guida alla vendita che accompagna l’artista dalla compilazione del profilo sino alla fatturazione, nella totale trasparenza per tutti gli utenti.
Qualsiasi artista può sottoporre la sua candidatura a far parte di Planitars compilando un profilo pubblico composto da descrizione di sé, biografia e curriculum e caricando almeno tre opere. Se l’artista è ritenuto interessante la sua pubblicazione viene approvata oppure viene contattato per un’integrazione quindi un’ulteriore valutazione.

Planitars - Matteo Girola
Planitars – Matteo Girola

In base a quali principi viene svolta la selezione di opere e artisti?
Sono stati scelti quegli artisti il cui curriculum mostra una selezione già fatta da concorsi e premi tra i più riconosciuti in Italia come il Premio Cairo, il Premio Arte Mondadori, il Premio Combat, il Premio Lissone, la Collettiva Bevilacqua La Masa, il Premio Fabbri. Parte degli artisti ha esposto in gallerie storiche, altri in gallerie più giovani, che possiamo considerare una firma di garanzia, altri sono stati selezionati per residenze all’estero che hanno permesso loro di realizzare una ricerca artistica interessante. Ma ci sono anche artisti che non presentano ancora nulla di tutto ciò, ma che promettono una crescita di valore (non solo in senso economico, ma nell’accezione inglese di “value”) per la ricerca che stanno intraprendendo, di fatto la qualità delle loro opere parla da sé.
A dire il vero Planitars vorrebbe essere un trampolino di lancio per i nuovi talenti. Se posso vantarmi di qualcosa è di saperli spesso riconoscere, anche quando all’inizio si trovano mischiati in esposizioni dove non vi è alcun criterio di selezione, ed è quello che ho voluto evitare in Planitars. Sicuramente la scelta non incontrerà il consenso di tutti, ma è un rischio che corro volentieri.

Quale ruolo rivestono (o potrebbero rivestire) i curatori all’interno del progetto? Ce n’è qualcuno che lo ha sostenuto fin dal principio?
I curatori possono pubblicare gratuitamente il proprio profilo, completo di descrizione e curriculum, quindi possono creare delle collezioni a partire dalle opere presenti su Planitars. Anche i profili dei curatori sono sottoposti a selezione, per garantire la qualità del progetto. Questo non significa che si guarderà al curatore per forza più noto, anzi si vorrebbero prediligere i curatori più giovani, perché è anche per loro che è stato creato Planitars. Credo possa essere un’occasione per scoprire nuovi artisti affini alla propria ricerca e provare a farli entrare nei propri progetti, come può essere un’opportunità per gli artisti di far valutare i propri lavori da curatori validi.
I curatori che mi hanno sostenuto nella fase di work in progress di Planitars sono stati Chiara Canali e Niccolò Bonechi, che mi hanno anche accompagnata al talk di presentazione di Planitars a Bologna nel contesto della fiera SetUp. Mi hanno consigliato una parte di artisti da invitare a far parte di Planitars e con loro ho scambiato idee costruttive sul progetto. Ho sentito e mi sono incontrata anche con altri giovani curatori che parteciperanno prossimamente.

Planitars - Mattia Scappini
Planitars – Mattia Scappini

E per concludere, qualche numero (e qualche nome, se possibile…). Con quale catalogo vi presentate al pubblico dei collezionisti? Qual è stato il trend delle adesioni e che tipo di spaccato offre (geograficamente e anagraficamente) dell’arte italiana emergente?
Prima della pubblicazione online del sito, quando gli artisti avevano accesso solo all’area riservata e alle condizioni di vendita, si erano registrati circa 550 artisti con 720 opere caricate, da cui si è arrivati a una selezione di 45 artisti e circa 310 opere di pittura, scultura, fotografia e opere realizzate con diversi media, come le opere di pan di spagna di Marco Chiurato, la carta autoprodotta di Paolo Scarfone o i ricami su lino di Giovanni Gaggia. L’artista più giovane è Francesco Votano, calabrese del 1991, mentre l’età media degli artisti è di 34 anni.
La Regione più rappresentata è il Veneto, con ben nove artisti, Alice Andreoli, Greta Bisandola, Gabriele Brucceri, Simone Del Pizzol, Ivana Galli, Stefano Luciano, Elisa Rossi e Alberto Sinigaglia, ma si arriva in Toscana con Federico Gori e Gerardo Paoletti, in Abruzzo con Lorenzo Di Lucido, in Campania con Gianluca Capozzi, in Puglia con Dario Molinaro e si sale sino all’Alto Adige con Andreas Senoner. Ma gli artisti sono tanti e Planitars è pronto a ospitarne ancora.

Simone Rebora

www.planitars.com

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.