Non solo arte sacra. Il nuovo Museo San Fedele a Milano

Lo scorso 31 dicembre a Milano ha inaugurato il Museo San Fedele, nuovo spazio espositivo allestito da Mario Broggi. E tutto dedicato al rapporto tra arte e fede. Uno spazio per ripensare criticamente religione e laicità.

David Simpson, Monocromi. Foto Luca Casonato
David Simpson, Monocromi. Foto Luca Casonato

Cultura e culto sono qui più imparentati che altrove. Il nuovo Museo San Fedele, incuneato di traverso alla scenografica chiesa di San Fedele progettata nel Cinquecento da Pellegrino Tibaldi, è un luogo sofisticato, ricercato, eppure aperto a tutti. Il senso pensato e realizzato dal curatore Andrea Dall’Asta è integrare un percorso che dall’ingresso della chiesa si snoda lungo la navata unica, abitata da confessionali lignei e un alto pulpito che domina il centro della cattedrale, per sollevarsi gradualmente verso l’altare, sormontato dalla figura di Cristo glorioso che svetta sulla cupola interna. Sul fianco destro la Pala del Sacro Cuore di Lucio Fontana creata ad hoc nel 1956 si staglia lucida tra due colonne dislocate. Nell’abside, tre tele di David Simpson evocano la Trinità contemporanea, eterna ma qui cromaticamente mutevole e particolarmente attuale. Sopra l’altare, una radiosa Corona di spine (2014) di Claudio Parmiggiani, emblema regale al contrario.

Jannis Kounellis, Senza titolo (Svelamento), 2012. Foto Luca Casonato
Jannis Kounellis, Senza titolo (Svelamento), 2012. Foto Luca Casonato

Gli inserti di contemporaneo proseguono nell’adiacente cappella delle Ballerine, dove fino agli Anni Ottanta le danzatrici della Scala portavano un fiore prima del debutto in omaggio a una Maria che allatta: una Maria che ricorda la Dea Terra che nutre i suoi figli (e per questo bandita dal Concilio di Trento). Sulla parete della cappella, uno stormo di scarpette d’argento di Mimmo Paladino s’infila nel muro come tanti ex voto donati alla Madonna.
Nella cripta secentesca, infine: un Kounellis (Senza titolo – Svelamento, 2012) che lascia senza fiato con una provocante rappresentazione dell’Apocalisse. L’opera è costituita da un sacco appeso con una corda a una trave sospesa al soffitto della cripta. Una grande croce, simbolo della Chiesa, all’interno del sacco si rende percepibile a contatto con la tela. Negli spazi sotterranei accanto, un raro reliquiario quotidiano (reliquie per tutti i santi del calendario, divisi nei 365 giorni) e una Via Crucis di Fontana che ben si abbina, con suo colore e i suoi tagli, alle statue di angeli che proteggono il luogo degli inferi.

Mimmo Paladino, Cappella delle Ballerine, 2014. Foto Luca Casonato
Mimmo Paladino, Cappella delle Ballerine, 2014. Foto Luca Casonato

Completa il percorso la piccola Galleria, una riuscita miscellanea di nuovo e classico in cui tecniche, periodi e sensibilità comunicano in un gioco di rimandi. Se ne avete abbastanza di arte sacra, questo luogo vi darà ragione aprendo nuove possibilità di pensiero e incontro. Se arte e fede non vi bastano mai, qui c’è pane per i denti dell’uomo che non vive di solo pane.

Margherita Zanoletti

MUSEO SAN FEDELE
Piazza San Fedele 4 – Milano
02 863521
[email protected]
www.sanfedele.net

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Margherita Zanoletti
Margherita Zanoletti è bibliotecaria presso l’Università Cattolica di Milano e ricercatrice di arte e scrittura moderna e contemporanea. Dottorata presso la University of Sydney, sta collaborando alla prima traduzione italiana di Stradbroke Dreamtime della scrittrice aborigena Oodgeroo Noonuccal, sulla quale ha curato di recente con Francesca Di Blasio il volume We are Going, e a una monografia su Bruno Munari.